Lavezzi: “Sono cresciuto economicamente e culturalmente grazie al calcio”

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Il noto sito sportivo argentino "Diario Olè" ha raggiunto e intervistato Ezequiel Lavezzi a Punta del Est dove è in vacanza con la fidanzata Yannina ed il figlio Tomas. Ecco quanto evidenziato e tradotto da NapoliSoccer.NET:

Com'è il rapporto con tuo figlio?
"Cerco di passare quanto più tempo possibile con mio figlio Tomas e organizzo la giornata in base a quello che vuole fare lui, andare in spiaggia, giocare a calcio. Lui vive a Rosario e gioca a calciomoltissime ore…no voglio che cerchi di imitare suo padre, solo voglio che si diverta e che faccia molti amici".

Ti divertivi da piccolo giocando a calcio?
"Si, moltissimo. Quando sei bambino è quando più ti diverti. Da piccolo la mia famiglia non si poteva permettere molto inoltre per cose della vita i miei genitori si separarono e mia madre si occupo dei miei fratelli e di me".

Hai conosciuto la fame?
"Certo, ma non posso dire che morivamo di fame, perchè mia mamma con molto sforzo ci dava sempre da mangiare".

Ti ricordi chi ti regalo il primo pallone?
"No, ma ricordo che i regali di Natale e dei compleanni sempre erano palloni, di quelli economici ed io cercavo di farli durare più a lungo possibile".


Dove e quando ha ricevuto il primo stipendio?

"Si, quando giocavo nell'Estudiantes di Buenos Aires, guadagnavo 100 pesos al mese. Ma ho potuto costruire casa, solo quando mi compro il Genoa, e feci in modo che mia madre smettesse di lavorare.
Solo oggi mi rendo conto che il calcio è diventato la mia vita e grazie al calcio sono qui. Sono cresciuto non solo economicamente ma anche culturalmente e questo lo devo al calcio. Vivere in un altro Paese dove le persone parlando un altra lingua ed hanno usi e costumi diversi anche se simili ti aiuta a crescere".

Parlaci della "Ansur" (Associazione Civile Bambini del Sud) ?
"Era un desiderio che sempre ho avuto, quello di aiutare i bambini che oggi stanno nelle condizioni che ho vissuto io da piccolo, ma oggi è più difficile vivere c'è molta piu delinquenza e drogra per strada. E grazie alla mia posizione economica cerco di aiutarli, cerco di dare opzioni di vita ai bambini della strada. Mio fratello si occupa di tutto insieme a personale specializzato, io purtroppo vivendo in Italia non posso essere presente come vorrei.

Alessandro Scetta – Redazione NapoliSoccer.NET –



9 Commenti

  1. … ha anche detto che a Napoli vive segregato in casa e che l’affetto dei tifosi è eccessivo, che una volta ad un centro commerciale l’ha liberato la polizia etc. etc…….
    Discorsi di chi vuole andare via.

  2. Caro Pocho…ricordati che se voi calciatori diventate grandi, in particolare sotto l’aspetto economico, lo dovete a noi “fessi” passionali del calcio…che ancora seguitiamo a spendere soldi in vario modo pur di seguire la nostra squadra del cuore. Quindi il grazie va esteso a tutti i tifosi “fessi” come noi…..prego.
    F.N.

  3. nemmeno è normale che uno per tornare a casa deve infilarsi nel bagagliaio di un auto o farsi scortare… gli eccessi (anche d’amore) non sono mai buoni, per nessuno.

  4. Guagliù! Se ne andrà ..non se ne andrà …ma che ce ne fo..e! Adesso è un calciatore del Napoli e pensiamo a godercelo ; non fasciamoci la testa prima del tempo! Sono d’accordo che sarebbe una grande perdita e sopratutto sarei deluso se giocasse con un’altra maglia in italia …ma che volete : oggi il calcio è cosi’ :vedete quello che succede a roma per De rossi , quindi non mi meraviglierei troppo se un giocatore ancora giovane ( e non scordiamolo dopo 4 anni nella stessa squadra ) fosse allettato dalle proposte di un grande club !

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