Il commento di Cagliari – Napoli

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HAMSIK E GIANELLO NON EVITANO LA CRISI. NAPOLI KO NEL RECUPERO
Incredibile quello che accade al Sant’Elia, un Cagliari disperso, incapace per buona parte della gara di trovare trame di gioco, messo sotto di un gol da un abulico Napoli che trova il vantaggio dopo uno dei pochi sprazzi di gioco degno di una squadra da massima serie, ma che trova due gol in pieno recupero ed una meritata vittoria, giusto per il cuore che i sardi hanno messo nell’ultima mezz’ora di gioco. Ma andiamo per ordine. Anche se non fa più notizia va registrato che non ci sono tifosi al seguito degli azzurri nell’impianto, dove Reja, che qui ha lasciato buoni ricordi, siede per la prima volta in tribuna da quando occupa la panchina azzurra, mentre De Laurentiis è davanti ai monitor del Club Napoli di Ginevra.
Partita annunciata difficile per entrambe le compagini, da una parte e dall’altra le tensioni sono arcinote e sono i padroni di casa, con tutti i propri deficit tecnici, ad avere un migliore approccio alla gara, molle quella degli azzurri che sin dalle prime battute denotano un preoccupante sfilacciamento dalla cintola in sù che non permette a Lavezzi di sciogliere i cavalli motore e dove Bogliacino che non riesce a regalare le attese geometrie. E’ però Hamsik a scuotere i suoi al 15° lanciando in area Lavezzi che conclude sull’esterno della rete, poi ci riprova poco dopo Gargano ma è più che altro un alleggerimento dalla distanza. Il Cagliari prende coraggio e dà profondità al suo gioco, Jeda, marcato a vista da Cupi che oggi festeggia 32 anni, si sfila dalla attenta marcatura e trova una combinazione con Acquafresca e vede bene la porta dove Gianello però marca presenza al posto di Iezzo infortunato. Larrivey dopo poco si libera al limite dell’area piccola ma è infelice il suo tocco.
Il Cagliari è nervoso, ne fa le spese Biondini col giallo, ma gli azzurri in realtà fanno poco o quasi niente per prendersi il pallino del gioco, Lavezzi gira a vuoto su tutto il fronte offensivo, Gargano è impreciso in appoggio, Rullo quasi nullo sulla sua corsia dove, pur aprendosi delle praterie davanti a lui, i compagni non lo vedono, segno evidente di poca fiducia, a Zalayeta infine non rimane che qualche tentativo dalla distanza. Il solo a dar luce è Hamsik, bravo al 32° a vedere Lavezzi lanciarsi in area, l’argentino chiude con precisione la triangolazione, ma Storari è bravo di piede a neutralizzare la conclusione dello slovacco. Poi c’è da registrare l’uscita di Cupi per infortunio al quale subentra Grava. Tutto qui il primo tempo.
La ripresa è il momento in cui vengono apportati alcuni accorgimenti, per il Napoli Montervino rileva l’impalpabile Rullo, Ballardini invece cerca la luce di Foggia in cambio d’Acquafresca ma è il Napoli a sbloccare la partita con l’unica azione spettacolare di tutta la partita: Garics salta l’uomo e punta l’area, serve Lavezzi che scambia con Zalayeta per poi servire in area l’inserimento di Bogliacino dal cui piede nasce un servizio delizioso sottoporta sul quale irrompe Hamsik che infila la rete. Ovviamente il Napoli sale di tono e il Cagliari è piegato in due, a Ballardini non rimane altro che ridisegnare la squadra con gli innnesti di Matri e Fini e a questo punto si spengono definitivamente le velleità azzurre, precisamente al 66° quando Zalayeta innesca un contropiede concluso male da Lavezzi che non vede l’accorrente Bogliacino riuscendo, altresì, solo ad impegnare a terra Storari.
Poi incomincia la partita del Cagliari che butta il cuore oltre l’ostacolo grazie alla vivacità di Foggia che al 70° sfiora di testa quel tanto che basta da calcio d’angolo e la palla impatta sul braccio aperto di Zalayeta, per Banti ed i suoi assistenti non è rigore, tutto regolare. La partita si accende maggiormente ed il Napoli rimane schiacciato nella sua metà campo, non ha uomini capaci di gestire la “crisi” giocando palla a terra, va in stato confusionale e subisce lo show dei padroni di casa dal titolo: “tutti contro Gianello”. Jeda pericolosamente trova spazio in area ma conclude male, poi è Foggia con una sforbiciata dal limite ad impegnare l’estremo azzurro che all’83° smanaccia male su angolo e serve Fini sul quale si scaglia tempestivamente Contini a chiudergli lo specchio, così il sardo ci riprova dai 25 metri ma la traversa gli nega un eurogol. Il Cagliari si getta con impeto nell’area azzurra, cerca la password d’accesso alla rete ma è superbo per ben due volte Gianello con due provvidenziali colpi di reni a negarla, evitando così ai sardi il più che meritato pareggio sotto gli occhi attoniti di un incredulo Cellino che ormai subisce le invettive della tifoseria. Qui finiscono i novanta minuti ed iniziano i miracolosi quattro minuti di recupero durante i quali accade l’incredibile, con gli azzurri totalmente incapaci di rilanciare la palla in avanti, che s’imbambolano su un tiro di Jeda sul quale sembra ancora una volta provvidenziale l’intervento di Gianello, ma stavolta invece è lesto Matri a bissare la rete dell’andata. Pareggio e palla a centro, nuova azione d’attacco del Cagliari che su palla inattiva trova clamorosamente la rete della vittoria con un colpo di testa di Conti, vera anima della squadra, mentre il Napoli afferma così tutti i suoi inequivocabili segnali di debolezza.
E’ difficile commentare la debacle del Napoli, le assenze sicuramente hanno la loro valenza ma contro questo Cagliari che non ha chissà quali mezzi tecnici, né sembrava esser messo bene in campo, non si giustifica lo stato confusionale nel quale la squadra è piombato e che trova la sua genesi fin subito dopo l’eliminazione dalla coppa Italia. Marino non parla di crisi per convenienza, ma ormai qualcosa si è definitivamente rotto, psicologicamente il Napoli rischia grosso perché l’involuzione è palpabile, la conduzione tecnica è da rivedere ed urgono misure serie anche in campagna acquisti perché chi ha sale in zucca deve tutelare importanti investimenti come Hamsik, Lavezzi e Gargano, perché rimanere invischiati nelle sabbie mobili della retrocessione è un attimo. Sabato al S. Paolo, poi, arriva col dente avvelenato la temibile Udinese. Si salvi chi può!

Antonello Greco

a cura di Gianni Doriano

 

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