Calcio: Maroni farà scattare il Daspo per Ultrà Italia

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Tre tifosi italiani sono stati trattenuti in stato di fermo per 24 ore a Sofia dove si e’ svolta la partita tra la nazionale bulgara e gli Azzurri, valida per le qualificazioni ai mondiali del 2010. Quando torneranno in Italia – ha assicurato il ministro Maroni – saranno sottoposti a provvedimenti amministrativi di sospensione dalla partecipazione ad avvenimenti sportivi, il Daspo, perché non ci si può comportare così né dentro né fuori gli stadi".   I tre cittadini italiani sono stati posti in stato di fermo per vilipendio alla bandiera nazionale bulgara avendo dato intenzionalmente fuoco ad un tricolore del paese balcanico. La polizia di Sofia ha reso noto che sono in stato di fermo anche quattro tifosi bulgari per possesso di petardi ed altri oggetti non consentiti durante la partita. Sull’episodio si era espresso anche il tifoso azzurro e ministro della difesa Ignazio La Russa che ha bollato come una "vergogna" la "notte brava" degli ultra’ dell’Italia che, a Sofia per la partita con la Bulgaria, hanno dato vita tra l’altro a marce e cori di ispirazione fascista. "Se fossi stato lì – spiega al telefono con l’ANSA – mi sarei vergognato. Non c’é nessuna giustificazione storico politica per questa gente, sono solo maldestre esibizioni muscolari". Cinque tifosi italiani sono stati trattenuti in stato di arresto dalla polizia bulgara in quanto ritenuti responsabili di aver dato fuoco ad una bandiera bulgara all’inizio della partita, giocata ieri sera e valida per le qualificazioni ai mondiali del 2010. Nello stesso frangente, secondo quanto si è appreso, i tifosi della Bulgaria avevano dato alle fiamme uno striscione con il tricolore sottratto ai supporter italiani. 

AVVOCATO ULTRA’, I VERI AGGREDITI SIAMO NOI -"Mi fa specie che di una trasferta da elmetto in testa, venga messo in risalto qualche braccio teso e alcuni cori ‘Duce Duce’. I tifosi italiani a Sofia sono stati aggrediti". Giovanni Adami, avvocato 36enne di Udine, è uno dei promotori di Ultrà Italia, il gruppo di tifosi che da tutte le città italiane seguono la nazionale di calcio, oltre che suo componente. Ora Adami, che si occupa solitamente dell’assistenza legale di tifosi sottoposti a Daspo, è a Sofia per difendere i tre italiani trattenuti dalla polizia, dei quali, precisa "solo uno é indagato per l’art. 108 della legge locale, reato contro lo Stato, per avere bruciato una bandiera della Bulgaria. Gli altri due sono trattenuti come persone informate dei fatti".

LIPPI: E’ LA PRIMA VOLTA, NON ACCADA PIU’ – "Anche se ieri io mi sono accorto solo dei fischi all’inno di Mameli, ho letto oggi cosa è successo a Sofia. E’ la prima volta e non deve accadere più. Non voglio dire altro, anche perché di queste cose devono parlare le persone che se ne occupano". Marcello Lippi commenta così la serata paradossale degli ultrà italiani a Sofia per la sfida con la Bulgaria valida per le qualificazioni mondiali.

DIRETTORE OSSERVATORIO VIMINALE : ‘DUCE-DUCE? A SOFIA NON REATO’ – I cori ‘Duce-Duce’ ed il braccio teso durante l’inno di Mameli? In Bulgaria non è reato…". Domenico Mazzilli, da poche settimane direttore dell’Osservatorio del Viminale sulla sicurezza delle manifestazioni sportive non sceglie la linea della condanna dura per gli episodi ai quali hanno dato vita i centocinquanta ultrà italiani a Sofia per seguire la sfida della nazionale con la Bulgaria. "Io non faccio il sociologo – aggiunge – i reati vanno attribuiti nel Paese in cui avviene il fatto. Fino adesso questo gruppo era rimasto in riga, ora vedremo bene cosa è successo e valuteremo per il futuro. Ma parliamo anche dei fischi all’inno di Mameli: anche quelli non sono reato, ma se mi permettete non sono educazione…".
 

Ansa

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Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.

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