Tifo e buon senso: Napoli va rispettata!

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La Prefettura di Napoli avendo bene in mente i precedenti e quali rischi può correre la popolazione in caso di allarme meteo, che sulla nostra penisola sta avendo un carattere straordinariamente eccezionale, ha disposto a ragione il rinvio della partita Napoli-Juve. Ad alcune ore di distanza le condizioni meteo sono migliorate, il campo è del tutto agibile ed in tanti si sono chiesti quanta bontà ci fosse nelle misure precauzionali prese dall’autorità istituzionale.
E’ però partita contestualmente anche la gara dello sparo sulla “Croce Rossa” decisione prefettizia che andava presa in tempo con lo scopo di tutela e prevenzione della popolazione.

Sembra proprio che l’alluvione che ha investito Genova e il levante ligure sia una pratica già archiviata, con le sue vittime scivolata già nel secchio della raccolta differenziata. Il solo ricordo delle immagini di devastazione e disperazione vissute dalla popolazione ligure dovrebbe sollecitare quel buon senso che per l’uomo dovrebbe sempre essere utile e prezioso consigliere.
Ed invece se ne disfa per interessi politici, economici e meramente egoistici, fregandosene dell’interesse sociale.

Il rinvio andava deciso in mattinata proprio per evitare che 60.000 persone si riversassero in quell'area già flagellata da allagamenti e che già contava una vittima proprio per il maltempo.
Una decisione delicata e difficile anche per il ruolo sociale che ha il calcio nel nostro paese, ma che doveva avere i crismi proprio della tempestività affinché si rivelasse efficace, considerati anche i rischi meteorologici annunciati.
Un dettaglio non di poco conto è che lo scenario sia Napoli, un territorio da sempre in emergenza. Non Milano o Torino dove la conformazione geografica e topografica del territorio è totalmente diversa, come diverse sono le vie di accesso e di trasporto alla città ed agli impianti sportivi.

Appaiono, perciò, offensive anche alcune tesi addirittura “complottistiche” pubblicate in rete da alcune testate giornalistiche, che diventano più che altro megafoni per patologici tifosi, retorici e mistificatori. Un giornale, che sia esso sportivo, politico o economico dovrebbe esser gestito con etica sociale, ricordando sempre il ruolo di equilibrio che il mezzo deve avere nei confronti del lettore, di qualunque ceto sociale o di qualunque fede sportiva.

Ma appare, altresì, ancor più fuori luogo la gestione della comunicazione di alcune emittenti sportive che incentrano il core business della loro attività proprio sulle partite di calcio. E’ comprensibile la delusione del conduttore o dei giornalisti che avrebbero dovuto seguire e commentare l’evento, ma quando il linguaggio usato diventa capzioso, tendenzioso e di poco rispetto verso gli organi preposti alla sicurezza ed alla Protezione Civile, diventa inaccettabile. Napoli va rispettata!
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Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.Net

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Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.

5 Commenti

  1. Si forse (ma ripeto forse) è stato meglio così! Peccato soltanto che ho fatto 500 km stamattina x vedere questa partita per poi arrivare a Napoli alle 13 e sapere che era stata rinviata! Vabbè, ho fatto un giro nella vostra meravigliosa città prima di rifarmi gli altri 500 km di ritorno!

  2. Cosa vuoi che siano le condizioni di sicurezza per la giuve, i morti dell’ Heysel sulla coscienza no, perchè coscienza non esiste, solo onore alla “cosanostra”.
    ogni mondo è paese….vergogna!!!!!

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