Reja: Napoli in Champions siamo sulla strada giusta

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Un’ora a chiacchierare al telefono con i tifosi del Napoli. Per scoprire che la sua popolarità è enorme tra i sostenitori azzurri. Eddy Reja è il tecnico che ha portato la squadra dalla C alla Coppa Uefa: per lui, ad ogni telefonata (e sono state tantissime al Mattino) prima i ringraziamenti, poi le domande. Antonio Sansone (da Milano): spero che il Napoli possa raggiungere la qualificazione in Champions League, però le chiedo: perché ha sostituito Lavezzi a Lisbona? «Ci sono equilibri che la squadra deve mantenere. Lavezzi è un giocatore che ha grandi qualità, però quando si gioca con tre punte è necessario che ogni uomo sia nella sua zona di appartenenza. Ho chiesto tre o quattro volte a Lavezzi di restare in una certa zona del campo e lui invece ha giocato a metà campo». Carmine Papa (da Napoli): quando rientra Bogliacino e perché non schiera Hamsik da centravanti? «Per Bogliacino abbiamo avuto una risposta positiva dal professor Villarubia: può iniziare a lavorare. Hamsik centravanti? Lui è prezioso quando parte da dietro. Se lo schieri in posizione centrale, qualche difficoltà può averla. Perché dovrei cambiare l’equilibrio della squadra? Non ho tempo di fare prove: devo fare risultati». Noè Cinque (da Napoli): con lei riviviamo i giorni bellissimi del Napoli: battiamo la Lazio? «Giochiamo sempre per vincere; questa è la nostra filosofia. Finora abbiamo fatto molto bene, però la Lazio è forte e tosta. La considero tra le prime quattro in serie A. Nessuna ma rispetto sì». Claudio Bianchi (da Roma): sono contento di lei e di Marino. «Devi essere contento del presidente perché senza la sua presenza e i suoi investimenti non avremmo raggiunto gli obiettivi». Angelo Testa (da Napoli): la Lazio come il Napoli, centrocampo a tre con trequartista: come evitare la inferiorità numerica? «Domanda pertinente. Il problema c’è, però non so se la Lazio deciderà alla fine di giocare con il 4-3-3: contro questo modulo non abbiamo mai sofferto e spesso abbiamo fatto risultato». Renato Parrella (da Napoli): grazie per la sua serietà, la sua corretezza e la sua competenza. «Troppo buono». Giovanni Sorrentino (da Torre del Greco, Napoli): come mai continua a far giocare Paolo Cannavaro, visto che non è in forma? Aronica, invece, sta benissimo. «Lei è particolarmente severo nei confronti di Cannavaro. Aronica ha caratteristiche diverse: è un terzo di sinistra, invece Rinaudo è un centrale come Cannavaro. Sabato c’è stato l’episodio di Amauri, che ha fatto più o meno lo stesso movimento contro il Real Madrid: lui è un grande attaccante». Salvatore Biancucci (da Firenze): che gioia mi ha dato quando ha battuto la Fiorentina. «È stato bello anche l’anno scorso. Alla fine abbiamo fatto un favore alla Fiorentina, battendo il Milan, i viola sono andati in Champions». Elia Manzo (da Sant’Egidio Montalbino, Salerno): Napoli così forte per tutto il campionato? «Penso di sì perché gran parte della rosa è composta da giovani e i giovani generalmente hanno grande entusiasmo. Dal punto di vista fisico non dovremo avremo cali pesanti. Potremmo avere anche momenti di difficoltà, però l’organico è competitivo e offre alternative». Luca De Micco (da Napoli): il Napoli può arrivare in Champions? «Siamo sulla strada per raggiungere l’obiettivo ma sappiamo che ci sono squadre forti: Juve, Inter, Milan, Roma, Fiorentina. Dobbiamo crescere, però, considerando il gioco che esprimiamo e la rosa a disposizione, ogni traguardo è lecito. La Champions sarebbe un sogno. Cerchiamo, intanto di