Niente paura!

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Luciano Ligabue ne sa qualcosa, ha giocato a calcio nella nazionale cantanti ed ha dedicato al calcio, con Lele Oriali protagonista, una bellissima canzone che invita a giocare generosi, stando sempre lì nel mezzo, lavorando sui polmoni … e casomai vinci anche i mondiali. “Niente paura, ci pensa la vita…” è sempre lui a cantarla, un inno che accende come un fuoco improvviso la fiducia verso la vita.

E così che gli azzurri dovranno affrontare gli avversari, provando a scardinare la graniticità teutonica, facendo leva nei suoi punti deboli, tutti ne hanno, cercando di innescare la dinamicità che su tutto il fronte d’attacco sa regalare Cavani in versione continentale e l’imprevedibilità del “pocho” Lavezzi: pochi tocchi e palla in profondità per mettere in difficoltà la notevole stazza dei centrali Van Buyten e Badstuber. Se venisse confermato il consueto modulo 4-2-3-1 con cui Jupp Heynckes schiera la sua squadra, Mazzarri proverebbe ad approfittare degli spazi che offrirebbero le fasce, aggredendo i meccanismi di chiusura bavaresi, potrebbe schierare sulla fascia sinistra il brevilineo Zuniga in appoggio a Lavezzi che avrebbe così modo di rubare con più facilità il tempo ed il passo ai 192 centimetri offerti da Jerome Boateng, (fratello di Kevin-Prince milanista), che con molte probabilità sarà schierato sulla fascia destra.

Mazzarri ed i suoi collaboratori sanno che il Bayern può contare su un formidabile collettivo nel quale spiccano le doti di Schweinsteiger, capace come pochi a rubar palla e ripartire; di Ribéry, classe cristallina che non ha bisogno di presentazioni; di Gomez, una punta moderna che calcia indistintamente con tutti e due piedi; di Muller prodotto del vivaio bavarese dotato di gran tecnica ed ottime capacità realizzative. Il tutto è condito dal particolare felice momento che sta attraversando il portiere Neuer, arrivato quest’anno dallo Schalke 04, imbattuto da 1108 minuti, in pratica da 11 partite consecutive, record di tutto rispetto ma che proprio per la legge dei grandi numeri il San Paolo potrebbe essergli fatale. Giocano compatti, tenendo le linee vicine, usano bene le fasce e praticano brucianti verticalizzazioni portando un costante pressing sui portatori di palla avversari.

L’approccio mentale alla gara sarà determinante, una squadra come il Bayern Monaco va affrontata senza paura, ma col rispetto che si deve ad ogni sfida di Champions, ogni partita una finale, consapevoli dei propri mezzi, consapevoli che nel calcio nessuno è invincibile, perché nonostante tutte le evoluzioni tecniche, tattiche e regolamentari la palla è rimasta ancora rotonda.

Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.Net



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