Un pareggio col sapore della vittoria

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Torna la “zona” Napoli con Cavani che pareggia all’ultimo respiro. Un pareggio che ha il sapore di una vittoria quello raccolto dal Napoli contro l’Atalanta.

Nel disperato assalto finale Cavani ci mette lo zampino e trafigge Consigli raccogliendo il quasi insperato abbraccio di tutti i suoi compagni sotto lo sguardo attonito di tutto lo stadio Azzurri d’Italia che resta improvvisamente ammutolito dopo aver anelato il gusto dolce della vittoria. Ed invece è sfuggito proprio nell’ultimo giro di lancette, sparito come in un gioco di magia, una doccia fredda che ha gelato il sangue di Denis che ha firmato la rete del vantaggio atalantino con una prestazione d’autore che ha sicuramente indotto al rimpianto molti dei suoi ex sostenitori partenopei. Anche Cigarini e Marino, gli altri due ex, hanno visto svanire di botto la loro personale vendetta, ma la favola del calcio la si scrive solo sul campo. Le valutazioni però bisogna farle con ordine per capire la dinamica del match che ha visto partire benissimo gli azzurri, bravi ad occupare gli spazi in campo e a piegare i padroni di casa nella loro metà campo. Per buona mezz’ora non s’era percepito come altre volte l’handicap del turn over cui si è affidato Mazzarri: Fernandez, Zuniga, Dzemaili e Pandev hanno dato rispettivamente respiro ad Aronica, Maggio, Inler e Lavezzi e l’Atalanta che ha fatto fatica ad uscire è stata sovrastata a centrocampo e nella corsia di Zuniga, bravo ad intimidire Peluso.
In mediana Gargano è impressionante per dinamismo, recupera palloni importanti sul temuto folletto atalantino Moralez e raddoppia in ogni zona del campo. Dzemaili invece è smanioso di ben figurare, una smania che finisce per inficiare la sua prestazione condita da una buona occasione capitatagli sui piedi nel finale di prima frazione, peccato che  la sua frettolosa incursione in area lo porta a scomporsi in corsa ed effettuare un tiro del tutto maldestro. Pandev si muove bene e cerca di dialogare con Cavani che continua a macinare chilometri: gol a parte, nel finale è apparso evidentemente esausto. 
atalanta-napoli-2011-2012-02-DenisNella ripresa Colantuono aggiusta il tiro chiamando il raddoppio di Padoin su Zuniga e caricando a dovere il centrocampo nerazzurro, Carmona e Moralez se la intendono molto bene aprendo varchi tra le fila azzurre nei quali in più occasioni prova ad infilarsi Denis che pian piano sale in cattedra e da solo mette in crisi tutta la retroguardia azzurra, sovrastando Cannavaro e superando puntualmente Campagnaro. L’Atalanta prende così la scia del suo uomo più in forma, quel "Tanque" che l’aveva giurata alla sua ex squadra, dopo averla già trafitta l’anno scorso con la maglia dell’Udinese. Gli azzurri non hanno la lucidità necessaria per arginare il pacchetto di mischia bergamasco e va in confusione più d’una volta fino a regalare letteralmente la palla del vantaggio a Denis che quest’anno vede la porta anche dagli spogliatoi.
Eppure pochi minuti prima Mazzarri aveva dato una maglietta al Pocho, rischiandolo nonostante fosse in diffida, proprio per provare a dare una scossa al gruppo, tentare a vincere la partita contro avversari che stasera sembravano avessero più fame. Quella azzurra, come spesso capita quest’anno, rimane riservata ad altra competizione che evidentemente regala quegli stimoli che il campionato attualmente non può dare. C’è ancora tempo per recuperare, con la Champions da giocare ed onorare al meglio non è certo lo scudetto l’obiettivo degli azzurri, ma le tre posizioni di vertice che riaprirebbero le porte del palcoscenico più importante d’Europa. Il recupero di martedì prossimo con la Juve, però, ora assume una valenza più determinante perché il restyling dato da Andrea Agnelli alla “vecchia signora” ha avuto dei riflessi significativi su tutto il campionato ristabilendo quelle gerarchie mortificate con la retrocessione che ha allontanato di fatto la famiglia torinese dalla stanza dai piani alti del calcio nazionale. Sarà una sfida che per essere affrontata al meglio non ha bisogno di stimoli particolari, per gli azzurri la Juve vale una sfida di Champions ma valgono tanto anche i tre punti che permetterebbero ai partenopei di prendere nuovamente la scia alle squadre di testa e portare con decisione il recupero sulle prime della classe approfittando di un calendario che da mercoledì in poi sarà sicuramente più morbido.

 

 

Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.Net

3 Commenti

  1. ……qualcuno aveva dei dubbi ,circa la partita che avremmo visto del napoli , prima e dopo ogni evento in champions …., fino alla nausea mi preme sottolineare che la condizione psicologica agli avversari gliela regaliamo noi , come al solito …….dicendo ( guardate che se premete sull acceleratore poteteve anche vincerla questa partita )…., non è la prima volta …….!!!! il pareggio sa proprio di vittoria ……, nel napoli esiste la formazione titolare ., dopo di che ……. il vuoto piiù assoluto , per quanto riguarda le seconde linee……!!!! per il resto la juve dirà quanto siamo forti in capionato , perchè temo quello che dico da sempre ……., il prestigio della champions .., piùsu possibile …, ma nessun piazzamento in campionato ….., non vorrei che si perdesse sacco e sale…!!!!!!!

  2. Premesso che sono soddisfatto del punto rimediato all’ultimo secondo….ma Vi pare che x vedere giocare il Napoli dobbiamo aspettare di esalare l’ultimo respiro? Sto fatto proprio non lo capisco ! Vorrei sapere che fine ha fatto lucarelli? e non capisco come un pandev si permetti di alzare la testa se viene sostituito !? Mi pare che mazzarri stia perdendo il controllo dello spogliatoio e anche se vado contro corrente a me non me piace come allenatore : non è innovativo non ha il coraggio di proporre qualcosa di diverso

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