Napoli: consommè e mele cotte

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Un brodino di verdure ospedaliero accompagnato da mele cotte, questo è il Napoli visto stasera, troppo poco per impensierire una Roma tosta che, al confronto, ricorda una bistecca di manzo 

Tre minuti, poi il gelo. Non parliamo di quello metereologico, peraltro atteso ma del brivido freddo quando Lamela ruba palla con la cattiveria che il Napoli non riuscirà a trovare per tutta la partita, entra in area con la stessa cattiveria e crossa in mezzo trovando la deviazione di Aronica che trasforma la palla (che sarebbe finita tra le braccia di De Sanctis) in una saponetta che il portiere azzurro non riesce a trattenere. Il Napoli reagisce con ordine ma senza "cazzimma", senza mettere mai l'agonismo che quest'anno ha saputo trovare solo nelle gare di Champions, così per 35 minuti si gioca quasi a una porta sola, con la Roma chiusa a difendere il fortino e il Napoli a cercare di raddrizzare la partita senza mai crederci fino in fondo. Si spiegano così i tentativi azzurri fino all'acuto di Zuniga che, dopo una serie di finte inutili si ricorda di essere in campo per giocare a calcio e non per fare la ballerina e serve una palla splendida che chiunque avrebbe inchiodato alla rete a portiere completamente fuori posizione… Chiunque, non un Hamsik mai in partita che sparacchia alle stelle la palla e la gara. La partita entra nel vivo e alla mezz'ora Maggio colpisce al volo un bellissimo pallone che Stekelenburg d'istinto mette a lato a pugni uniti. Due minuti ancora e Lavezzi trova il varco, tira, ma il pallone timbra il palo. Quando una squadra si sbliancia in attacco, ci sta che offra il destro al contropiede avversario, è ancora Lamela a spaventare una difesa allarmante e colpire a sua volta il palo alla sinistra di De Sanctis. Tutti negli spogliatoi mentre in curva B viene srotolato uno striscione contro Donadel che avrebbe denigrato la città di Napoli.
napoli-roma-2011-2012-02Ripresa che riparte con grande intensità e con un Napoli che sembra aver smarrito nuovamente l'agonismo, squadra molle contro una Roma che la fortuna non l'aspetta ma va a cercarsela su ogni pallone. Al 50° è l'arbitro a rendersi protagonista annullando un regolarissimo goal di Cavani per una spinta di Maggio che solo la terna arbitrale vede. Ancora cinque minuti e Lavezzi esce per infortunio, sostituito da Pandev. Lavezzi non sarà squalificato, ma probabilmente anche quest'anno (il quarto consecutivo) salterà l'ultima partita dell'anno. Due giri di lancette, al 57° Osvaldo lasciato libero da un Campagnaro ancora una volta distratto e molle, trova la rete del raddoppio.
Gli azzurri, sempre senza cattiveria agonistica, continuano a cercare di riacciuffare il bandolo della partita e trovano la rete di uno spento Hamsik quando ormai mancano meno di dieci minuti alla fine della gara. Giochi riaperti? No! Su un tiro senza pretese di Simplicio, è Cannavaro, forse indispettito dai regali che i suoi compagni di reparto avevano fatto a Luis Enrique, a vestirsi da Babbo Natale e mettere fuori gioco De Sanctis regalando il goal del 1-3 ai giallorossi. C'è ancora il tempo perché Bojan mostri a Dossena (subentrato all'ectoplasma di Campagnaro) come si gioca la palla sul fondo e serva Osvaldo che tira sui piedi di Cannavaro che, battuto De Sanctis s'è appostato sulla linea di porta. Partita finita, e meno male. Un Napoli così molle s'era già visto ma la sconfitta di stasera mette una pesante pietra sepolcrale sui sogni di gloria degli azzurri, del loro allenatore e del presidente De Laurentiis.
Che il Genoa abbia pietà di noi, mercoledì si gioca di nuovo.

 

 

Domenico Infante – Napolisoccer.NET

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Napoletano, scrittore, impara a leggere prima di riuscire a dire "a cuoppo cupo poco pepe cape, poco pepe cape a cuoppo cupo" e tutti gli altri scioglilingua in napoletano che gli insegnava suo padre. La passione per il calcio risale al nonno paterno del quale porta il nome.

4 Commenti

  1. Il gioco di Mazzarri è prevedibile: lanci lunghi sulle fasce a saltare il centrocampo. Quando l’avversario si chiude e mancano gli spazi per i lanci allora vengono fuori tutti i limiti tecnici del centrocampo azzurro (vedi Gargano). Si aggiunga che da un po stiamo giocando in 10 perché Cavani è l’ombra di quello dell’anno scorso.

  2. consommè e mele cotte …. io non sono d’accordo , perchè se non fosse entrato quel gol all’inizio o subito il pareggio di hamsik …. forse forse avremmo visto un altra partita.

  3. Caro Mazzarri l’allenatore bravo deve studiare l’avversario di turno e schierarsi di conseguenza invece tu attui sempre lo stesso modulo che ormai tutti conoscono ed hanno imparato a contrastare. E’ da vergognarsi squadre come il Novara sono riuscite a creare grossissime difficoltà al Napoli impedendogli di fare il suo gioco. Una volta per te la colpa era dei calciatori stanchi ma ora dopo che hanno giocato ad una settimana di distanza di chi è la colpa? SOLO TUA CHE SAI ATTUARE UN SOLO SCHEMA TATTICO!
    LA PARTITA NON L’HA PERSA IL NAPOLI MA SOLO MAZZARRI!

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