Per Napoli e Bayern è oktoberfest

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Gargano e Lavezzi si voltano e si guardano negli occhi quando sul finale dell’inno iniziale d’ogni sfida della manifestazione continentale il San Paolo rimarca in coro con un boato la parola Champions. Sono brividi per chi studia da grande e per coloro che apprezzano il privilegio di vivere l’eccitazione di una serata come questa. Nuovo record assoluto d’incasso per l’impianto di Fuorigrotta che rievoca una sfida d’altri tempi, oltre sessantamila le presenze colme di aspettative e grande rispetto per i “signori del calcio” così definiti dal presidente De Laurentiis.

Ma alla prima azione dei bavaresi, al primo vero affondo il Napoli s’addormenta, Kroos trova lo spazio giusto per l’inserimento e porta in vantaggio i tedeschi. Si sviluppa col copione più difficile la rincorsa degli azzurri sul Bayern diligente in fase di possesso e che non ha nessuna intenzione di accelerare i tempi. Il Napoli è bravo a non perdere la testa a giocare senza mai perdere calma nè le misure tra i reparti, cercando di sfondare per le corsie laterali dove la catena messa su da Campagnaro e Maggio crea qualche grattacapo di troppo all’esperto capitano bavarese Lahm in cui soccorso si presta con buon automatismo Ribery. Gli ospiti, però, se da una parte cercano di addormentare la partita poi improvvisamente sono altrettanto bravi ad accendere le folate di Muller sulle quali la difesa partenopea si fa trovare più di una volta impreparata e Gomez trova spazi nei quali s’incunea e rischia di far male. Sono trentasei minuti che scorrono tra timidezza e fraseggi, di tentativi e di allunghi nei quali Cavani e Lavezzi però non riescono mai a pungere per riequilibrare le sorti, ma il pareggio arriva grazie a Maggio che aggredisce bene lo spazio e complice una decisiva deviazione di Badstuber termina dopo 1147 minuti l’imbattibilità di Neuer nel boato del San Paolo.

La ripresa inizia col refrain del primo tempo, dopo circa due minuti l’arbitro assegna ai bavaresi un calcio di rigore perché ravvisa un fallo di mani in area di capitan Cannavaro. I tedeschi però non cantano “uber alles” perché De Sanctis ipnotizza Gomez e neutralizza la massima punizione tra gli abbracci dei suoi compagni. Gli ospiti non ci stanno e tentano il tutto per tutto chiudendo il Napoli nella sua metà campo, complice un perfetto fraseggio in fase di possesso che ha il solo risultato di produrre una serie di calci piazzati. E’ proprio da questi che il Napoli mostra maggior sofferenza accusando la prestanza fisica di Gomez ed i centimetri di Van Boyten. Nel frattempo gli azzurri non riescono a ripartire, non si vedono idee a centrocampo anche per il buon lavoro e l’aggressività sull’uomo bavarese, Lavezzi e Cavani non sono ispirati, sui loro piedi capitano due buone occasioni ma l’ultimo tocco non è mai quello buono. Giù di corda anche l’ultimo dei tre tenori, Hamsik non riesce a dare quel valore aggiunto per aprire con i suoi inserimenti la difesa avversaria. Il solo Maggio non può bastare, bravo a spingere con continuità e grande efficacia ma la coralità contro un’avversaria ben organizzata come il Bayern è un’opzione vista solo a sprazzi.

Finisce con un pareggio che sta bene ad entrambe le squadre con i tedeschi a dieci dal temine finiscono la birra e rinunciano ad offendere. Il Napoli, forse non pago, ma consapevole del valore del pareggio con un po’ per timidezza molla il boccale e accompagna fino al triplice fischio l’esito del match.

Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.Net
 

 

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Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.

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