Il Napoli ed il mal di trasferta

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Ci risiamo, nuova trasferta, nuova sconfitta. Sempre la solita musica ormai lontano dal San Paolo, ennesima disfatta figlia di un gioco rinunciatario, sparagnigno e di una difesa colabrodo incapace di attuare degnamente la trappola del fuorigioco. Una prestazione a dir poco inconcludente, che rispecchia le idee tattiche di un allenatore assolutamente incapace di dare un gioco continuo ad una squadra, nonostante tale mister guidi questa questa squadra ormai da oltre 3 anni e mezzo. Il tanto invocato cambio di modulo è stato ancora una volta rimandato e lasciato solo sulla bocca dei tifosi che nel fantasticare il possibile schieramento anti-Samp si sono dovuti subire l’ennesima doccia fredda stagionale, la settima fuori casa. Il continuo schierare fuori ruolo calciatori abituati a fare tutt’altro in campo probabilmente ha fatto la sua parte, ma questo non giustifica appieno il modo di interpretare una gara così delicata da un allenatore pluricriticato dalla maggior parte della piazza napoletana. Probabilmente la troppa prudenza messa in campo doveva fruttare quel pareggio tanto sperato da mister Reja, cosa che puntualmente non è accaduta come già nella maggior parte delle precedenti partite esterne. Il ruolino esterno del Napoli è il peggiore insieme a quello del Cagliari ultimo in classifica, 6 soli punti conquistati, la miseria di una sola vittoria ad inizio stagione, e 3 pareggi,con Empoli, Siena e Roma. Se questo modulo, eccessivamente prudente, produce questi risultati, è davvero giunto il momento di metterlo in soffitta e spolverare il carattere offensivo che il Signor Reja si è tanto vantato di prediligere in passato. Nonostante tutto, l’unica nota positiva la merita il buon Santacroce, destreggiatosi come un veterano al cospetto dei sui 21 anni, e soprattutto giocando sempre la palla evitando di buttarla inutilmente. Domenica, sperando che l’emergenza difesa possa rientrare del tutto, contro l’Empoli ci attende una prestazione maiuscola e d’orgoglio, fondamentale per agguantare la matematica salvezza il prima possibile a danno delle dirette avversarie. Se alla matematica salvezza mancano 15 punti, sono queste le partite da vincere per colmare questo divario, in attesa di far punti in trasferta, che prima o poi arriveranno (si spera).

Rubrica di Stefano Perna



1 COMMENTO

  1. ma la vogliamo smettere? il mister reja non sarà capello o lippi ma ha dalla sua parte i risultati? quanti hanno fatto quello che ha fatto lui? e soprattutto quanti a napoli?non ha dato un gioco? forse, ma io ricordo delle belle prestazioni contro tante big e non solo (samp all’andata, udine, ecc)…il nostro obiettivo con una squadra potenzialmente ottima ma inesperta è solo la salvezza e, per ora, siamo a +8 sulla terzultima…non facciamoci del male perchè basta poco per rovinare tutto…

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