Non ci resta che fischiare

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“Se lo Stato non mi difende, me ne vado dal calcio”. Ha ragioni da vendere Aurelio De Laurentiis. E hanno ragione da vendere i napoletani, compresi gli ultras, quelli puliti.
Quello che è successo tra Roma e Napoli è grave ma non originale né più grave di altri episodi recenti. Quello che succede nel circuito (o nel cortocircuito) mediatico, nella sicurezza pubblica e nella giustizia sportiva è invece strano e dovrebbe diventare materia di discussione. Sembra che Napoli calamiti tutta l’attenzione di un paese frustrato. Succede a Napoli e tutte le deficienze d’Italia trovano un diversivo di cui discutere.
La monnezza qui è più monnezza che altrove. Il reato è più reato, la violenza è più violenta, gli ultras sono più ultras e pericolosi. Ergo: non dovremmo meravigliarci se, solo qui a Napoli, per gli stessi reati commessi a Roma, Bergamo, Verona o Milano, al tifo organizzato (purtroppo tanto uguale a quello di altre città) verrà vietato l’accesso agli stadi d’Italia per tutto l’anno in via preventiva o se il San Paolo viene chiuso per “legittima suspicione” nei confronti dell’ambiente. Qui sì, altrove no o per lo meno non nella stessa misura. Questo accade ormai da tempo.

Una specie di pensiero unico, che si trasferisce anche nella giustizia sportiva, se è vero che qui ora si rischia anche la squalifica del campo, a dispetto del ben più grave 11 novembre romano, quando frange ultras romaniste e laziali, unite nel disordine, dettero l’assalto al Coni e a tre caserme di polizia, tennero in scacco l’Olimpico, i ponti Milvio e Duca D’Aosta e l’intero quartiere di Tor di Quinto.
Insomma, misero a ferro fuoco mezza città, imitate da violenti bergamaschi e interisti. Roba, se si usassero gli stessi criteri di giudizio, da squalifica a vita. Altro che chiusura della curvetta neroazzurra per la mezzanotte di fuoco bergamasca.
Sia chiaro che qui non si sottovaluta l’ottusità e la pericolosità dei facinorosi partenopei né si chiede clemenza o qualche lasciapassare. Si chiede solo di essere giudicati secondo prassi italiana e non secondo latitudine, con un occhio, se proprio ci si vuole impegnare, alla riforma dello stupido criterio della responsabilità oggettiva, secondo cui una società che fa il proprio dovere sul fronte della sicurezza è la prima a pagar dazio quando i delinquenti decidono di far casino.
E ora attendiamo con trepidazione, visto l’andazzo, le decisioni “oggettive” che verranno prese sulla società, sul patrimonio sportivo e sul San Paolo.
Se le autorità dovessero decidere per il San Paolo vuoto, si creerebbe il paradosso da tempo denunciato: colpire gli innocenti per far intendere ai violenti. Ma cosa? Che la città, lo stadio e la stessa società sono nelle loro mani? Perché di questo si tratta. Produrre incidenti, se mai ce ne fosse l’intenzione, potrebbe diventare un “lavoro”, addirittura una premessa per scalare una società finora in buone mani.
Speriamo nel raziocinio e speriamo che non si colpisca Napoli, approfittando della sua presunta “diversità”, per nascondere altre deficienze o incapacità o solo a scopo dimostrativo (perché il diritto non è mai dimostrativo).
De Laurentiis ha parlato chiaro. E’ giunto, però, il momento che anche i tifosi parlino chiaro al San Paolo. Anzi, fischino chiaro. E non contro gli avversari in mutande e magliette, bensì contro i nostri cretini da stadio vestiti d’azzurro.
Antonio Mango 

9 Commenti

  1. Sono dichiarazioni forti e provocatorie… Ma se un giorno De Laurentis dovesse decidere di lasciare per uno di questi motivi, in quel preciso istante smetto di tifare Napoli!!

  2. Grazie Sig Presidente per queste sue parole che finalmente rispecchiano il nostro modo di pensare.Io sono il primo che condanno tutti i tipi di violenza,ma vorrei capire perchè ogni volta che si deve voltare pagina si deve iniziare sempre da Napoli.Lo hanno fatto quando siamo ripartiti dalla serie C grazie al Sig Carraro (e poi dopo si è visto di che pane mangiava),ma quante multe ha pagato la società per gli striscioni(sic).L’anno scorso a Bergamo i tifosi decisero che non bisognava giocare ma mai nessuno ha pensato divoltare pagina.Forza presidente ,saremo con lei fino alla fine.Un tifoso del Napoli tranquillo……

  3. questa e la realta di napoli pochi deficienti o rigetti di societa la legge cari minstri che non valete un fico secco la dovete far rispettare dovete punire i colpevoli e non quei pochi inprenditoriche vogliono investire nel creare qualcosa di positivo nella nostra citta e poi napoli quando ti stancherai di essere sottomessa da criminali? forza napoli

  4. Fino a quando non saranno fatte delle leggi serie ma soprattutto che funzionano allora qui è solo fiato sprecato……si cari signori…..perchè in Italia le leggi che funzionano bene poi finiscono per essere abolite…e siamo al punto di partenza!
    Abbiamo questo problema in Italia da anni…..ma si parla solo….di fatti niente!….Eppure ste cose succedono anche in altri paesi….!.Si..si..nel terzo mondo!

  5. SIGNORI VI SIETE CHIESTI SE QUESTO FOSSE CAPITATO AGLI ULTRAS DEL MILAN?….BERLUSCONI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E PRESIDENTE DEL MILAN…..MARONI MINISTRO DELL’INTERNO E STRATIFOSO DEL MILAN…CONCLUSIONI SE LA SAREBBERO CAVATA CON UNA MULTARELLA E UNA SQUALIFICA DEL CAMPO…E QUESTA E L’ITALIA..W LE REGOLE DELLA DEMOCRAZIA

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