La bastonata di Alberto Cuomo “…basta, ora viene il difficile … Vero Presidentissimo?”

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Ora viene il difficile, prima o poi doveva succedere cari miei. Dallo scorso anno siamo entrati in una cerchia da cui facciamo difficoltà a distaccarci. Gioie e trionfi dell’ultimo secondo, un Napoli stellare e, ad ogni fine gara, cantare “o’ surdat nnammurat” era per tutti noi un motivo in più per commuoverci. Lo capisco. La musica quest’anno è cambiata, non ha smesso ancora di suonare ma si avverte un cambio di genere, questo senz’altro. Si continua a parlare di Napoli a due facce, bisogna parlarne per chiarirne le strategie. Quello che tutti avevano imparato a vedere era appunto un Napoli arrembante “sempre” nel campionato, in Europa League la cosa ci prendeva meno, vuoi perché si tornava in una competizione europea dopo un lungo calvario e lottare con squadre come Liverpool e Villarreal (già rodate in campo Europeo) smussava i migliori auspici, vuoi perché qualcuno continuava a dire che quella competizione era di minor importanza e che l’obiettivo era un altro. Il campionato era quindi la priorità, continuava ad essere un traguardo meno complicato visto il rullo compressore di un anno fa. Escludendo scivoloni vari ovviamente.
Succede che arriva la Champions, succede che si comincia alla grandissima e si finisce come nessuno poteva immaginarsi. Ad oggi si parla degli ottavi di Champion’s League contro il Chelsea, della semifinale di Coppa Italia che avverrà contro il Siena tra poco più di una settimana. Si parla appunto delle coppe.
In campionato invece accade che Pioli si conferma stregone ipnotizzatore di Mazzarri e che il Genoa, in precedenza asfaltato con sei reti, si trasforma, ci doma e ci regala anche la pura illusione che si torni al Napoli dell’ultimo campionato, quello che recuperava le partite a tempo scaduto tanto per chiarire l’idea.
La mia domanda è: o aveva ragione quando diceva che la Champions era la competizione dove il Napoli poteva e doveva esprimersi per diventare sempre più grande, o qualcosa ci è sfuggito. Quel qualcosa, forse, è traducibile come la sorpresa, con quello che non si è detto e che nessuno aveva riposto attenzione. La finale di Coppa Italia. Questa dovrebbe essere la vera risoluzione del campionato del Napoli, ovvero, onorare la Champion’s League senza grandi pretese(perché oggettivamente vincere è praticamente impossibile), gareggiare in campionato ma dare la priorità altrove e proprio la finale di Coppa Italia vorrebbe dire entrare in Europa League da una porticina secondaria.
Si torna in Europa League? E se così fosse….non era una competizione di minor importanza? La critica è costruttiva, propedeutica al confronto, chiarificatrice e doverosa. I ringraziamenti, gli inchini e i pellegrinaggi, invece, li riserviamo per Nostro Signore…
 
Alberto Cuomo



5 Commenti

  1. Credo che il tempo di dire grazie al sig. De Laurentiis sia finito. Ci ha dato quello che ci ha dato anche se ricordo agli amici tifosi che il Napoli rappresenta pur sempre un giocattolo niente male.
    Quarto bacino d’utenza in Italia e quarta potenza economica, calcisticamente parlando. E questo bisogna ammetterlo non è merito del ns. presidente bensì di tutti coloro che amando questa squadra permettono ogni santa domenica di monetizzare stadio, diritti tv etcetera etcetera. Il tempo dei ringraziamenti credo sia finito perché è pur vero che il suo investimento iniziale di 29 mln (per l’acquisto della società) sia stato non da poco, tuttavia provate un po’ a calcolare il valore che ad oggi ha la stessa società. Credo che nessuna banca sia in grado di far lievitare in maniera così rapida un proprio investimento. Per non considerare poi la visibilità che il Napoli ha dato ad Aurelio De Laurentiis, e non il contrario come lui stesso vuole farci credere. Con le debite proporzioni, spero vivamente che il suo intento non sia quello di creare una nuova Udinese o un nuovo Palermo. E’ vero! … fino ad ora i ns. migliori calciatori non li abbiamo ancora venduti, volendo essere cattivo penserei che ciò non è ancora accaduto perché abbiamo ancora il saldo in attivo e quindi non c’era la necessità di vendere. Volendo essere ancora più cattivo i ns. migliori calciatori sono ancora in fase di crescita e quindi propabilmente possono essere valorizzati ancor di più e venduti ad un prezzo ancora più alto ( non dimentichiamoci, l’imprenditore ancor prima che il presidente! ). Mi domando, perché la politica di voler prendere sempre e cmq giovani di prospettiva (vedi Vargas) anziché campioni affermati. Mi spiego meglio l’investimento di 11 mln non sarebbe stato più profiquo, per la squadra, se si fosse acquistato un 31enne già affermato e con gli stessi soldi fargli un contratto triennale?!?… Io mi rispondo che per la squadra questo sarebbe stato sicuramente meglio… però, però, però, sicuramente, non sarebbe stato lo stesso dal punto di vista del valore patrimoniale del Napoli, ossia della società posseduta dal sig. De Laurentiis. Si è vero, l’acquisto di Vargas, che sarà un futuro campione, me lo auguro, non rende il Napoli più forte oggi, ma sostanzialmente rende più ricco chi lo possiede.
    RIFLETTETE!

  2. Bisogna essere realisti. L’anno scorso abbiamo fatto il terzo posto solo perchè le uniche squadre di un certo livello erano solo milan (in primis) e l’inter. quest’anno anche puntando tutto sul campionato difficilmente avremmo raggiunto una posizione migliore dello scorso anno. io sono più che soddisfatto così. grazie De Laurentis!!

  3. Il problema è che tutti i tifosi si sono illusi di poter vincere lo scudetto già quest’anno, o che avendo ottenuto il 3° posto l’anno scorso questo sarebbe stato per sempre il “nostro posto”.

    La situazione attuale non è catastrofica, anzi, il cammino in Champions è trionfale, ottimo in Coppa Italia. In campionato sono convinto (anche suffragato dalle statistiche legate ai team di Mazzarri) sarà un finale di campionato migliore.

  4. io non smetto di dire grazie invece… e che cavolo quanto si fa in fretta a dimenticare… signori siamo FALLITI alcuni anni fa… capito??? FALLITI e vi rendete conto che il napoli stava andando a finire in mano a GAUCCI??? ma vi ricordate che andavamo a perdere sul campo della juve stabia e del chieti alcuni anni fa??? senza tornare ancora in dietro quando siamo arrivati ULTIMI in serie A…
    quindi se OGGI siamo una società importante e rispettata, oltre che ben pagata dagli sponsor e dalle tv, lo si deve a lui, che quando stava in C non valeva nulla tant’è che nessun imprenditore si sognava di investire i soldi come ha fatto delaurentiis.
    Quindi criticate a spada tratta, è un vostro diritto, ma non mancate mai di riconoscenza verso chi ci permette di andare allo stadio a divertirci… senza di lui la domenica stavamo a casa a rosicare presi x il culo da juventini, milanisti, romanisti e chi + ne ha + ne metta!

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