Calcio: Esce libro su Gabriele Sandri

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La presentazione del libro di Maurizio Martucci ’11 Novembre 2007. L’uccisione di Gabriele Sandri una giornata buia della Repubblica’ (Sovera pp. 160 euro 11,00) vera’ presentato il 22 settembre in Campidoglio, presenti il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, il Delegato allo Sport del Comune Alessandro Cochi, vari calciatori e la Famiglia Sandri, che ha autorizzato il libro, patrocinato dal Comune. L’11 Novembre 2007, poco dopo le 9 del mattino, lungo l’autostrada Roma-Firenze un giovane romano di 26 anni viene ucciso da un colpo d’arma da fuoco esploso da un agente della Polizia Stradale. Dopo un paio d’ore, si diffonde la notizia della morte di un tifoso di calcio in seguito a scontri tra ultras di opposte fazioni. Seguono rettifiche: si parla anche di colpi di pistola sparati in aria da un poliziotto. In poche ore si genera il caos. I mass media si scatenano per coprire mediaticamente l’evento ed e’ un susseguirsi di dirette TV, dibattiti, edizioni speciali di TG e tavole rotonde. Partite sospese o rinviate, mentre scoppiano scontri e violenze d’ogni genere in varie parti d’Italia. Il libro si apre con la descrizione della vittima, Gabriele Sandri, le sue passioni per la musica e la Lazio, ripercorrendo poi minuziosamente tutti gli accadimenti della giornata, minuto dopo minuto. La ricostruzione del viaggio lungo l’A1 e la dinamica dell’assassinio. L’interpretazione del reato e la sua notiziabilita’ mediatica. L’emergenza sociale: le proteste, le violenze negli stadi e gli scontri nelle piazze. Analisi della gestione della comunicazione di crisi da parte del Ministero dell’Interno e della Questura di Arezzo. L’intervista esclusiva a Cristiano Sandri, fratello della vittima, che racconta per la prima volta il modo in cui i Sandri hanno appreso la notizia dell’omicidio di Gabriele, il modo in cui sono stati prima stretti dalla morsa massmediale e poi lasciati al loro dolore, mentre l’iter giudiziario deve ancora rendere loro giustizia. In appendice, 16 pagine di foto a colori e documenti inediti.

 

fonte:ansa

2 Commenti

  1. ‘Na morte stronza

    A regà ma ‘n do’ annate, che fate
    tornate qua, nun me va de pià legnate!
    Capirai, ciò l’occhi ‘mpastati, nun ho dormito gnente,
    ho fatto tanto tardi pe’ fà divertì la gente.

    Mo me sdraio qua dietro e schiaccio ‘n pisolino
    Come quanno me portava ‘n machina mi padre da rigazzino.
    Dietro fa ‘n po’ freddo, è proprio un grande strazzio
    Che me frega, stasera me ripio, vado a vedè la Lazzio!

    Ma quanto è passato, due, tre ora ar massimo
    ma l’amichi mia ‘ndo stanno, li possino
    Ciò freddo, paura, ma che è …. so’ tutto ‘nsanguinato
    Mammina mia, ‘ndo stai, ma ch’hanno combinato.

    ‘No sparo, le botte, li pianti ‘a polizia?
    E mo’ basta vojo a mi regazza ‘a famia, l’amichi mia!
    Nun ciò più le forze, smetto da lottà
    Me ne vado da ‘sto monno, colmo de stupidità.

    Tranquilli Ma’, Pa’, fratello caro
    vado a stà mejo, Lì nun esiste er baro.
    Passerò la notte insonne pe’ parla’ co’ Dio
    merito ‘n posto bello, je lo chiedo a modo mio.

    Giuseppe Mincuzzi
    (er poeta metropolitano)

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