Con un atteggiamento “operaio” la risalita è possibile

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totti-zuniga-12-02-2011Quella che, apparentemente, contro la Roma è sembrata una partita “ sfortunata” condita da prove a supporto di innegabile valore, ad iniziare dalla deviazione di Aronica sul primo goal di Lamela, continuando col ciuffo d’erba, a quanto pare, traditore in occasione del goal che si è divorato Marekiaro Hamsik, e concludendo con l’ulteriore deviazione di Cannavaro sul terzo gol giallorosso di Simplicio, non può nascondere, purtroppo per i tifosi napoletani, una verità ormai evidente: il Napoli è in fase di stallo e, anzi, regredisce sia sul piano caratteriale che tecnico facendo emergere alcune lacune che l’entusiasmo della Champions aveva nascosto ai più.
Troppi gol incassati sistematicamente, scriteriatamente e soprattutto in casa ( ben 8 gol nelle ultime tre sfide con Juve, Lecce e Roma) a testimonianza di un evidente problema di concentrazione e anche di movimenti nel reparto difensivo capace, contro i giallorossi, di inanellare ben tre errori consecutivi in occasione della prima segnatura: Campagnaro  imbambolato su Lamela, Cannavaro poco attento nella chiusura successiva e De Sanctis fuori posizione. E poi il centrocampo. Qui il leone Inler non ruggisce per niente e viene” addormentato” sistematicamente dal palleggio degli avversari di turno che, imparata la lezione, portano a spasso lui e Gargano spezzando in due il Napoli e vanificando, tra l’altro, le proposizioni di Maggio e Dossena o Zuniga sulle fasce quasi mai innescati a dovere dai centrali azzurri ma unicamente dall’estro di Lavezzi e, qualche volta, da lampi di genio di Hamsik. Infine l’attacco. Qui la situazione è chiara e preoccupante allo stesso modo. Cavani, l’ultimo visto, per la verità già da qualche partita, sembra essersi ritagliato un ruolo da spettatore disincantato che è il lontano  parente di quell’attaccante esplosivo e implacabile della passata stagione. Stanco? Fuori forma? Forse entrambe le cose ma, soprattutto, prigioniero della poca lucidità che, tutto il Napoli, mette in campo negli ultimi tempi a partire dalla trequarti in su dove a dettare l’ultimo passaggio si ritrova spesso un inadeguato Zuniga.
Risultato di tutto questo: Napoli in affanno, ansioso e pasticcione che più ne fa e più combina guai perdendo contatto con l’alta classifica dove la Juve, ancora imbattuta e con un  Quagliarella in più, sembra la predestinata di turno a vestire il prossimo tricolore, Milan permettendo. Il Napoli sinceramente appare, al momento, fuori gioco per le posizioni di vertice e, anche se il campionato è ancora lungo, ha sprecato finora ogni possibilità di accorciare la classifica ma soprattutto di crescere come gruppo facendo della discontinuità di rendimento, complice per la verità un girone di Champions massacrante, una costante comportamentale che, come in molti temevano, ha  allontanato i ragazzi di Mazzarri dalla vetta del campionato. E allora, adesso è tutto più difficile perché da stasera il Napoli dovrà cercare di calarsi in una nuova dimensione e, come ha fatto l’Inter di Ranieri, pensare a “costruire” la sua risalita attraverso un filotto quanto di vittorie più lungo possibile per sperare di riprendere quota ma con un approccio diverso alle partite, non da presuntuosa e "unta dal Signore" protagonista del campionato ma da compagine un po’ più operaia che dovrà sfruttare al massimo muscoli e cervello per riuscire  nell’impresa perchè sarebbe un vero peccato mollare proprio adesso e cadere in un inaspettato anonimato in campionato dopo le magie Europee. Bisogna provarci, il Genoa è dietro l’angolo: iniziamo la risalita!

Raffaele Castiello – Napolisoccer.NET



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