Il Napoli si aggiudica il primo set seppellendo il Genoa per 6-1

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napoli-genoa-2011-2012-01Quasi tutte le emozioni si concentrano nella prima parte di gara, aperta e divertente che regala spettacolo e una valanga di gol. Finisce, infatti, con un punteggio tennistico l’ultima apparizione dell’anno del Napoli in campionato, ne fa le spese un Genoa venuto a Napoli col chiaro intento di portar via punti e schierandosi con un modulo speculare a quello utilizzato da Mazzarri. Ma la difesa a cinque di Malesani ben presto mostra qualche scricchiolio, i tre centrali rossoblu Dainelli, Kaladze e Granqvist sono troppo lenti stasera per i riflessi inaspettatamente brillanti del tridente azzurro che pur orfano di Lavezzi trova un Pandev che ne fa le veci in maniera egregia, proponendosi in manovra e suggerendo invitanti palloni per gli inserimenti dei suoi compagni. Gli equilibri sono presto rotti da Cavani che dopo soli dodici minuti di gioco sfrutta al meglio una invitante palla allungatagli da Campagnaro, poi è Hamsik che provvede al raddoppio prima della doppietta griffata matador che da qui alla fine spreca poi almeno tre occasionissime, solo davanti a Frey. Solo per un attimo i liguri provano a reagire ed il Napoli manifesta qualche difficoltà nel gestire il risultato perché i partenopei o giocano a mille o subiscono il ritorno degli avversari. E così “el nino vertical”, il cileno Jorquera, approfittando del ritmo basso trova lo spiraglio per bucare De Sanctis dal limite. 

E’ forse l’unico sussulto di tutto il match per i genoani che già prima del riposo subiscono il poker ad opera di Pandev che raccoglie palla a centrocampo e s’invola verso Frey con un coast to coast che termina solo dopo aver depositato la sfera in rete.
Il Napoli è la squadra meno italiana del campionato per le caratteristiche endemiche instillate da Mazzarri durante questi due anni, nel suo dna non esiste temporeggiare, la stessa fase di possesso non è mai esasperata sempre alla ricerca del campo avversario e così gli azzurri non paghi del largo vantaggio fanno “manita” a Preziosi con un bellissimo tiro dal limite di Gargano, ben pescato dal cognato Hamsik, che incrocia dove Frey non può arrivare. La partita perde tutto il suo interesse perché le squadre si limitano a passeggiare in campo senza farsi male, ma Zuniga vuole divertirsi ancora e regala un lampo di classe trovando una spettacolare sestina infilando a giro l’estremo rossoblu all’incrocio dei pali. I partenopei tenevano molto a chiudere in bellezza questo scorcio di stagione, volevano assolutamente congedarsi dal loro pubblico con una vittoria e nessuno s’aspettava che assumesse queste proporzioni. Non se l’aspettava l’euforico Preziosi che aveva usato toni sarcastici in settimana circa le previsioni del risultato vantate dal presidente azzurro; non se l’aspettava Malesani che aveva ben studiato gli azzurri e la difesa con i tre centrali doveva servire proprio a spegnere le velleità di Cavani, attesa l’assenza del Pocho; non se l’aspettava nemmeno il pubblico del San Paolo che contava sicuramente nel pronto riscatto dei propri beniamini, ma sei reti non le vedeva in A da oltre dieci anni, contro la Reggina, stagione 2000/2001, prima di risalire ai tempi di Maradona quando el pibe affondò, nell'88 e l'enno dopo, per ben due volte, il Pescara … di Galeone. Una vittoria quindi che fuga tutti i dubbi circa la condizione fisica dei partenopei e che vede ritornare in maniera repentina anche quella mentale che alla Champions ed alle gare contro prestigiosi avversari europei aveva già regalato preziose energie.
Ora è tempo di staccare la spina e di affidare nel frattempo alla società il compito di rifinire la rosa, la lista di sbarco è sostanziosa, avrà da fare Bigon durante le festività per completare il mosaico necessario a garantire alla squadra quelle valide alternative per continuare a combattere su tre fronti. Se Vargas è cosa fatta c’è da valutare ancora se intervenire ancora nel reparto avanzato o se concedere una possibilità al desaparecidos Donadel: Mazzarri è dell’idea di dare all’ex fiorentino una seconda chance, ma il centrocampo ha bisogno di garanzie e non c’è tempo più per fare esperimenti perché in campionato bisogna rincorrere la vetta distante 10 punti e la coppa Italia rappresenterebbe, al di la del prestigio del trofeo, la porta di servizio per l’Europa. Cala il sipario sul calcio che chiude stasera il suo primo atto ed in attesa del suo ritorno auguro a tutti Buon Natale e felice anno nuovo, che sia ancora più sorprendentemente foriero di ulteriori successi azzurri.

Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.Net
 

4 Commenti

  1. “Il Napoli si aggiudica il primo set seppellendo il Genoa per 6-1”
    ..e questo è un titolo ed un articolo
    scritto da chi si ritiene gemellato con il Genoa?
    ..complimenti!
    righe solo per rovinare un gemellaggio vero.

  2. piccolo errore nell’articolo
    ultima volta del napoli in gol sei volte, dicembre del 2000
    napoli reggina 6-2
    allenatore mondonico
    gol di baccin, amoruso, magoni, jankulovski e non ricordo chi altro.
    Napoli in B a fine anno.

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