Denis si racconta a Dribbling in onda su Raidue

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"Quando ho visto il San Paolo pieno e questa splendida gente attorno ho capito veramente che cosa è Napoli". German Denis si racconta in una intervista a Dribbling, il rotocalco sportivo di Raidue. Dagli esordi all’arrivo al Napoli, passando per la passione del Tango e la Fede nel suo Santo protettore.

"In Italia ci sono venuto a 20 anni, ero al Cesena ma avrò giocato 2-3 partite. Per me il vero campionato italiano è questo. Il Napoli è storia per noi argentini. Maradona ci ha aperto la porta di questa splendida città, ci ha fatto conoscere cosa significa il San Paolo ed il calore del popolo azzurro. Diego per noi è un personaggio immortale che non dimenticheremo mai".

Da Maradona a Lavezzi…"Il Pocho è un grande calciatore ed un grande uomo. Quando ti gioca vicino ti senti più sicuro perché sai che può inventare il passaggio per farti andare in gol. Per me è un amico ed uno splendido compagno".

A proposito di gol, a Bologna ha messo il suo primo marchio in campionato. Ora Denis vuole ripetersi anche per riscattare Lisbona.
"E’ meglio giocare subito per mettersi alle spalle la partita col Benfica. Adesso puntiamo tutto sul campionato. Siamo secondi e vogliamo rimanere in quota. Certo, ci sono grandi squadre in Italia ma anche il Napoli lo è. Sognare non fa mai male e noi vogliamo puntare in alto".

Il Tanque poi rivela la sua passione e la sua religione. "Ascolto sempre il Tango, per noi argentini è una carica enorme. Ma io traggo le mie energie dalla Fede. Sono andato due volte a Pompei e porto sempre dietro l’immagine del mio protettore: San Expedito. Lo porto anche in campo, ce l’ho sotto i parastinchi sin da quando ho cominciato a giocare al calcio…"

Redazione NapoliSoccer.NET – tratto da SSCNapoli.it
 

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