Roma-Napoli, per non dimenticare!

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Dopo il tam tam mediatico ormai non si parla più dei fatti di Roma-Napoli. L’errata enfasi giornalistica data all’evento ha comportato gravi danni sia al Napoli calcio che ai tifosi azzurri, che hanno pagato e pagheranno per tutto il campionato colpe non loro. Nella speranza che qualcuno si renda conto degli errori commessi, Napolisoccer.NET ancora una volta cerca di diradare la nebbia dell’indifferenza collaborando nella divulgazione della realtà così come viene raccontata sia dai presenti che da giornalisti che hanno effettuato delle verifiche e dei controlli nel periodo successivo. Nell’articolo che segue, il noto giornalista Antonio Corbo, ricorda i fatti e racconta le circostanze, ponendo l’attenzione sull’assurdità dei provvedimenti assunti dagli organismi statali, basati su notizie quantomeno tendenziose e non rispondenti alla realtà.

Povero calcio, se la verità è solo quella degli Ultras. « Fermate i violenti, ma se avete tempo cercate anche la verità
 

Movimento Ultras, dicono loro. I giornali scrivono: Ultrà. Non c’è accordo neanche sul nome. Molti li criticano, pochi li conoscono.

Forse neanche loro si conoscono.

Quelli del Napoli sono ora turbati. Sono onesti fino al fanatismo. Integralisti. Si sono liberati dei tifosi di professione, quelli che lucravano sulla più dolcistra retorica. Hanno tenuto fuori partiti e clan per molto tempo, poi?

L’inchiesta di Pianura fa scoprire che per alcuni la violenza era diventata una professione. Dagli stadi alle strade, dall’odio verso i tifosi avversari all’eccessiva familiarità con i politici che gestivano la rivolta. Sono diventati, leggendo le carte giudiziare, una legione straniera da ingaggiare e mettere in campo quando c’è da montare una guerriglia.

Ricordo le espressioni avvilite dei vecchi capi Ultras. Hanno censurato chi si è lasciato reclutare per difendere oscuri interessi. Vogliono tornare all’antico. Niente legami con la società, mai biglietti né favori, l’emozione di cucire una bandiera in sartoria, un orgoglio municipalistico per la squadra della città, qualche rissa di troppo. Dicono di essere nati così e di voler tornare all’antico furore. Ad uno stile. Lo spero.

Spero intanto che un giorno si dica che il Napoli ha subìto una ingiustizia. Chiudere le curve è un assurdo giuridico. Condanna ad una pena chi non ha commesso nulla. Strappa il posto comprato in anticipo anche all’abbonato che il 31 dicembre era al mare. Assurdo.

Assurdo come scoprire che sono stati falsati i rapporti e che il giudice Tosel è stato indotto a sbagliare.

Nessuno paga.

Nessuno perde la poltrona.

Nessuno perde la tessera per la tribuna d’onore. Il Daspo vale per gli Ultras, mai per chi legittima una farsa.

La Procura di Napoli ha spiegato che sono state diffuse troppe menzogne su quel 31 agosto. Non chiarire, non chiedere scusa, non riaprire le curve del San Paolo equivale a mentire ancora.

Spero che gli Ultras siano davvero quelli che sono andato a cercare, a conoscere, ad ascoltare. Povero calcio in Italia se la verità la raccontano solo gli Ultras.

Fonte: Antonio Corbo – corbo.blogautore.repubblica.it/
 

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Giornalista sportivo, appassionato di calcio e, da sempre, tifoso del Napoli. Dal 2004 partecipo al progetto Napolisoccer.NET condividendone obiettivi e speranze, con l'unica finalità di fornire ai lettori un'informazione corretta e neutrale, scevra da pregiudizi e fuori da ogni logica di interesse. Napoletano convinto, nutro amore e passione incondizionata per "Terra mia", "Napul'è" e per la maglia azzurra.

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