raggiungere la Uefa». Franco Tambaro (da Napoli): il turn over tra i pali è sbagliato: il portiere deve essere uno e deve essere Iezzo. «Iezzo non è mai stato messo in discussione. Io non intendo cambiare, ma devo anche dare la possibilità ai suoi colleghi: ne ho tre, tutti validi. Il turn over va fatto anche perché uno non è che può allenarsi sempre e non avere alcuna possibilità di giocare. La società deve essere matura e accettare altre componenti: nel calcio moderno nessuno è indispensabile, bisogna avere in rosa giocatori tutti più o meno alla stessa altezza». John Michael (da Sassano, Napoli): sono un americano tifoso del Napoli e voglio chiederle se domenica c’è il ballottaggio Zalayeta-Denis. «Sono due ottimi giocatori con caratteristiche differenti e non è detto che non possano giocare insieme. Denis è un uomo d’area e io decido di volta in volta. Se poi parliamo di Lavezzi, lui è un giocatore indispensabile». Marco Di Liguoro (da Salerno): a gennaio arriva Fabio Cannavaro? «Bisogna chiederlo al presidente e a Marino. Un giocatore dello spessore di Cannavaro ci tornerebbe utile, ma io devo essere soddisfatto e contento dei giocatori a disposizione: hanno dimostrato ottime qualità tecniche e soprattutto morali. Se poi arriverà Cannavaro…». Giuseppe Arco (da Napoli): le saremo grati da qui a cent’anni perché ha messo la speranza nei cuori dei tifosi. Lei pensa di sfruttare diversamente Denis, visto che Marino diceva che poteva giocare anche da seconda punta, e di utilizzare Bogliacino al rientro? «Rispetto al sistema di gioco dell’Independiente, la vecchia squadra di Denis, noi abbiamo un assetto differente: le nostre ali sono Maggio e Vitale, eventualmente Mannini o Montervino. Bogliacino ha stesso ruolo di Hamsik e sono due ottimi giocatori». Giovanni Iacomino (da Portici, Napoli): domenica vinciamo se giocano Aronica al posto di Cannavaro e Denis al posto di Zalayeta. «Bene: allora se si vince sarà contento». Fabrizio Buoninconti (da Napoli): perché non passa dal 3-5-2 al 3-4-1-2? «Noi giochiamo già in questo modo: Hamsik non rientra o rientra pochissimo nella zona centrale del campo, è un attaccante aggiunto». Mirco Biancucci (da Firenze): per quanto ha intenzione di restare a Napoli? «Una vita, pure cent’anni. Dipende dal presidente, soprattutto dai risultati. Qui sto bene e sono ringiovanito». Francesco Radano (da Agropoli, Salerno): sono convinto che contro il Milan, il 2 novembre, metterete tutto l’impegno. «Campo duro per noi. Ma c’è sempre una prima volta e vediamo di centrare l’obiettivo». Antonio Di Paolo (da Napoli): porti il Napoli in Champions League. «Grazie, speriamo bene». Anna De Blasio (Pescia, Pistoia): mister, quando torna a trovarci? Una domanda: perché non riusciamo segnare su punizione? «Cara Anna, spero presto: ho nostalgia di quelle belle bistecche fiorentine… Non abbiamo dei piedi giusti per battere le punizioni e lavoreremo per migliorarci». Mario Marmo (da Napoli): con le piccole avremo le stesse motivazioni delle grandi? Perché Santacroce ha avuto un inizio sottotono? «Non è così. Santacroce ha avuto qualche difficoltà soprattutto per eccesso di generosità: si è fatto ammonire spesso e volentieri, se corregge questo aspetto migliorerà molto. Quanto alle partite con le cosiddette piccole, sono curioso di vedere l’atteggiamento della squadra: l’anno scorso purtroppo non ci è andata bene, però in questa stagione abbiamo motivazioni e caratteristiche differenti. E non disdegneremo la coppa Italia». Antonio Salvatore (da Teora, Avellino): con la Lazio sarà una battaglia a centrocampo? «Sì, la Lazio ha giocatori di