Calcio: anticipo; Sampdoria-Juventus 0-0

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Quante volte dovra’ mordersi le mani, Mazzarri, per quella punta tanto invocata e mai arrivata? Quante volte sara’ costretto a studiare accorgimenti tattici degni del miglior scacchista per costruire occasioni, regolarmente sprecate? Quante volte saranno obbligati, i tifosi blucerchiati, ad esaltare Cassano nella speranza che, almeno lui, possa riuscire in qualche miracolo? Anche oggi con la Juventus, come gia’ avvenne contro l’Inter, la Samp fa tremare la grande avversaria ma non conquista i tre punti soprattutto per la sua cronica incapacita’ ad andare a segno. I bianconeri, che invece gli attaccanti li hanno, eccome, sembrano adattarsi tacitamente all’intesa di non far male ai portieri e costruiscono poco, concludendo pochissimo. Cosi’ si spiega lo zero a zero nell’anticipo di oggi, uno zero a zero che non ha comunque annoiato il pubblico, e che, soprattutto grazie alle classe di Cassano e Del Piero, alla prestanza atletica di Amauri e all’intelligenza tattica di Palombo (infortunatosi nella ripresa) ha saputo regalare emozioni. Quelli che sono mancati, invece, sono stati i brividi, se non per un palo esterno colpito dal Del Piero al 20′ del primo tempo, a conclusione di una azione che poteva meritare miglior risultato. La paura, per la Juve, e’ arrivata in finale di partita, quando il tecnico blucerchiato Mazzarri ha mandato in campo una seconda (dopo Cassano) punta vera, Bonazzoli, permettendo ai suoi uomini di trovare un assetto di gara piu’ sfacciato. Sono stati sette minuti di assedio, nei quali prima Stankevicius (rimpallato) e poi Dessena (tiro di esterno, parato) hanno fallito la grande occasione. Prima la gara e’ stata a lungo bloccata, tatticamente esasperata. Meglio i bianconeri nella copertura degli spazi; meglio i blucerchiati nella grinta e nella corsa. Gli uomini di Ranieri si sono concessi quasi esclusivamente nel primo tempo quando, piu’ freschi, ordinati e psicologicamente piu’ rilassati, hanno manovrato con maggiore scioltezza, con un centrocampo perfetto nell’impostazione e nelle chiusure. Amauri e Del Piero si sono mossi molto, ma solo sui piedi del secondo sono arrivate alcune occasioni che il capitano non ha saputo trasformare in gol: oltre al palo, una punizione respinta e un paio di conclusioni su uscite avventurose di Mirante, tutte finite alte. La Samp ci ha messo un po’ a carburare, soprattutto in mezzo, in un centrocampo affollato come il metro’ nelle ore di punta, nel quale Palombo, poco supportato da uno spento Sammarco, non riusciva a trovare i tempi giusti, bloccato com’era dalla coppia Sissoko-Nedved. Contratti, nervosi, superconcentrati, i genovesi hanno dovuto lavorare praticamente un tempo per potersi sbloccare, per ritrovare la fluidita’ della manovra, la voglia di provare ad impensierire la blasonata avversaria. Lo hanno fatto nel secondo tempo, quando la Juve e’ calata alla distanza (soprattutto Del Piero) e Ranieri ha scelto di non osare troppo ed ha lasciato in panchina il gioiellino Giovinco. I palloni indirizzati verso la porta sono stati cosi’ solo quelli calciati dai sampdoriani: Cassano, Sammarco, Stakevicius, Dessena. La Juve ha cercato per 90 minuti il gioco in velocita’, ma Palombo e compagni sono stati praticamente sempre perfetti nell’interrompere le azioni, non consentendo agli avversari di verticalizzare a dovere. Bravi nelle chiusure, i blucerchiati hanno invece tremendamente faticato a costruire. Cassano, lasciato costantemente solo in mezzo alle maglie bianconere, si e’ battuto ed ha corso, ha cercato l’assist e la conclusione, ma tutto inutilmente. Delvecchio, chiamato a suo supporto, ha dovuto limitare parecchio il suo raggio d’azione per aiutare il centrocampo. A subirne le conseguenze sono stati soprattutto Sissoko, limitato probabilmente anche dall’osservanza del ramadan, e Camoranesi, mai pericoloso. La gara, nonostante tutto, e’ stata vibrante, combattuta, divertente. A dimostrazione che, come dicevano i vecchi saggi del pallone, non sempre lo zero a zero e’ un risultato noioso.
Fonte: ANSA



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