Violenza nel calcio, oramai è scontro politico

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Si attende da un momento all’altro la decisione del Viminale sul giro di vite contro il calcio violento, ma e’ gia’ alta la polemica politica. Veltroni attacca il governo, dichiarando che la "scarcerazione dei responsabili dei gravi incidenti prima e dopo la partita Roma-Napoli e’ un fatto gravissimo e un segnale pesantemente negativo". Il governo, secondo il segretario del Pd, e’ "duro con quelli che non votano come gli immigrati e deboli con quelli che votano", come i teppisti autori delle devastazioni di domenica. Con lui Antonio Di Pietro, segretario Italia dei Valori, che avrebbe "tenuto in galera i teppisti gli ultra’ napoletani, senza con questo criticare l’operato dei giudici". "Patetica demagogia" quella dell’opposizione secondo il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che si chiede perche’ per le scarcerazioni "facili degli ultra’ violenti Veltroni non se la prende con la magistratura? La colpa e’ loro". Gasparri promette poi "tolleranza zero contro qualsiasi illegalita’" cosi’ come Roberto Rao, membro Udc della Commissione Giustizia della Camera. Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, parla di "grande confusione di Veltroni, che dimentica che i teppisti del calcio li ha scarcerati la magistratura, che c’entra il governo?". Il segretario nazionale dell’Associazione nazionale funzionari di polizia, Enzo Marco Letizia, suggerisce al governo di intervenire in sede legislativa con una "normativa di prevenzione e sicurezza che consenta di controllare, avviare e mantenere in campi di lavoro le persone pericolose". Unanime la condanna del mondo dello sport. Marcello Lippi, ct della nazionale, teme che a pagare ora "saranno i tifosi corretti che sono la maggioranza". Giancarlo Abete, presidente della Figc, parla di "deliquenti che nulla a che vedere hanno con le partite di calcio" ma si dice contrario alla decisione di chiudere gli stadi. Per il presidente della Lazio, Claudio Lotito "il fenomeno va debellato con una prevenzione assoluta e la certezza della pena. Questi individui vanno puniti in forma dura. Adesso – prosegue Lotito – esiste la logica del branco: sono tutti giovani dai 14 ai 18 anni, cui si uniscono persone in cerca di visibilita’". Per Lotito, infine, se si desse la possibilita’ alle societa’ di creare impianti propri, "lo stadio diventerebbe la casa del tifo autentico, quello che emargina i facinorosi". Il popolare cantante napoletano Nino D’Angelo invece denuncia che "troppo spesso si confonde la parola ultra’, che e’ calcio con sentimento, con quella di teppista. Le cose brutte – conclude D’Angelo – si vedono di piu’, come per i rifiuti".
Redazione NapoliSoccer.NET – Fonte:  AGI

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