Sul treno c’erano 800 pregiudicati, finito il lavoro degli Ispettori

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Circa ottocento dei tremila ultra’ del Napoli che domenica scorsa hanno seguito la squadra nella trasferta a Roma rendendosi protagonisti degli incidenti sul convoglio e alla stazione, risultano denunciati in passato per vari reati dalle forze dell’ordine. Dal prosieguo delle indagini degli investigatori della Digos di Napoli, che hanno concluso gli accertamenti su tutti gli acquirenti napoletani dei biglietti per lo stadio (identificati al momento dell’acquisto) arriva la conferma di quello che i poliziotti ripetono da ieri: tra i tifosi c’erano diversi soggetti molto pericolosi. E non e’ un caso che il ministro dell’Interno Roberto Maroni abbia ripetuto anche oggi che gli episodi sono stati determinati da ”criminalita’ organizzata e non da tifoseria organizzata” e per questo di ”aver proposto il reato di associazione a delinquere”. Ma il ministro ha anche riconfermato la piena fiducia al capo della polizia Antonio Manganelli. ”La parola definitiva” su quanto accaduto, ha scandito, ”l’ha detta il capo della Polizia che parla a nome del Viminale: il ministro dell’Interno e’ d’accordo al 110 per cento con lui”. E con ”l’ottimo capo della polizia” e’ d’accordo anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che oggi ha convocato una conferenza stampa per spegnere le polemiche seguite alle sue dichiarazioni di ieri. ”Da parte nostra c’e’ sempre stata una perdurante e coerente vicinanza alle forze dell’ordine. Veltroni si vergogni e si scusi”. Gli uomini della Digos napoletana intanto, hanno accertato nel corso dei controlli ai terminali sui precedenti dei supporter che hanno partecipato alla trasferta romana, che ottocento persone su tremila sono state una o piu’ volte denunciate dalle forze dell’ordine. Praticamente uno su quattro di quelli che era sul treno. Di questi circa la meta’ sono stati coinvolti in vicende legate al consumo, allo spaccio e al traffico di sostanze stupefacenti. Ma sono emersi anche reati diversi, soprattutto contro il patrimonio, come rapine e furti, nonche’ lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e altri illeciti minori. Un esiguo numero di tifosi risultano segnalati anche per associazione per delinquere, mentre un paio soltanto sono stati accusati di associazione camorristica. Circa quattrocento risultano infine collegati a gruppi della tifoseria organizzata, mentre l’altra meta’ sarebbe costituita da cosiddetti ”cani sciolti”. L’attivita’ di monitoraggio sui possessori dei biglietti sara’ inserita nella informativa sugli incidenti di domenica scorsa che il dirigente della Digos di Napoli, il vicequestore Antonio Sbordone, trasmettera’ nei prossimi giorni alla procura della Repubblica. L’inchiesta e’ stata affidata al pm della Direzione distrettuale antimafia Antonio Ardituro che negli ultimi anni e’ stato titolare delle indagini sugli ultra’ del tifo azzurro e sulle connessioni con gli ambienti criminali. A quanto si e’ appreso, i telefoni di diversi ultra’ coinvolti negli incidenti di domenica erano sotto controllo, una disposizione adottata dai magistrati della procura di Napoli nell’ambito di inchieste avviate lo scorso anno. Dalle conversazioni non sarebbero emerse tuttavia, negli ultimi giorni, elementi ritenuti significativi per lo sviluppo delle indagini. Oggi intanto sono giunti da Roma esperti della polizia scientifica e dello Sco (il Servizio centrale operativo della polizia) per affiancare gli investigatori napoletani nell’attivita’ di indagine, concentrata in particolare sull’esame delle foto e dei filmati nelle stazioni delle due citta’ nonche’ all’interno e fuori lo stadio Olimpico. Si sospetta, tra l’altro, che tra i facinorosi vi fossero anche alcuni dei protagonisti degli scontri avvenuti a gennaio scorso nel quartiere napoletano di Pianura durante le manifestazioni contro l’apertura della discarica per i rifiuti. Si e’ conclusa intanto l’ispezione disposta dal ministro Maroni. Gli inviati del Viminale hanno avuto una serie di incontri con dirigenti della questura e della prefettura di Napoli. Un’attivita’ avviata per verificare se i due enti abbiano messo in atto ogni presupposto per una regolare partenza dei tifosi napoletani. I risultati dell’indagine affidata al capo ispettore dei prefetti e al capo ispettore della polizia di stato – secondo quanto si e’ appreso – sarebbero positivi: prefettura e questura non avrebbero potuto fare altro, oltre quello che e’ stato fatto domenica scorsa. In particolare, il questore Antonino Puglisi avrebbe ricordato di aver avvertito piu’ volte con note scritte il Viminale del fatto che la tifoseria partenopea era decisa a partire in massa alla volta di Roma e dopo aver verificato che oltre 3 mila biglietti nominali erano stati venduti, ha chiesto a Trenitalia, se non treni speciali, almeno un numero superiore di vagoni. Che pero’ non ha ottenuto. Anche il prefetto di Napoli Alessandro Pansa, sempre secondo quanto si e’ appreso, avrebbe consegnato agli ispettori tutta la documentazione relativa alel decisioni prese tra sabato e domenica e ricordato che il suo vicario ha firmato l’ordinanza per far partire il treno, dopo essersi consultato sia con il questore sia con il Viminale.
Redazione NapoliSoccer.NET – Fonte: ANSA

3 Commenti

  1. ma per quanto tempo ancora volete prenderci per il culo…800 pregiudicati. e tutta la polizia che c’era in stazione, con in testa il questore, non è stata capace di identificarne nemmeno uno. ma a chi volete incantare. bugiardi ! il G8 di genova non ha cambiato proprio niente. AVANTI ULTRAS !

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