La bastonata di Alberto Cuomo….”Piano con gli elogi..Vargas deve ancora dimostrare tutto”

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‘A jatta, pe’ gghjì ‘e pressa, facette ‘e figlie cecate. Perché siamo napoletani e ci piace ragionare a modo nostro. Appunto. Quante volte mi sono prestato in encomi, difendendo a spada tratta la nostra civiltà e la nostra popolazione? Questa volta vorrei un attimo sottolineare quanto questa nostra solarità sia anche un tantino sproporzionata e, a mio modesto avviso, ponderabile sotto determinati punti di vista. Davanti ai miei occhi ho una scena memorabile: 8 Gennaio 2001 Edmundo fu presentato a Napoli, Maradona lo definì addirittura il suo erede, lui si sbilanciò in favore di un Napoli in Coppa Uefa(la vecchia cara Coppa Uefa). Inutile stare a parlare di come andò quella stagione ma ricordo migliaia e migliaia di tifosi in visibilio al San Paolo di fronte alla sua presentazione. Il passo dalle stelle alle stalle, in questa città, puo essere breve e agonizzante. In Eduardo Vargas rivedo delle sfaccettature molto simili. Grande entusiasmo, ovazioni e cori all’aeroporto di Capodichino. A Castel Volturno l’ambiente era ancora più caldo. Insomma un accoglienza da vera star per un ragazzo che a vedere le immagini sembra un ottimo acquisto ma…calma. Tra le immagini ed il campo passa un oceano(Atlantico) ma a noi piace sognare, insignire d’ogni migliore appellativo a chiunque passi di qui, trasformare la realtà in sogni fiabeschi. Napoli è anche questo allora. Ravvedo quindi un problema: caricare di enormi responsabilità un giovane talento sudamericano che per quanto molto ben sponsorizzato dai suoi connazionali più celebri ormai già stabilizzati in Italia ha bisogno di tempi e modi per riuscire ad ottenere quanto di meglio abbia gia ottenuto nel suo paese d’origine. Lavezzi o Cavani sembrano già roba vecchia, signori manteniamo basso il nostro implacabile entusiasmo, freniamo queste esplosioni irrefrenabili di nostalgici traguardi trionfali. E’ molto più facile amare un sogno anzicchè una realtà, nella prima ci sguazziamo alla grande mentre nella seconda spesso cadiamo nell’ipocondria. Lasciamo che il ragazzo si ambienti, lasciamo che Mazzarri lo gestisca al meglio centellinando ogni suo progresso potendo così dargli la possibilità di un approccio quanto più felice possibile. Giovedì c’è la forte possibilità di riuscire già a vederlo calpestare il prato del San Paolo contro il Cesena in occasione della Coppa Italia, che possiamo essere pazienti, speranzosi ma non frettolosi, attenti critici e non boia, non sottovalutiamo quindi l’aspetto emotivo che potrebbe coinvolgere Turboman, è pur sempre un ragazzo e da qui ad accostarlo ai migliori auspici sarà soltanto il campo a darcene la giusta risposta.
Alberto Cuomo



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