E’ un Napoli involuto, ma a Mazzarri va bene così

3
62

mazzarri_bordocampo_2011Alla voce involuzione, il dizionario recita testualmente: progressiva regressione a uno stadio di sviluppo precedente. E’ quello che sembra stia succedendo al Napoli dopo le ultime deludenti prestazioni che hanno allontanato il Napoli in maniera pressoché definitiva dalle posizioni che contano in campionato. Contro il Milan l’ennesima prova di un disagio tattico che ha portato il Napoli, a un certo punto dell’incontro, con il Milan ridotto in dieci e con un solo “quasi attaccante”,  Robinho, sulla linea d’attacco rossonera, a mantenere ancora in campo tre difensori con il buon Mazzarri intento a sfogliare la margherita: cambio subito e cerco di vincerla o aspetto e magari mi porto a casa un bel punticino? E’ prevalsa la seconda tesi e con un Milan in evidente difficoltà, il Napoli non è riuscito più a tirare in porta rischiando, anzi, di perdere addirittura in superiorità numerica. Per la verità non è che prima le cose fossero andate meglio. Il solito Napoli cioè, quello delle ultime apparizioni tutto cuore e poco cervello che continua a recitare un copione che ormai tutti gli avversari conoscono a memoria, aveva manifestato tutti i suoi attuali limiti fisici e tattici continuando ad essere pressoché evanescente sotto porta quasi mai arrivando ad affacciarsi all’interno della fatidica linea dei sedici metri con uno dei suoi attaccanti. Tocchi, tocchetti, giro palla in orizzontale, ma mai nessuno che punta l’uomo centralmente cercando di liberarsi al tiro visto che ormai tutte le squadre chiudono sapientemente le corsie laterali (vero Maggio?). Nemmeno Lavezzi, l’unico che ci riesce qualche volta, ancora alla ricerca della forma migliore dopo il recupero dall’infortunio, è riuscito a scaldare gli infreddoliti tifosi azzurri sugli spalti di S.Siro con una giocata degna di una squadra che “studia” per diventare grande. Troppo tardivo l’inserimento di Pandev che forse, visto lo stato del terreno e la poca verve di un Cavani chiamato a ripiegare spesso in difesa, poteva entrare prima ad indicare la giusta strada ai suoi compagni: quella della vittoria. Sì perché contro un Milan in dieci e soprattutto rimaneggiato per i numerosi infortuni, il Napoli doveva e poteva osare di più. Si cresce, infatti, anche e soprattutto in partite come queste dove bisogna guardarsi dritti negli occhi e capire che è giunto il momento di affondare senza paure perché un misero punticino non ti cambia la classifica mentre una vittoria su un campo ostico come quello di S.Siro contro “una grande” da sempre, può contribuire a dare un senso diverso ad un’intera stagione e a prendere definitivamente coscienza della propria forza. Ma così non è stato e gli azzurri, con un malinconico Vargas in panchina, hanno racimolato il punto che forse volevano, Mazzarri in testa, l’unico a essere ancora contento del gioco dei suoi, del distacco in classifica accumulato e del fatto che il Napoli non vince più.

Raffaele Castiello – Napolisoccer.NET



3 Commenti

  1. io riflettendoci bene, alla fine la colpa di tutto non la do’ a mazzarri. l’unica cosa che gli si puo’ imputare e’ di non aver preteso, o di non aver voluto, ricambi all’altezza. Con una ventina di milioni(non so’ se sono disponibili o meno) si prendevano due ottimi difensori, e non scartine come quelli arrivati. Ci vuole gente di un’altro calibro per affrontare al massimo due o tre competizioni. La verita’ e’ solo questa. Poi dopo giudicherei se Mazzarri puo’ fare l’allenatore di vertice o meno. Con una sola competizione a disposizione ha fatto molto bene(a differenza della societa’). Fideleff e Fernandez, non fanno parte della razza dei vincenti se dopo quasi un anno non giocano una partita. per non parlare poi di chavez o santana o mascara(un ottimo ragazzo). Si puo’ dare l’assalto alla champion e campionato con questa gente?

  2. La rosa del Napoli è inadeguata rispetto alle ambizioni conclamate della società e dei tifosi napoletani. Quel che siamo riusciti a fare finora è merito di un inizio stagione in cui si è sopperito alle manchevolezze tecnico-tattiche con la velocità del gioco. Ora che molti giocatori sono appannati i nodi vengono al pettine. Il moduloche Mazzarri si ostina a seguire è trito e ritrito, gli avversari ormai hanno preso le contromisure (presidio delle fasce laterali, aggressione degli attaccanti nei confronti dei difensori, ed il gioco è fatto). Abbiamo soprattutto i seguenti limiti tecnici: difesa e centrocampo di scarsa qualità, due laterali (Dossena e Maggio) che non sono in grado di saltare l’uomo nell’uno contro uno, Cavani che non sa proteggere il pallone.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here