Il personaggio della settimana: Marcelo Zalayeta

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E’ arrivato al Napoli nell’estate 2007 come un grande regalo del presidente De Laurentiis e Marino ai tifosi azzurri per il ritorno in massima serie. A Napoli ha trovato tutto il calore e la stima che forse gli era mancata alla Juve. A Torino poche apparizioni e poca riconoscenza anche dopo aver regalato qualche soddisfazione ai tifosi bianconeri. Subito amore con la platea partenopea e i suoi fans. Subito nel cuore dei tifosi. Un riferimento in attacco per la squadra, un lottatore, che seppur a volte goffo e lento, combatte per difendere ogni pallone, regalando spesso giocate da grande campione e grande goleador. Dedichiamo a Marcelo Danubio Zalayeta, per i supporters azzurri "Morpheus" la nostra rubrica settimanale. Proprio a lui che, dopo quel 11 marzo, è stato costretto a restare ai margini del terreno di gioco quasi fino a domenica scorsa. Uno scontro in quel Napoli-Roma della scorsa stagione gli costò la rottura del crociato del ginocchio sinistro. Subito tanta la voglia di recuperare e tornare protagonista. Una voglia matta che gli ha permesso, dopo qualche scampagnata estiva in amichevole, di rientrare titolare a Udine. La sua presenza è stata fondamentale. Forse il migliore in campo del clan azzurro, ha lottato tanto fino alla fine. La condizione non era la migliore, il recupero non è ancora ultimato, ma vedere Marcelo terzino, spazzare palloni in avanti durante l’assalto finale dell’Udinese, fa davvero effetto. Segno di attaccamento alla maglia, di voglia di essere importante per questa squadra. Poco importa se la sua presenza in tribuna per la sfida di UEFA, giustificata con un "problemi fisici", abbia sollevato un polverone. Ben venga la collera per non essere stato impiegato. Segnale ancora maggiore di voglia di esserci sempre, soprattutto in un momento storico come il ritorno in Europa del Napoli. La scommessa Denis sembra dare i suoi frutti molto a rilento e l’affidabilità di Zalayeta è appiglio fondamentale per l’attacco di Reja. Timido, introverso, a primo impatto triste e nostalgico, l’uruguayano serba in se voglia di riscatto per i troppi anni passati a margine della ribalta. Adesso Napoli ed il Napoli gli hanno dato una grande possibilità. Il primo anno è stato da favola. La riconferma invocata a gran voce da egli stesso. Non ha voluto lasciare Napoli ed ora, come un grande pittore solo sa fare, dovrà disegnare i successi di questa ambiziosa creatura.
Fabio De Francesco

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