Calcio: SLA; Dal Monte, sbagliato associarla alla pratica sportiva

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Il Capo del Dipartimento di Fisiologia e Biomeccanica dell’Istituto di Medicina dello Sport del Coni, Antonio Dal Monte, è intervenuto sulle frequenze di Kiss Kiss Napoli, rilasciando alcune dichiarazioni:

“La SLA è una malattia fluida, curiosa ed incomprensibile. Il morbo di Gehrig prende il nome dal noto giocatore americano di baseball morto di sclerosi laterale amiotrofica, ma chissà perché è stata definita la “malattia dei calciatori”. Una delle ragioni per la quale questo morbo colpisce i giocatori di calcio, può forse ravvisarsi nel fatto che questi possono subire microtraumi dovuti ai continui colpi di testa, ma questa motivazione non trova riscontro in alcune osservazioni di carattere pratico: non si capisce, ad esempio, perché i pugili, che subiscono numerosi traumi al capo, non siano affatto colpiti dalla malattia. L’abuso di farmaci anche se leciti? La ricerca non ne viene a capo: la SLA è ancora misteriosa, non se ne conoscono le origini e risulta, a mio avviso, peccaminosa, associarla alla pratica sportiva. Il fatto che alcuni importanti personaggi siano stati colpiti dalla malattia, fa presupporre un legame tra il morbo di Gehrig ed il mondo del calcio, ma in realtà la percentuale dei casi è poco significativa. Si potrebbe, eventualmente, ipotizzare un’eventualità del genere se si riscontrassero 10 casi di SLA nella motonautica od in altre attività sportive con pochi praticanti. Nel calcio, invece, praticato da milioni di sportivi, i casi accertati di SLA risultano essere presenti, dal punto di vista statistico, in percentuali risibili”.

Sullo stesso argomento è intervenuto anche l’ex calciatore del Napoli e della Juventus, Massimo Mauro, con Gianluca Vialli ideatore della “Fondazione Vialli e Mauro”:

“Ho saputo della malattia di Stefano Borgonovo solo un anno fa e gli faccio i complimenti per il coraggio che ha avuto nel mostrarsi in video. Credo che gli ex campioni di calcio ed anche quelli attuali, comprese le società, debbano contribuire alla ricerca sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica, malattia mortale per la quale è stato stanziato soltanto un milione di euro all’anno, frutto peraltro solo di iniziative private. La “Fondazione Vialli e Mauro” ha raccolto circa 800mila euro, quasi interamente destinati alla ricerca sulla SLA. Questa malattia è devastante e la cosa più sconvolgente è che non si sappia davvero nulla della sua origine, del perché colpisca in questo modo”.
Redazione NapoliSoccer.NET
 

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