Santacroce: “In nazionale ho rubato i segreti a Cannavaro”

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«Durante i giorni che ho trascorso in Nazionale ho osservato con attenzione Cannavaro. L’ho seguito in ogni suo movimento quando attaccava l’avversario. Anche lui, come me, gioca molto sull’anticipo e rischia di vedersi fischiare ogni intervento. Ho cercato di capire come fa a commettere pochi falli, ad evitare i cartellini gialli e rossi. Insomma, ho rubato i segreti e il mestiere a un campione del mondo». Fabiano Santacroce parla dell’incontro con Fabio Cannavaro, rivela, ma solo in parte, i suggerimenti che il grande Fabio gli ha dato. «Il primo consiglio? Essere meno nervoso altrimenti perdo lucidità e rischio il fallo dovendo intervenire in pochi decimi di secondo». Domani, Santacroce ritornerà all’Olimpico dove beccò i primi due gialli che gli valsero il rosso contro la Roma. Espulsione e Napoli in dieci. Il bis a Udine, alla terza giornata: seconda espulsione per doppia ammonizione. Non a caso, alla sesta partita, a Marassi, Reja per evitare il tris, tirò fuori Santacroce dopo il cartellino giallo alla fine del primo tempo. «Ho imparato la lezione. Non rinuncerò alla mia caratteristica che mi porta a giocare d’anticipo, di certo eviterò di farmi prendere dalla tensione, dalla voglia di strafare. Sono difetti che spariscono non appena acquisisci un tantino di esperienza in più». Reja ha osservato: «Santacroce è bravo, ma viene ammonito spesso. Se corregge questo difetto migliorerà molto». «Lo ringrazio, la sua è una giusta osservazione». Contro la Lazio gli avversari da marcare non saranno facili. Non a caso la squadra di Rossi ha l’attacco più prolifico del torneo: 15 reti. «Mancherà Rocchi, ma la Lazio dispone di gente come Pandev, Zarate, Foggia… Non sarà una domenica tranquilla per noi, ma anche i nostri avversari dovranno vedersela con Lavezzi, Denis, Zalayeta… Chi temo di più? Sono tutti bravi, ma Zarate mi sembra il più in forma. Andiamo a Roma per vincere. Dopo aver battuto la Juve, vogliamo il bis». Del piccolo fenomeno della Lazio ha parlato anche Pierpaolo Marino: «Zarate è un calciatore che un po’ tutti abbiamo seguito sin da quando era in Argentina. La Lazio è stata brava ad ingaggiarlo. Quando ha giocato nell’All-Sadd non ha brillato, ma ha numeri notevoli. A Roma si è galvanizzato ed è ritornato ad essere il campione che avevamo conosciuto».

Il Mattino



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