Rivellino: “Il Napoli è una buona squadra ma il settore giovanile non sforna più talenti”

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A Napoli di lui hanno un doppio ricordo. Stiamo parlando di Rosario Rivellino, già validissimo difensore azzurro negli anni ‘60, che vinse, alla guida dei giovani del Napoli, il torneo di Viareggio nel 1975. Da allenatore ha conquistato anche la Coppa Italia del 1976. Molti giovani lanciati dal Napoli e poi affermatisi sono stati "scoperti" o gestiti da Rivellino, quale responsabile tecnico del settore giovanile del Napoli, tra cui Ametrano, Albano, Baiano, Cannavaro Fabio, Carannante, Caruso Ciro, Casale, Celestini, De Rosa, Ferrante, Raimondo Marino, Muro, Musella, Punziano, Sorrentino, Stanzione e Taglialatela.
Mister Rivellino, questo Napoli attuale dove può arrivare?
Credo che l’obiettivo minimo sia quello auspicato ad inizio stagione dai “capi” della società. Sicuramente non al di sotto del 10 posto, poi se la squadra riesce a compattarsi ulteriormente, sia per quanto concerne la condizione fisica, ma soprattutto la nuova guardia deve diventare un unico blocco con la vecchia, si potrebbe ambire a qualcosina in più

Perché il settore giovanile del Napoli da anni ormai non lancia nuovi talenti alla ribalta?
Il nuovo Napoli targato Marino non ha investito nel settore giovanile. E’ sicuramente una branca della società che è stata trascurata. Se il Napoli nel primo anno della nuova era De Laurentiis, avesse acquistato dieci giovani talenti, magari qualche nome in prima squadra si sarebbe pure visto. La società, a mio avviso, ha spesso molto nei “pulcini” trascurando la Primavera che è pur sempre la seconda squadra. Sicuramente Napoli è una piazza diffcile e Marino ha dovuto fare anche i conti con il fatto che bisognava risalire subito, certo è che la mentalità della società fa anche allontanare i giovani talenti dalla loro città. Le scuole calcio fanno tanti sacrifici, e se il Napoli non vuole sborsare soldi con la mentalità che chi vuol venire a Napoli deve venire gratis, di conseguenza questi campioncini fanno le valigie ed emigrano al nord   

Ritornando alla prima squadra. Cosa ne pensa dei nuovi acquisti arrivati a gennaio?
Sono dei buoni calciatori utili a rafforzare la rosa, servono ad equilibrare meglio la squadra, non dimentichiamoci però che il Napoli ha fatto un buon girone d’andata ed a volte ha pure divertito. Acquisti buoni, senza dubbio, ma non sono dei campioni

Il Napoli gioca senza una punta centrale, è d’accordo?
Gioca con una punta atipica che è Zalayeta. L’uruguagio è un buon calciatore utile soprattutto per la collaborazione che da alla squadra, tatticamente è impeccabile, ma non è un’ariete, uno alla Caracciolo, alla Pazzini, per intenderci. Sicuramente il Napoli non ha una vera e propria punta centrale.

Umberto Russo, esclusiva NapoliSoccer.NET
(foto: tifoischia.it)


2 Commenti

  1. Ma se la società non esisteva fino a 3 anni e mezzo fa, come si fa a fare questo rilievo?
    Lo stesso appunto lo fa anche Antonio Corbo.
    Tutto ciò dimenticando quello che è stato.
    Ma poi, per fare un paragone, se per un Viviano, portiere superpromettente del Brescia in B si chiede 15 mln di euro, mentre per un Navarro, che ha già giocato in serie A Argentina ce ne sono voluti tra 4 e 5 mln, lo stesso discorso si sarebbe potuto fare per i cd 10 giovani talenti di cui parla il grande Rivellino

  2. è vero il napoli non ha una grande punta…ci vorrebbe un’ariete…..uno che sfonda tutto……uno alla sosa,peccato solo che quest’ultimo noin sia un ragazzino………..ps calaiò ci crediamo ancora in te

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