Marino: “Reja mai in discussione. Convocazione di Maggio e Santacroce premia il lavoro svolto”

1
21

"Sugli incidenti dell’Olimpico c’è stata anche suggestione. I petardi vengono sparati anche in altri stadi. Paghiamo anche per il fatto di chiamarci Napoli"
Il direttore generale del Napoli Pierpaolo Marino, come già anticipato nel precedente servizio (Marino: per Cannavaro F. le porte del Napoli sono sempre aperte) questa mattina è intervenuto ospite della trasmissione radiofonica "Radio Anch’io" su Radio Uno affrontando diversi temi. Ecco i passaggi salienti raccolti da NapoliSoccer.NET: "Credo che il progetto di De Laurentiis non possa prescindere da una crescita progressiva – ha spiegato il direttore – con la previsione di ulteriori investimenti però con una logica aziendale come ci sta insegnando il calcio, soprattutto quello che si fa all’estero. Non un calcio fatto di mecenati e di sprechi".
In merito alla convocazione in nazionale di Maggio e Santacroce: "ci mancava perchè già da tempo alcuni nostri giovani frequentano le nazionali argentine, uruguaiane, slovacche e quindi questi due finalmente azzurri grazie ad un attento occhio di Lippi che sta rifondando la nazionale che ne aveva bisogno danno merito al lavoro svolto"
"Dove può arrivare il Napoli lo dirà il campionato, di sicuro noi abbiamo una delle età medie più giovani del campionato e quindi paghiamo questo scotto, anche se nella partita di Genova i rigori forse erano due e c’è stata molta bravura da parte di Robinho perchè almeno una delle due parate miracolose che ha fatto è stata veramente straordinaria, e mi riferisco a quella sul colpo di testa di Denis a cinque minuti dalla fine. C’è anche un pò di casualità nel calcio, a volte si gioca male e si può vincere altre si gioca benissimo e la si può perdere, però io credo che i valori a lungo andare vengono premiati".
Sui fatti di teppismo di cui si è parlato molto nei giorni scorsi Marino ha sottolineato: "Parlo sempre di infiltrazioni perchè il pubblico napoletano è fatto al 99,9 per cento, direi nel mondo non solo in Italia, di tifosi appassionatissimi, forse tra i più appassionati con un amore per la squadra veramente infinito, ed una grande civiltà. Stiamo assistendo a fenomeni che poco hanno a che fare con il calcio, con frange che si infiltrano che sono un pò lo specchio dei problemi della società. Per quanto riguarda gli incidenti accaduti all’Olimpico di Roma,, devo dire che per quanto riguarda la responsabilità oggettiva di cui siamo stati ingiustamente resi protagonisti non sono poi così gravi o comunque non è accaduto nulla di diverso da quegli spari di petardi e di fumogeni che accade in tutti gli stadi d’Italia. Forse c’è stata una suggestione nel colpire il Napoli,, quindi diciamo che forse paghiamo più il fatto di chiamarci Napoli che non effettivamente per gli episodi che si verificano all’interno dello stadio. Comunque conosco il presidente De Laurentiis e per quanto possa rimanere come tutti gli uomini dispiaciuto di fronte a questi eventi sono sicuro che non lascerà mai il progetto che ha iniziato".
Sul tecnico del Napoli che dalla C guida la squadra il dg ha dichiarato: "Per la verità noi abbiamo sempre avuto fiducia in Reja, tante volte sono stati i critici ed alcuni tifosi che lo hanno messo in dubbio, come succede in ogni piazza dove c’è l’ansia del risultato. A Napoli ce n’era tanta perchè l’ansia della risalita dalla C coinvolgeva un pò tutti, però Reja con la sua classe, con il suo applomb e con il suo lavoro instancabile ha guadagnato posizioni ed ora è un allenatore che a Napoli non viene assolutamente messo in discussione da alcuna componente. Questo fa piacere alla società che ha sempre creduto in lui, altrimenti non sarebbe un allenatore che da quasi 5 anni è sulla panchina di una squadra come il Napoli".
Sul calo di rendimento in queste ultime partite di uno dei più promettenti centrocampisti del calcio il direttore ha commentato: "Hamsik indubbiamente nelle ultime partite,, di Lisbona e di Genova,, non è stato il migliore in campo, però ha venti anni e forse ci aveva anche abituati fin troppo bene, con i suoi tre gol in sei partite. Appena non lo vediamo più segnare oppure fare delle percusioni importanti come lui ci ha abituati parliamo di appannamento o di crisi. Se  facesse un gol a partita con quella continutità staremmo a parlare di Cruijff ed ora Hamsik non lo è ancora".
Redazione NapoliSoccer.NET 



1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here