Denis: “Stregato da Napoli, domani vinciamo 1-0”

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La rivincita, che sa di vendetta, un piatto destro o un collo sinistro o uno stacco imperioso o una giravolta fulminante che si servono con la freddezza e il cinismo del bomber di razza, rinnegato dall’Italia nella sua prima vita da Denis, ventuno anni e l’incognita stampata in fronte. Il tempoun galantuomo e sei anni sono serviti per lucidare la memoria e lasciar splendere di luce nuova quel tanque pronto a marciare con il Napoli sulla Juventus per ribadire che c’un altro Denis nell’area e nell’aria: attenzione, un carrarmato muove verso di voi.

Denis, senza giri di parole: dove può arrivare questo Napoli?
Secondo me, molto lontano. Siamo un’ottima squadra, che gioca da anni insieme e che ogni estate inserisce tre-quattro uomini nuovi. Bisogna darci il tempo di maturare un altro po’ e poi.

S’immaginava un gruppo cosi sicuro di andare incontro alla Juve senza paura?
Sono addirittura convinto che questo Napoli sia pù iforte di quanto abbia dimostrato. Ci rovina la sconfitta di Genova, altrimenti saremmo imbattuti e con almeno un punto in più. Ma sento la consistenza dei compagni, il piacere delle giocate: ci sarà divertirsi.

E’ un entusiasmo trascinante il suo.
Ragiono dopo tre mesi vissuti all’interno di questo Napoli e posso garantire sulle sue qualità. D’altro canto, le prime giornate di campionato e le prestazioni europee lo confermano.

Cinque anni di contratto basteranno per vincere lo scudetto?
Certo che si. Sono venuto perchè volevo una rivincita, dopo le due stagioni di Cesena nelle quali a credere in me, a un certo punto, fu solo Toto De Falco. A un mese dalla fine dell’Apertura, c’erano state richieste per me dalla Spagna, avevano chiamato Siviglia e Getafe, ma non ho avuto dubbi: quando ho saputo che c’era il Napoli, ho puntato dritto. Qui esiste un progetto e se restiamo tutti, certo che in cinque anni si puvincere lo scudetto.

La squadra di Maradona
Il numero uno del calcio del passato e anche di quello del futuro, perchè un altro come Diego non nascerà.

E poi anche la squadra di Lavezzi
Credo che entro tre anni esploderà a livello internazionale. Ha capacità incredibili, un talento vero, un uomo squadra, fa male come pochi .

Il suo giocatore preferito chi?
In questo momento, Messi non ha paragoni. E’ la stella del calcio mondiale. E l’unico che in certi momenti ricorda Maradona.

Il suo idolo, invece?
C’e’ chi mi ha paragonato a Batistuta, che stato un centravanti strepitoso; ma io continuo a fare il tifo per Crespo, che segna da una vita e quando gioca continua a farlo.

Napoli-Inter dunque più importante di Napoli-Juve?
Napoli-Juventus la sfida più attesa dell’anno e ce ne siamo gia accorti. La gente te la fa vivere, te la fa sentire, ti dimostra quanto desideri vincerla. Nell’Inter ci sono calciatori per i quali vado matto, penso a Crespo ma anche a Zanetti e a Cambiasso e a Cruz, però chiaro che qui la Juve è la Juve.

Facciamo un giochino: come finisce?
A me va bene l’1-0. Magari con gol di Denis. Ma se poi segna un altro, magari anche Iezzo, va bene lo stesso.

Torniamo seri: 27 gol tra Apertura e Clausura
Sapevo che in Italia avrei trovato qualche difficoltà, anche perchè non mi sono mai fermato. Ho finito il campionato argentino, sono riuscito a rimediare sette giorni di vacanza e poi sono ripartito con il ritiro. Ma non mi lamento.

Se non avesse incontrato Rubinho…
E’ stato prodigioso. La parata più bella è stata quella al novantesimo, ma il colpo di reni in controtempo, quello che ha evitato il 2-0, ha rappresentato un capolavoro. E’ andata male stavolta, andrà meglio la prossima. L’importante è esserci.

Uno che segna 27 reti in un anno argentino, quanti ne sogna in Italia?
Mi accontenterei della metà, tredici o quattordici. Credo rappresenterebbe un risultato soddisfacente, alla prima stagione di serie A.

Ha mai avvertito diffidenza, in quest’avvio?
Da parte della gente mai: anzi, l’esatto contrario. Quando non riuscivo a segnare, mi sostenevano per strada o anche dinnanzi alla scuola di mia figlia. Il calore non mi è mai mancato. La critica mi ha messo un po’ di pressione, qualcuno sosteneva che fossi utile solo per gli assist, ma io non ci ho fatto caso: in Argentina era uguale, sono abituato. E poi ho grande fiducia in me stesso, so bene quello che posso fare e posso dare, dove sono in grado di arrivare.

