Motogp: Valentino a caccia del grande record

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Più che nella caliente Valencia sembra di essere nell’uggiosa Normandia. La pioggerellina incessante e le temperature quasi invernali trasformano l’asfalto del circuito «Ricardo Tormo» in una enorme lastra di marmo spalmata d’olio. Si gira quindici secondi più lenti del normale e le prove libere vengono ancora una volta stravolte dagli elementi. Scivola Rossi che concluderà quarto. Scivola anche Stoner, quinto. «Ho deciso di fermarmi prima dello scadere del turno – spiega Valentino – perchè pioveva troppo, mentre nel pomeriggio ero davanti, ho cercato di modificare l’assetto per migliorarmi, ma poi sono scivolato». Senza riportare danni. «Per fortuna andavo piano e tutto è a posto: non s’è rovinata – sorride Rossi – neppure la tuta». Un errore, ammesso, del re folletto. «Sono entrato in curva come nel giro precedente e la moto mi è scivolata dietro. Forse ho piegato troppo, ho sbagliato. Poi sono rientrato e ho montato una gomma di mescola più dura, ma senza trovare giovamenti». Una scivolata, un quarto posto tutto sommato positivo. «Comunque giudico la mia prestazione abbastanza buona. Perchè sono a poco più di due decimi dalla pole virtuale e non sono messo così male». Prima di tutto il Dottore vuole vendicare due anni d’umiliazioni patite in quella che per lui è stata una tappa nefasta negli ultimi due anni. «Qui ho centrato il podio nel 2005, nel 2006 ho buttato il mondiale e nel 2007 mi sono rotto la mano e perso il secondo posto in classifica». Con una vittoria Vale arriverebbe a quota dieci trionfi nella stagione (traguardo già centrato in tre mondiali, solo Agostini ha fatto meglio con quattro), porterebbe la Yamaha ad undici primi posti nel 2008 (come nel 2005) ed eguaglierebbe il suo precedente record di 16 podi (centrato nel 2003). «Ci mancano un paio di decimi – ma il nostro potenziale è buono soprattutto se il tempo migliora. In queste condizioni la pista non ha grip. A prescindere dal tempo, sarà importante partire in prima fila». Il discorso slitta poi sulle attività ludiche di Valentino nei mesi che verranno: «Oltre al rally di Monza e Galles quasi sicuramente proverò la Ferrari (Mugello o Fiorano) a dicembre. Lo faccio per passione e senza alcuna velleità». Le Honda ufficiali fanno la voce grossa. Il primo tempo della giornata lo sigla Nicky Hayden (da lunedì girerà sulla Ducati). Segue Dani Pedrosa che aspira all’en plein iberico dopo aver vinto ad Jerez e Barcellona. Completa la prima fila virtuale Jorge Lorenzo, che sogna la vittoria casalinga. «Questo GP – dice – in linea d’aria è il più vicino a dove sono nato (Palma de Maiorca), ho bisogno di sentire l’amore della mia gente». Come d’abitudine, il suo compagno di team Valentino Rossi non brilla nelle libere, ma domenica per il pesarese potrebbe essere un’altra giornata all’insegna dei record. . Valencia è l’epilogo e il prologo del motomondiale, e Marco Melandri, per concludere in bellezza la sua vergognosa stagione, ha pensato bene di sparare a zero sulla Ducati («Come stare seduto s’una stufa bollente per un anno», ha detto). Al semaforo verde si giocherà la maglia nera (quella dell’ultimo in classifica) con Anthony West che guida una Kawasaki, suo prossimo team.

 

Il Mattino

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