temperamento e qualità tecnica, però anche noi a centrocampo non siamo male. La partita si deciderà qui. Luigi D’Ambrosio (da Napoli): perché cambiare sempre uomini in difesa? «L’ho fatto per squalifiche o infortunii, o quando c’erano turni infrasettimanali. Se ho una rosa di 22 giocatori, devo dare a tutti l’opportunità di esprimere il loro potenziale». Marco Dinicuolo (da Salerno): a fine carriera resterà nella società, magari allenando i giovani? «Per allenare i giovani bisogna avere tanta pazienza e molto tempo. Mi piacerebbe continuare a lavorare con De Laurentiis e Marino, che hanno sempre manifestato grande considerazione nei miei confronti. Ci capiamo con uno sguardo, possiamo avere differenti caratteri, tuttavia sul piano tecnico e programmatico siamo in sintonia». Renato Rinaldi (da Foggia): perché il Napoli gioca bene dopo aver subito un gol e non prima? «È accaduto in questo campionato: siamo andati sotto e abbiamo reagito. A volte capita di non avere grandi occasioni da gol sullo 0-0. Si tratta di episodi perché il Napoli vuole cominciare bene le partite e segnare subito». Franco Di Benedetto (da Trani, Bari): perché Hamsik parte sempre arretrato? C’è un sostituto per Blasi? «Per quanto riguarda Blasi, ogni giocatore ha una sua caratteristica: abbiamo preso Pazienza che può fare questo ruolo anche se magari ha altre caratteristiche. Blasi è insostituibile: ci dà carattere e temperamento, ha carisma e personalità. Ma abbiamo fatto bene anche senza di lui , giocando in maniera differente». Giuseppe Lepre (da Napoli): sono un giovanissimo tifoso di 86 anni. Perché il Napoli pratica il 2-3-5? «Ma lei è troppo difensivista così… Scherzi a parte, bisogna cercare di prendere meno gol possibili. Con cinque attaccanti neanche il Real Madrid gioca». Pasquale Caruso (da Avellino): se Berlusconi vuole Lavezzi, il Napoli chi potrebbe prendere dal Milan? «Il Milan ha grandi giocatori, però Lavezzi e un giovane con prospettive importanti. Non intendo fare cambi simili: mi tengo Lavezzi». Alberto Civale (da Maiori, Salerno): tutti parlano di ’sto Special One, Mourinho, noi l’abbiamo in casa: è lei. «Questi complimenti bisogna girarli anche a De Laurentiis e Marino, dirigenti equilibrati e attenti. Mi hanno dato molto, appoggiandomi nei momenti di difficoltà». Aldo Carideo (da Roma): come mai non dà spazio a Russotto, un ottimo giocatore? «Vero, è un ottimo giocatore e ha mezzi straordinari. Deve maturare e sta lavorando molto bene. L’ho schierato anche a Lisbona, credo in lui: aspettiamo solo che cresca». Giuseppe Abbronzino (da Napoli): dia un po’ più di fiducia a Denis, evitando di creare un nuovo caso Calaiò, perché questo attaccante può segnare 15 gol. «Come fa a dire che non do fiducia a Denis? Non ha giocato dal primo minuto contro la Juve perché pensavo che Zalayeta potesse dare un apporto differente nella prima fase della gara e poi avrei schierato nella ripresa l’altro attaccante, per approfittare di un calo degli avversari. Denis ha la mia fiducia al cento per cento». Mario Cinque (da Napoli): complimenti, siamo forti. «Grazie, seguici sempre». Mario Bruno (da Grottaminarda, Avellino): faccio parte del «Club degli Azzurri»: se non avessimo ingiustamente perso i tre punti sul campo del Genoa, dove saremmo? «Alla pari con l’Inter». Hanno telefonato anche: Pasquale D’Augusto (Napoli), Antonio Coppola (Napoli), Fabrizio Cilento (Napoli), Roberta Marini (Napoli), Stefano Sarnataro (Ottaviano), Gennaro Vitagliano (San Martino Valle Caudina), Luigi Somma (Nola), Michela Sannino (Portici).

 

Il Mattino

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