Lavezzi e Hamsik, è la coppia dei sogni

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ll Pocho: grazie per i cori, ma non paragonatemi a Diego. Per lo slovacco due reti in due gare.  Due gol in due partite, le prime due del campionato, contro Roma e Fiorentina: un piccolo record per Marek Hamsik che ieri ha fatto centro a inizio di ripresa regalando il temporaneo pareggio agli azzurri, prima del gol-vittoria di Maggio. Ha segnato su assist perfetto di Ezequiel Lavezzi il quale s’è divertito a dire che non gl’importa fare gol «mi piace anche regalarli ai miei compagni». I ragazzini terribili del Napoli (23 anni Lavezzi, 21 Hamsik), si sono regalati un altro pomeriggio da campioni, in attesa della serata Uefa contro il Benfica: «Quella di giovedì sarà la partita più importante da quando indosso la maglia del Napoli», ha detto con emozione l’argentino campione olimpico a Pechino. Ha promesso «giocheremo al massimo», ma non s’è sbilanciato in un pronostico per esaltare la gente di Napoli: non ha detto che segnerà, non ha detto che il Napoli vincerà, ma ci crede per davvero perchè l’esperienza europea è troppo bella per non desiderare di viverla fino in fondo. La partita contro la Fiorentina è piaciuta a Lavezzi: «Vittoria importante contro una grande avversaria. I primi tre punti della stagione sono utilissimi e ce li siamo sudati fino in fondo, reagendo dopo essere passati in svantaggio e tenendo a bada una delle squadre destinate a stare al vertice in questo campionato. Dite che ho giocato bene? Io non giudico le mie partite». Hamsik, invece, nonostante le due reti, non ha ancora offerto prestazioni al suo livello standard. È ancora un po’ fuori fase, sembra in leggera difficoltà, e nonostante tutto è già uomo determinante per il Napoli: questo significa che, quando raggiungerà il suo livello standard, Hamsik tornerà inarrestabile, proprio come l’anno scorso, quando ha definitivamente stupito l’Italia, e l’Europa, del calcio. Nell’estate di mercato gli assalti per prendere lo slovacco sono stati numerosi e multimilionari ma Pierpaolo Marino ha resistito: «Hamsik non si tocca. Lui e tutti gli altri giovani, come Lavezzi, rappresentano il nostro futuro». Per la gente di Napoli, Lavezzi è il presente, invece. Ieri, lo stadio dimezzato ha inneggiato all’argentino come nuovo Maradona, ma il ragazzo timido di Villa Gobernador Galvez s’è spaventato: «No, no, per piacere, non potete paragonarmi al grande Diego, io sono solo uno che cerca di fare il possibile. I cori dei tifosi li ho sentiti anche io e mi hanno fatto venire i brividi. A proposito, la vittoria la dedichiamo a quelli che, ingiustamente, sono stati tenuti fuori del San Paolo».

Il Mattino

 



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