De Laurentiis: “Napoli, ti voglio come il Barcellona”

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Un Napoli «in stile Barcellona». E' quello che spera di costruire nel prossimo futuro Aurelio De Laurentiis, presidente del club azzurro, che ha parlato in un'intervista che andrà in onda questa sera alle 23.30 su Sky Sport 1 HD.

Che voto darebbe al suo Napoli?
«Non posso dare dei voti. Credo che nel Napoli funzioni la formula di una società che è vicina ai calciatori e al proprio allenatore con grande rispetto e democraticità. Con il nostro allenatore abbiamo fatto un programma. Avevo un contratto di due anni con Mazzarri ma mi sono trovato talmente bene dopo alcuni mesi di lavoro con lui che, pur avendo ancora un altro anno di contratto, gli ho proposto di prolungarlo per altri due anni per farne diventare in tutto quattro, in modo tale da poter creare insieme qualcosa di importante. Ho sempre detto che il mio secondo quinquennio sarà quello della creazione del vero Napoli, un Napoli in stile Barcellona dove si parte da talenti molto giovani. Quando mi domandano se punto allo Scudetto o alla Champions rispondo sempre che punto soltanto a migliorare la squadra, poi si vedrà. Dove si arriverà, si arriverà. Nel calcio si vuole tutto e subito. Io, invece, voglio costruire qualcosa di duraturo. Credo che non si debba pretendere da questo Napoli che vinca tutto e subito, anche perché non mi va di sfasciare il giocattolo».
 
Perché Mazzarri è l’allenatore giusto?
«Nel mio primo anno in Serie A, pregai Pierpaolo Marino di contattarlo. Poi ci fu un misunderstanding, mi arrivò una richiesta che poi nel tempo ho verificato non essere veritiera. Io l’ho giudicata esagerata e ho pensato per un attimo che quell’allenatore volesse venire da noi solo per soldi, cosa che non era vera o forse in quel momento era affezionato alla Sampdoria e non si sarebbe mosso. Non sono andato a fondo in questa storia. Sta di fatto che io sono rimasto con Edoardo Reja. Con Donadoni, purtroppo, non è andata come sarebbe dovuta andare e il resto è storia. Abbiamo cambiato un po’ tutto quanto nel Napoli: l’organizzazione, finalmente è arrivato Mazzarri, ho un Direttore Sportivo, ho organizzato il reparto della ricerca su tutti i territori esteri dei nuovi giocatori, tutta la parte del settore giovanile e continuiamo ad organizzare sempre di più. E’ arrivato il nuovo Direttore Generale e voglio ancora vedere cosa si può fare per migliorarlo questo Napoli. E’ chiaro che mirerei non a sfasciare tutto ma a cambiare tutto perché vedo che tutti si lamentano, o meglio nessuno vorrebbe farlo, di fatto si lamentano ma le reazioni sono leggere. Tutti i club si lamentano perché i conti non tornano, il mercato è in continua trasformazione, lo stadio reale sta sempre più lasciando il passo a quello virtuale. Penso che il mondo del calcio sia estremamente vecchio».

Cavani è tra gli acquisti più fortunati della sua gestione?
«Ho avuto la fortuna di trovare Cavani a 23 anni. Di solito si aveva in passato l’abitudine a prendere giocatori già formati, di 25-26 anni che potessero dare il massimo. Oggi la tendenza è quella di prendere giocatori di 18-19-20 anni. Bisogna stare attenti, perché questa tendenza sta abituando a definire subito un giocatore un campionissimo, ma perché uno sia un campione bisogna testarne non soltanto le qualità fisiche e di gioco, ma anche il suo carattere, la sua cultura, la compatibilità con il tipo di location, di allenatore e con gli altri componenti della squadra».

Come si può migliorare la situazione degli stadi in Italia?
«C’è tanta gente che per una questione anagrafica, di disponibilità temporale, di costi non si può più permettere di andare allo stadio. Anche Napoli, che era la roccaforte dello spettatore calcistico sugli spalti, sta cominciando a perdere spettatori perché ovviamente è più comodo e meno costoso stare in pantofole a casa a vedere la partita con un amico o con i propri familiari. E’ chiaro che i nostri stadi non contribuiscono a favorire l’amore per venire allo stadio perché sono obsoleti e non all’altezza, però l’evoluzione dello stadio virtuale porterà anche paesi come la Germania e l’Inghilterra, dove gli stadi sono concepiti con criteri modernissimi, a perdere degli spettatori. Bisogna perciò convivere con un’idea diversa: creare uno stadio molto spettacolarizzato dove si vive l’evento in un altro modo, stadi che abbiano pochi posti e comodi. Gli stadi da 70-80 mila persone hanno fatto il loro tempo. Se mi chiedessero come vedrei uno stadio futuro per il Napoli, lo saprei dire solo tra quattro anni, perché nel giro di quattro anni avremo le idee chiarissime. Io di progetti ne ho fatti vari, ci abbiamo lavorato moltissimo negli ultimi due anni. Napoli, però, ha altre proprietà, ha una situazione urbanistica da mettere a posto, c’è una giunta comunale che cambierà tutta nei prossimi mesi, chi arriverà non è detto che possa immediatamente fare, disporre, creare ciò che sarebbe giusto fare. Tra il progettare e il realizzare passano sempre quei mesi e quei anni in cui il mercato mondiale del calcio si modifica. Non dobbiamo sempre pensare solo al calcio italiano, dobbiamo ragionare in termini mondiali. Noi dobbiamo giocare un campionato italiano ma anche un campionato internazionale. Che senso ha fare l’Europa League e la Champions League?»
 
