In dieci un pareggio di cuore

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Il Commento di Udinese – Napoli
Il Napoli esce dal Friuli con la porta inviolata, conquistando un pareggio molto importante che dà maggior consapevolezza al gruppo, rinnovato nell’occasione per sette undicesimi rispetto al match di coppa Uefa col Benfica. Il risultato ancor più prezioso se si considera ottenuto in inferiorità numerica per effetto dell’espulsione subita da Santacroce al 27° del secondo tempo che peserà non poco sulla coscienza di Reja, oggi 136 panchine azzurre come Pesaola. L’inizio di gara è lento da entrambe le parti fino a che l’Udinese non scopre i guizzi degli esterni Di Natale e di Sanchez. Il primo con le sue giocate d’anticipo crea subito qualche grattacapo a Santacroce che viene ammonito più che altro per la continuità con la quale commette falli sul Totò nazionale, mentre il secondo fa il furetto sulla destra e mette spesso in crisi Vitale al quale non basta il mestiere ad evitargli il giallo. Questa situazione condiziona fin da subito la tranquillità difensiva della retroguardia azzurra dove comunque Aronica, non scevro da qualche leggerezza, e Rinaudo se la sbrigano in tandem abbastanza bene, spegnendo sul nascere ogni velleità della punta centrale bianconera, Quagliarella. Il match infatti si mantiene su duelli personali, non ultimo quello tra Gargano e D’Agostino che ha il compito di dare geometria e profondità per innescare gli esterni. Una scivolata di Rinaudo innesta invece Di Natale che supera Santacroce, provvidenziale risulta essere il rinvio di Vitale. E’ proprio quest’ultimo la risposta partenopea, il giovane Luigino si scrolla sempre più di dosso la timidezza, impadronitosi ormai dei tempi d’inserimento viene pescato da Gargano in area ma la sua conclusione dà solo l’effetto ottico della rete. Di buono, nel marasma generale, che vive di improvvise folate e capovolgimenti continui di fronte, c’è il ritorno di Zalayeta che tiene bene su la squadra, dialoga e trova la conclusione al 18° , tiro che sorvola di poco la traversa. Ancora una indecisione della retroguardia tra Aronica e Santacroce permette a Di Natale di involarsi verso la porta di Iezzo che, un pò per sua stessa bravura ed un pò meno per quella dell’attaccante udinese, soffoca a terra la palla e sugli spalti del Friuli la gioia del possibile vantaggio bianconero.
La partita diventa vigorosa anche se poco geometrica, gli azzurri incominciano a perdere spesso i duelli personali, Sanchez fa ammattire anche chi raddoppia sul suo lato, crea spesso superiorità della quale al 36° non se ne avvantaggia Di Natale che solo davanti a Iezzo invece di addomesticare la sfera sbaglia clamorosamente un colpo di testa, numero questo che purtroppo non appartiene al suo seppur ben fornito repertorio. Poi è invece Iezzo a neutralizzare una punizione dal limite sempre di Di Natale. Prima del riposo va segnalato un inaspettato coast to coast di Blasi, la cui conclusione non va però ricordata ed infine un altro affondo di Vitale che stavolta pecca forse un pò di egoismo, non serve al centro dove si sbracciano Pià e Zalayeta e tenta la conclusione personale che risulta essere la fotocopia della precedente, ovvero rete esterna. Nella ripresa Reja inserisce fin da subito Denis per Pià perché fiuta la possibilità di ottenere qualcosina in più da questo confronto e già dopo trenta secondi Blasi per farsi perdonare la precedente conclusione riprova il tiro dalla distanza cogliendo stavolta la base del palo alla sinistra di Handanovic il quale al 55° blocca una buona rovesciata di Denis che dimostra un buon impatto con la partita. Poco dopo il quarto d’ora con le squadre di nuovo al piccolo trotto iniziano le correzioni dalle panchine, Marino inserisce Tissone per D’Agostino e Reja fa debuttare il ritrovato Mannini al posto di Vitale, il laterale azzurro capisce subito che su quel lato può sfondare e prova subito una pericolosa penetrazione spenta dal suo ex compagno di squadra Domizzi, oggi bianconero. Pepe entra per Di Natale sul cui lato va ad operare però Sanchez . E’ proprio quello il lato debole del Napoli in quanto Santacroce oggi è in affanno e per di più gravato già da ammonizione, così fatalmente l’azzurro casca in un’imboscata di Domizzi e becca il rosso da Orsato. Questo accade mentre si stavano scaldando da un bel pò sia Cannavaro e Contini, che entrerà comunque poco dopo per Montervino. Inspiegabile è infatti il ritardo col quale Reja non provvede a togliere dal campo l’ex bresciano, così il Napoli rimane in dieci iniziando un calvario che durerà poi fino alla fine. L’Udinese nel tentativo di schiacciare il Napoli nella sua area spinge con tutti i suoi uomini, si accendono una serie di batti e ribatti con rimpalli e rinvii sporchi che minacciano non poco la tranquillità di Iezzo che vede stamparsi sulla traversa un bolide da trenta metri di Inler, poi sorvolare di poco la traversa da una email di Tissone. Il Napoli stenta a risalire nonostante Reja lasci in campo contemporaneamente sia Denis che Zalayeta, il match diventa al cardiopalma, a tratti falloso, ma la misura arbitrale di Orsato è inglese, il pubblico non apprezza perché è il Napoli a trarne vantaggio, ma spinge l’Udinese in un vero e proprio assedio al fortino azzurro, Sanchez in area calcia a botta sicura trovando però Mannini sulla traiettoria, poi ancora Inler a provarci dal limite ma c’è ancora Mannini a ribattere. Il Napoli che rifiata solo nel finale, in pieno recupero quando da una ripartenza nasce una buona possibilità per Zalayeta che poco sopra il dischetto calcia stancamente alto. Si chiude ancora una volta in maniera positiva la trasferta azzurra in terra friulana, il turn over di Reja paga e regala maggiore convinzione al gruppo che senza brillare porta a casa un punto voluto col cuore e difeso coi denti, che fa morale e classifica. Il ciclo terribile continua, tra tre giorni ancora in campo, a Napoli col Palermo, in notturna…
Antonello Greco

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