Napoli corazon d’Europa

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Il Napoli centra l’appuntamento con la storia con un’impresa mai riuscita a nessuna italiana: espugnare il Madrigal per guadagnarsi gli ottavi di finale di Champions, entrando a pieno titolo tra le sedici regine d’Europa. Non era facile affondare il sottomarino giallo dopo le “arabesche” polemiche che hanno infastidito non poco l’orgoglio degli spagnoli colpiti tanto al cuore quanto al portafoglio, ma la vittoria permette al Napoli di portare a compimento anche una piccola vendetta che ne duplica il significato. Bisognava riscrivere la storia con un finale del tutto diverso da quello andato in onda lo scorso febbraio sempre sullo stesso prato, una storia riscritta più o meno dagli stessi uomini e la sorte, mai cieca, ha individuato proprio in chi non c’era per il tributo determinante al match, consentendogli l’imprinting del marchio d’autore. E’ stato infatti proprio Gökhan Inler a sbloccare una gara che gli azzurri stavano affrontando in maniera nervosa e contratta, carichi come molle che non riuscivano a scaricare coerentemente le energie con dovizia corale, slacciati e frettolosi nelle ripartenze, dove perfino i suoi elementi più determinanti non riuscivano a lasciare tracce palpabili della loro essenza. La ripresa è tutta un’altra storia, gli azzurri riprendono il campo dopo essersi parlati senza veli tra le segrete mura degli spogliatoi e ritrovano il vigore e quella sfrontatezza che aveva sin qui caratterizzato tutto il cammino nella massima competizione continentale. L’uno due subito dai padroni di casa è devastante, per loro un duro colpo che li spinge nel vortice della frustrazione morale: una serie di falli gratuiti sono provocazioni alle quali gli azzurri reagiscono con inattesa maturità, nonostante il cazzotto killer sferrato da Gonzalo ad Aronica e non sanzionato dal giovane inesperto e deludente arbitro norvegese Moen. Ma il Napoli di stasera era evidentemente più forte di tutto e di tutti.

Forse proprio Walter Mazzarri è stato a far scattare inconsapevolmente la scintilla che in pochi minuti ha bruciato la pirite della miccia fino a raggiungere l’esplosione partenopea, quella che ha trascinato in festa un uno stadio tinto d’azzurro dove Lavezzi & Co hanno avuto la netta percezione di giocare in casa. La sua espulsione, un po’ troppo frettolosa da parte del direttore di gara, è stata solo il frutto di uno scontro fortuito con Nilmar davanti alla panchina azzurra, ma ha avuto lo strano effetto di deresponsabilizzare un po’ i suoi ragazzi che ne hanno giovato mentalmente guadagnandone in scioltezza. C’ha creduto il popolo napoletano, c’hanno creduto i ragazzi che durante tutta la prima parte di gara hanno affrontato un Villarreal deciso a non lasciare niente al caso, che ha speso tanto in pressing perchè convinto di giocarsi tutto come una finale, avvelenato per le scaramucce innestate qualche giorno fa dalle dichiarazioni di un provocante De Laurentiis che ha risposto così ai petrodollari ed a Mancini, con la furbizia di chi sa il fatto suo, aumentando il livello d’attenzione sulla gara . Era stato proprio lo stesso tecnico del City a gettare ombre sul match del Madrigal nell’immediata sconfitta subita al San Paolo dai citizen e la sorte l’ha ripagato con la stessa moneta stasera rendendo vana la vittoria sul Bayern che a detta di Rummenigge, in settimana, avrebbe fatto la sua parte, salvo presentarsi poi all’ Etihad Stadium senza nove undicesimi dei suoi titolarissimi. Napoli contro tutti e tutto, supera il girone di ferro, o della morte come più si conviene, con una doppietta sparata dritta al cuore di Garrido che ora rischia la panchina. Inler e poco dopo Hamsik chiudono i conti ed aprono le ugole azzurre che cantano la gioia più grande da vent’anni questa parte.

En plain dell’Italia che fa tris ed il Napoli fa meglio delle milanesi, undici punti al carnet contro i dieci e nove rispettivamente di Inter e Milan, valore delle avversarie a latere. Più soldi e più punti Uefa.
Intanto milioni di coriandoli azzurri e d’argento bagnano la città ed i cuori che battono all’unisono per i propri beniamini, già perdonati per qualche punto perso in campionato. Saranno quegli stessi cuori a ritrovarsi nel giorno di San Valentino ancora una volta insieme davanti ad un’ottavo di finale. Forse con loro batterà anche quello del Pibe de Oro sul quale grava una fetta di responsabilità per precoce eliminazione agli ottavi di finale subita ad opera dello Spartak Mosca quel lontano 7 novembre 1990.
I prossimi con chi? Ormai non fa più differenza e sarà l’urna di Nyon il prossimo 16 dicembre a deciderlo! Si spera l’Apoel ma alla fine andrebbe bene anche il Real Madrid, almeno ci sarebbe posto per una storica rivincita calcistica o una del tutto personale di Mazzarri che avrebbe l’occasione di “consegnare” nelle mani di Mourinho la coppa di toscana. Dulcis in fundo il sogno di Grava che ha indossato per la prima volta la maglia azzurra sette anni fa in serie C, oggi con una scalata pregna di volontà e dedizione l’ha fatto in Champions League … e ditemi poi che i sogni non s’avverano! Ma non spegnete ancora le luci amici, il sogno continua.

Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.Net

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Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.

4 Commenti

  1. Io tifosissimo del mio GRANDE NAPOLI ore 02.20 del 08/12/11 non riesco a dormire ripensando alla grande impresa che i nostri ragazzi hanno portato a termine. Sono incollato al computer a rivedere tutti i momenti memorabili del cammino del Napoli in champions e non solo. Il mio cuore è pieno di gioia graie a questi ragazzi che ci riempiono di orgoglio. Graie per tutto ciò che avete fatto fin quì…………….

  2. Possono lasciare a casa tutti i giocatori che vogliono….. abbiamo dimostrato al mondo intero che siamo il Napoli e cosa sappiamo fare a Napoli !!!! e ora sotto a chi tocca! e andando di pari passo al pensiero presumibile del presidente…non so io preferirei incontrare il barca o al minimo il chelsea o al massimo mourinio e cosi’ vedere e far vedere a tutti di che pasta sono fatti i Napoletani !

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