Ci sono stati degli sviluppi dopo il suo incontro con Platini?
«Platini è una persona adorabile, molto civile, è una persona per bene però ha chiaramente una sua visione che è una visione del passato perché lui è stato un grandissimo calciatore della Juventus, ma sono passati tanti anni! Noi da un lato vogliamo fare squadre con giocatori di 18-19 anni ma poi continuiamo a ragionare come si faceva negli anni 50-60. Il calcio oggi è una vera industria». Come concepirebbe una nuova competizione europea? «Cancellerei cinque nazioni (Italia, Spagna, Francia, Germania, Inghilterra) dalla Champions League e dall’Europa League e le farei partecipare ad una nuova competizione con le prime otto dei rispettivi campionati nazionali. Avremmo 5 nazioni con 40 squadre e verrebbe una competizione straordinaria, dove ci sarebbe una maggiore logica per il fair play, per gli stipendi che io trovo sempre illogici e altissimi. In America non si paga un attore 20-30 milioni di dollari se il film non fa un fatturato di 200-300 milioni di dollari. Sarebbe pura follia. Nel calcio deve essere la stessa identica cosa. Se noi ci accontentiamo delle briciole, se prestiamo i nostri giocatori per le Nazionali e qualcuno si fa male, se io presto Cavani, lui si rompe e non può giocare per otto mesi, io dovrei avere 50 milioni di indennizzo, perché c’è il danno emergente e il lucro cessante. Anche i calendari, ce li dobbiamo amministrare noi. Non vorrei che il campionato in Italia cominciasse prima del 1° ottobre. Si parla di stadi vuoti. A fine agosto, quando la gente è ancora al mare, chi va allo stadio? Il prodotto bisogna saperlo vendere, far desiderare, al di là della qualità degli stadi o meno. Noi non abbiamo gli stadi, facciamo dei calendari che sono un non-senso, ci pestiamo i piedi tra di noi e ce li facciamo pestare dagli altri. C’è S.Gennaro che ci protegge perché dovremmo essere tutti quanti fuori dal giro».

Che idea si è fatta della situazione all’Inter?
«Non è semplice vincere tutto e ripartire in quarta come se non si dovesse considerare che i giocatori devono recuperare una condizione fisica, psicologica e che c’è un cambio di allenatore. Non c’è stato il tempo, perciò prima dicevo che bisognerebbe cominciare il campionato non prima di ottobre».
 
Le piace Leonardo come allenatore?
«Lo conosco poco, mi sembra una persona estremamente educata, garbata, sufficientemente dolce e sufficientemente serio e professionale per poter usare il bastone e la carota».

Cosa si aspetta dai suoi giocatori il 6 e il 9 gennaio contro Inter e Juventus?
«I miei giocatori devono stare tranquilli, sereni, pensare partita per partita giocando al massimo della forma e seguendo le indicazioni dell’allenatore. Confido in loro, abbiamo sempre fatto bene sia con la Juventus che con l’Inter e spero di continuare a fare anche in queste due partite una bellissima figura».


Corriere dello Sport.it

18 Commenti

  1. Sono tutte belle parole, le approvo così come approvo i risultati, però riguardo i giovanissimi non è che siamo così audaci, abbiamo solo dumitru (che non ha fatto neanche una partita in EL, solo spezzoni) e maiello (che neanche quelli ha fatto, solo una volta mi pare uno spezzone), santacroce (che ormai manco è più giovanissimo come gli altri due) lo daremo in prestito e chissà come andrà a finire..
    Basterebbe un pò di coraggio in più.. Però c’è tempo, per ora pensiamo a vincere dato che lo stiamo facendo benissimo!

