Quel diavolo di Ibra “pecca”, ma il Napoli non osa.

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milan-napoli-2011-2012-01Solo un pareggio a reti bianche nel gelato catino di San Siro.
Una partita che non entusiasma e che si scalda solo occasionalmente raggiungendo il suo culmine in occasione dell’espulsione di Ibrahimovic, che rifila una manata a gioco fermo ad Aronica. Oggi Mazzarri non può recriminare niente nei confronti dell’arbitro perché Rizzoli mostra sicurezza e senza soggezione alcuna sventola il rosso nei confronti dello svedese dopo una consultazione col suo collaboratore, mostrando nel complesso un buon metro di direzione e tenendo sempre in pugno il match dall’inizio alla fine. Il tecnico azzurro dovrà invece spiegare il timore nel quale è scaduta la squadra ammirata nei primi venti minuti quando il Napoli è riuscito ad essere aggressivo, tenendo bene le linee, mantenendo alta quella difensiva che riesce così ad essere di supporto alla mediana.
Una catena virtuosa che riusciva ad accompagnare bene la corsa degli esterni che trovavano spazi d’inserimento grazie anche al fatto che i tre centrocampisti schierati da Allegri hanno concesso campo sia a Maggio che Zuniga, con quest’ultimo a mettere sovente in crisi Abate che in più d’una occasione s’è lamento con la panchina per il poco sostegno ricevuto da Emanuelson in copertura. Una congiuntura che Mazzarri non ha saputo sfruttare ed alla quale il Milan pone rimedio alzando il baricentro e chiudendo in pratica gli azzurri nella propria metà campo fino a fine frazione.
Eppure il Napoli era riuscito prima ad andare pericolosamente al tiro con Hamsik, bravo Abbiati a sventare in volo, e poi ha avuto una ghiotta occasione con il Pocho: la cosa migliore sarebbe stata quella di servire Cavani solissimo davanti all’area piccola, ma Lavezzi spreca calciando male e fuori misura. Il Milan nel venir fuori cerca spazi sulle corsie esterne, ma il Napoli difendendo sin qui in maniera ordinata non concede nulla. Allora Ibra diventa il parafulmine rossonero, l’obiettivo dei suoi compagni e così spaia un po’ i giochi uscendo spesso dalla zona calda per cercare palle giocabili ed innescare gli inserimenti di Robinho e Seedorf, l’unico ad impensierire con un destro da fuori De Sanctis. La ripresa racconta di un Milan più deciso, perdere ulteriori punti nei confronti degli avversari bianconeri sarebbe pericolosissimo ed Ibra pare caricarsi un po’ troppo la squadra sulle spalle. Al 50° serve Robinho, che grazia clamorosamente gli azzurri sbagliando la misura della conclusione, e dieci minuti dopo con un colpo di biliardo prova beffare De Sanctis che si supera per sventare la geometria disegnata dallo svedese, destinata ad infilarsi nell’angolino alla sinistra del portiere azzurro.
E mentre il Milan continua a chiudere gli azzurri nella propria metà campo e gli alleggerimenti degli azzurri diventano inefficaci per sopraggiunta paura, arriva come un fulmine a ciel sereno l’episodio dell’espulsione di Ibra, ineluttabile frangente che potrebbe cambiare le sorti della partita. Col Milan in dieci Mazzarri prova a vincerla con l’ingresso di Pandev, il quarto tenore.
Per vincere la partita, però, non basta la formalità della sostituzione, perché non scatta nella testa e nelle gambe degli azzurri quella voglia di ribaltare il match. Il Napoli non sembra avere le energie per approfittare del vantaggio numerico, né riesce a ricavarne un sensibile vantaggio tattico, così i padroni di casa continuano a giocare con veemenza, come se Ibra fosse ancora in campo. Ciononostante al 70° riesce a confezionare una palla gol che Cavani non riesce a tramutare in oro, fallendo di testa il tap in davanti ad Amelia che aveva sostituito nell’intervallo Abbiati. Ciò che va rilevato è che i meccanismi di Mazzarri non riescono mai a liberare l’uomo davanti al portiere avversario e che il gioco a stringere sugli esterni senza un uomo d’area appare alquanto inefficace.
Solo il risultato riempie a metà il bicchiere, perché Mazzarri esce imbattuto nel confronto con Allegri che al contempo, espulso nel finale, perde una buona occasione per recuperare punti sulla Juve, inaspettatamente bloccata in casa dal Siena.

Dall’inviato a San Siro Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.Net

 

1 COMMENTO

  1. E’ giusto x vincere una partita non basta sostituire un uomo ci vuole il cuore ci vuole amore x la casacca che si indossa e spiace dirlo ma ieri i titolarissimi salvo qualche eccezione non l’hanno dimostrato cosi’ come è esatto dire che gli schemi di mazzarri sono obsoleti sono stantii sono facilmente prevedibili e piatti sembra di vedere un disonauro in estinzione in agonia perenne che non sa che strada prendere x tentare di sopravvivere. Ormai il terzo posto è andato, grazie mazzarri! Ci rimane la Champion e non è poco e la Coppetta Algida che ci permetterebbe di non uscire dall’Europa….ma l’allenatore va cambiato assolutamente!!!!!

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