Le manca il gol in campionato al San Paolo e c’è la Juventus, domani sera con del Piero
Uno dei giocatori che hanno fatto la storia del calcio italiano. A Cesena, dove sono rimasto per circa due stagioni, erano tutti tifosi bianconeri e suoi. So quanto è amato, so che è fortissimo, ma noi vogliamo vincere.

Denis o Zalayeta, questo il dilemma di sempre. Come va con il panterone?
Molto bene, rapporto sereno, di assoluto rispetto e anche di amicizia. Io, ovviamente, ho legato immediatamente con tutti i sudamericani, quando sono arrivato è stato naturale avvicinarmi a loro e loro sono stati accoglienti con me, coscome lo sono stati gli italiani. Ma con Zala va benissimo, gioca chi decide il mister.

Il calciatore del Napoli che l’ha impressionata maggiormente?
Non voglio fare torti a nessuno, perchse dico che siamo forti, molto forti, vuol dire che lo siamo perchè ognuno lo è nel proprio ruolo e per le proprie capacità; ma visto che mi chiedete un nome, vi dico Gargano: per me è un mini Mascherano.

Ci vuole raccontare come e quando è nato quel soprannome di Tanque
Fu il vice di Burruchaga, Aquino, a mettermelo quando vide che entravo nelle difese avversarie come un carrarmato e raggiungemmo i primi posti nel Clausura 2005. Da allora è rimasto e mi si addice pure

Immaginava di ambientarsi cosi’ in fretta a Napoli e nel calcio italiano
Onestamente no, pensavo di impiegare un po’ di tempo. Mi ha agevolato molto l’accoglienza ricevuta in una citte nello spogliatoio. Per non parlare del presidente De Laurentiis e di Marino. Due persone eccezionali. Il presidente è uno che ti fa sentire subito a tuo agio, mi sembra di conoscerlo da una vita; il Direttore, poi,è vicino a noi in ogni momento ed è molto disponibile

E Reja?
­Somiglia abbastanza a Pedro Troglio. E’ uno che sdrammatizza sempre, lavora quando c’è da lavorare, scherza quando si può scherzare. Mi trovo bene con lui

Anche se a Lisbona non la impiegò dall’inizio?
­E’ vero, ci tenevo a giocare da titolare ma un professionista deve saper rispettare le scelte dell’allenatore e io le rispetterò sempre

Cosa le è piaciuto di Napoli?
Tutto. L’ho visitata quasi per intero. La gente, i monumenti, il panorama, mi piace tutto: da Via Caracciolo a via Chiaia dove si può fare shopping

E il cibo? E’ vero che stravede per la pizza?
A chi non piace la pizza? Ogni tanto la mangio e qui la fanno veramente buona. Preferisco la mozzarella di bufala, per, anche se per un argentino l’asado è il massimo. Un giorno sono entrato in un supermercato e ho detto al macellaio come tagliare una fetta di asado. Mi ha dato ascolto e l’ho trovato altrettanto buona.

Dicono che sia molto cattolico, che spesso va al Santuario di Pompei, è cosi ?
Diciamo, cattolico al punto giusto. Sono devoto a San Espedito, il santo dei miracoli, venerato a piazza Once in Argentina. A Pompei vado, invece, da un mio amico ristoratore che si trova al fianco del Santuario e ne profitto per entrare in chiesa.

Quando porterà sua moglie Natalia e i suoi figli a Badolato nel paese di origine della nonna?
Forse a Pasqua. E’ proprio la nonna di Natalia, Maria Casimiro, che vuole tornare la io li accompagnerò volentieri. Anche a me piace visitare quel paese di cui ho sentito sempre parlare in casa

Cosa rappresenta per lei la famiglia?
Tutto. Quando ero in ritiro ogni sera parlavo con loro e ci vedevamo attraverso la webcam del computer. Nei momenti difficili sono loro a darmi la carica necessaria. Anche oggi mi piace stare con loro, portare Matias a Castelvolturno, accompagnarlo a scuola, stare con Malena e prendere lezioni d’italiano da Natalia. Ora lo parlo benino ma non riesco ancora a scriverlo correttamente

Quando prenderla cittadinanza italiana?
Mi sento già italiano dentro, mia moglie è italiana, mio figlio è nato a Cesena. Ho avviato la pratica e credo di acquistare la doppia nazionalità entro giugno.

Intervista tratta dal corriere dello sport di venerdi 17 ottobre 2008

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