  2. una bella intevista presidente,molte cose valide che danno un senso di concretezza, però come in tutte le cose, ci sono sempre le eccezioni che confermano l’esistenza di regole, che possono sembrere anche obsolete, ma fanno parte della realtà, sono certo che lei ed i dirigenti che l’affiancano abbiate compreso che anche quest’anno c’è una opportunità che al via della stagione sembrava non esserci, e cioè io credo che quest’anno si possa centrare un obiettivo importante. penso che si possa arrivare tra le prime quattro, pur non disponendo di una rosa importante come, ma una serie di elementi vari stanno determinando, almeno per il momento il superamento di alcune differenze, compensate da un buon lavoro di squadra, una buona a volte ottima forma atletica e l’inserimento di cavani che va al di la di ogni previsione, vincere lei mi insegna vuol dire investire, anche quando ci si rende conto che non tutti gli acquisti danno quel contributo sperato, l’acquisto di due titolari a gennaio, unoa centrocampo ed uno in difesa, potrebero determinare qualcosda di straordinario, e cioe una sfida scudetto, l’anno scorso la sua esitazione a gennaio della passata stagione, e costata la qualificazione nella champions, ma di certo e comprensibile ed accettabile, ma quest’anno no, mi scusi proprio no, il bilancio e in attivo, ci sono calciatori che hanno mercato – zuniga cigarini e spero sosa- un investimento di qualità adesso potrebbe significare lo scudetto ci pensi

  3. il solito bla bla bla di Delaurentis.
    Il mese scorso fu Agnelli a dire che la Juve doveva diventare come il Barcellona…,oggi lo dice il nostro patron ….in verità nel napoli i giovani di prospettiva (hoffer,Dumitru,Maiello,Insigne,Ciano) restano tali xchè il mister non ha le palle per inimicarsi i titolari.Qundi spendere per delle giovani promesse è completamente inutile.I “grandi giocatori” non arrivano xchè il presidente è tirchio-teniamoci allora questi che abbiamo – ma siamo realistici:La Lazio,Milan,Inter,Roma e Juve hanno un parco giocatori superiore al nostro ed a fine campionato ce ne renderemo tutti conto.

  4. sono d’accordo con aurelio…sono anni che il potere si dividono gli scudetti e gli introiti milionari dei diritti tv e pubblicitari per non parlare dei premi uefa…questo aurelio non poteva dirlo ma lo pensa….e’ ora di dire basta costruendo progetti che sfociano in europa cosi’ i soliti ladroni non potranno piu’ mangiare nella solita scodella fatta a posta per loro.

  5. e qndo poi potresti approvare quello che dice una persona che ci ha tolto dal nulla e ci sta dando qlc soddisfazione che non vedevamo da tanto tanto tempo….ma che mi applico a fare con voi siete carta conosciuta sempre a CRITICARE !!!
    Cmq io sto con DE LAURENTIS, almeno lui fa qualcosa per questo NAPOLI, mica voi che siete bravi a riempirvi la bocca con parole…parole…parole…parole!!!
    GRAZIE DE LAURENTIS
    GRAZIE MAZZARRI
    GRAZIE RAGAZZI PER QUELLO CHE CI STATE RAGALANDO

  6. Ma dicite a verita’: O presidente e’ overamente bello…..
    Quarantamila tagliandi gia’ venduti per la partita contro la rubentus (piove o fa la neve) piu’ 12 abbonati, ma quando devi capire che con i Napoletani non ci rimetterai mai di tasca tua?
    Signor Aurelio, sei un grande politicante, ma noi ci piace il costrutto e non solo l’insalata di rinforzo…..Capisce a ‘mme, caccia i soldi e prendi giocatori che ci possano far vincere qualcosa gia’ da subito………Come Umberto ha gia’ anticipato, per essere tirchio l’anno scorso abbiamo perso la champions….Ti ricordi l’acquisto in prospettiva? Dossena! Con queste prospettive non andiamo da nessuna parte. Commettesti lo stesso errore anche con Reja. Al girone di andata eravamo lassu’, poi decidesti di non prendere nessuno per rinforzare la rosa, e finimmo per non andare neanche in UEFA, poi addirittura cambiammo per Donadoni……….Ancora una volta, caro presidente investi adesso e non titubare. Ora o mai piu’
    Abbattiamo la rubentus

  7. Emanuele,
    Le nostre critiche e’ vero, talvolta possono anche essere accanite, ma sono (o pretendono di essere) costruttive.
    Qua’ tutti apprezzano quello che De Laurentiis ha fatto finora. Quello che tu devi capire (e anche il presidente) e’ che si commette sempre il solito errore: per un acino di sale si perde la minestra. E questo purtroppo per noi accade ogni anno. E’ pazzesco vedere come Mazzarri e i giocatori si dannano l’anima chi dalla panchina e chi sul campo per raggiungere grandi traguardi e poi a causa dei mancati rinforzi il tutto svanisce. Per usare altri termini, il lavoro e’ sempre a meta’ dell’opera.

  8. Quanta incompetenza e quanto divertimento c’è nei vostri commenti!!!!
    Forse questo è il bello del calcio a napoli, PITTORESCHI e tutti Allenatori o dirigenti!!!!!

  9. ..per un acino di sale. Veramente qui non si tratta di acino di sale ma svariati milioni di euro da cercare di investire oculatamente, onde evitare un altro sfascio economico. Ricordo a qualcuno che dalla stagione 2011 entra in vigore il famoso “Fairplay finanziario”, vale a dire che le società di calcio dovranno attuare un vero e proprio virtuosismo economico che nel giro dei primi 3 anni dovrà portare ad indebitarsi per non più di 45 milioni, e per non più di 30 milioni nei successivi 3 anni. Dal 2018 non si potrà comprare più spendendo oltre il proprio fatturato. Qualcuno ritiene veramente che a Gennaio ci siano in giro calciatori “validi” che ti possono consentire di raggiungere obiettivi per i quali secondo me ci vuole pazienza e lungimiranza per raggiungerli. Ma la vogliamo finire di pensare in maniera approssimata , tipica di noi Napoletani, e cominciare ad accettare che per i traguardi importanti ci vuol programmazione ed organizzazione, e di conseguenza tempo. gli stipendi dei vari Cavani, Hamsik, Lavezzi, Maggio ecc, secondo voi rimarranno gli stessi per anni? Nella politica economica della società bisogna anche tener conto di quello che ti costeranno i calciatori negli anni a venire. Se vuoi vincere e rimanere a lungo nei quartieri alti devi raggiungere stabilità economica e soprattutto di squadra, ovvero cambiare il giusto anno per anno, anche prendendo calciatori che ai più sono dei semisconosciuti.

  10. ha ragione Emanulele!!!!!!
    quancuno non sta aspettanto altro che il napoli sgrarri due partite di fila…
    secce secce secce..
    napoli per sempre!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  11. Il barcelona ha costruito la propria squadra tenendo presente la qualità dei calciatori e quindi non buttando cigarini per prendersi yebda (con tutto il rispetto x alì babà)!! Se vuoi essere il barcelona, prendi 20 mln e investili nel settore giovanile; il napoli è la società di serie a che investe meno di tutte nel vivaio!

  12. D’accordo con pocho88.
    Caro Antonio da Milano, il tuo e’ un discorso che fila…..e se tanto mi da tanto allora accontentiamoci del fatto che il Napoli stara’ sempre a guardare!
    Ma tu allora veramente credi che De Laurentiis sia il piu smart dei presidenti?
    Dai retta a me, se Moratti e’ diventato colui che e’ non e’ stato certamente per fortuna. E che dire dei Berlusconi, degli Agnelli e chi piu’ ne ha piu’ ne metta?
    Questi investono continuamente. Ecco perche’ non appena finiscono un ciclo ne riaprono subito un’altro mettendo mani alle tasche.
    Io personalmente non ho niente da invidiare ai tifosi del Milan, Inter e Juventus in quanto tali. L’unica cosa che invidio e’ la potenza delle loro strutture societarie. Il Napoli se cade ci mette 60 anni per rialzarsi in piedi, mentre queste altre societa’ ci mettono non piu’ di 2 o 3 anni. E questo e’ storia, non fantasia.
    Ed allora potreste dire: Perche’ non fai tu il presidente?
    Magari avessi il 10% delle fortune dei De Laurentiis …….. ci sarebbe solo da divertirsi……

  13. per Pocho88: che si debba investire nel settore giovanile(che per me vuol dire far crescere i giovani del vivaio e portarli in prima squadra) siamo tutti d’accordo. Peccato che in Italia, delle grandi squadre non lo fa nessuno(forse la Roma), perchè? Perchè tutti vogliono vincere subito, e quando dico tutti mi rivolgo alle piazze di tifosi. Non capisco cosa c’entra l’esempio di Cigarini(che allo stadio comunque veniva puntualmente fischiato), buon giocatore ma con scarsa personalità, non mi sembra che al Siviglia stia furoreggiando.
    Per Gennaro dagli USA: mi porti gli esempi di
    Berlusconi con Fininvest alle spalle, Moratti con Pirelli(peccato che ha sperperato per un bel po’ di anni prima di vincere)., e vorrei pure vedere se non vincevano qualcosa. Il mio concetto è semplice: non puoi avere tutto e subito, bisogna crescere in maniera graduale, dal 2006 mi sembra che di strada ne è stata fatta per tornare nei quartieri che contano. Il progetto di Delaurentiis di 10 anni mi sembra che stia nella fase del 2° quinquennio, come peraltro ha sempre dichiarato, diamogli l’opportunità di portarlo a compimento, senza stare ogni momento a criticare. e alla fine faremo le valutazioni. Ad ogni modo tolto DeLaurentiis non mi sembra che dietro ci sia una fila di imprenditori….

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