Al Napoli non bastano cuore e grinta contro un Genoa in 9

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Il Commento di Genoa – Napoli 
Se qualcuno s’aspettava di vedere un Napoli ridimensionato dalla sconfitta subita a Lisbona quel qualcuno si sarà dovuto ricredere dopo soli 26 secondi di gioco, tanti ne sono bastati a Lavezzi per incunearsi tra Biava e Criscito e gonfiare la rete alle spalle di Rubinho, portando momentaneamente gli azzurri in testa alla classifica. Il Genoa s’è dovuto subito rimboccare le maniche e far sentire la sua forte pressione portata dalle fasce con Sculli e Palladino, il Napoli dal canto suo in queste situazioni ama abbassarsi e ripartire in velocità. La cosa è spesso riuscita sfruttando la naturale rapidità di Lavezzi che al 17° è fermato con la mano al limite dell’area da Criscito, poi è ancora Gargano al 24° a servire Denis con un morbido tocco sul quale il Tanque batte di testa a colpo sicuro, ma Rubinho è straordinario a distendersi sulla sua sinistra e sventare un gol che sembrava già fatto ed infine al 30° ancora Lavezzi a servire Denis che si lascia rimbalzare la sfera per poi colpirla al volo, ma incredibilmente spara alto solo davanti a Rubinho. E’ qui che s’interrompe di fatto la vitalità del Napoli, incapace di sfruttare le occasioni per chiudere definitivamente la partita. E’ qui che vengono fuori i limiti di Reja che di fronte alla continua e giustificata pressione rossoblù non riesce ad impartire quei correttivi tattici onde evitare gli sbandamenti eccessivi cui la difesa azzurra è soggetta. In questo gioco ne fanno le spese Hamsik, che non riesce ad esprimersi come sa fare in chiave interdizionale, e Mannini che si mantiene troppo basso per dover tenere a freno il dirimpettaio Mesto. Il campanello d’allarme si fa sentire al 41° quando Milito servito in profondità brucia Rinaudo sullo scatto ed infila Gianello, solo che il guardalinee legge la posizione dell’argentino in offside. Il pareggio è nell’aria e si concretizza tre minuti dopo quando Papastathopoulos riceve e si gira bruciando sul tempo Santacroce per poi incrociare di sinistro infilando Gianello, tardivo nella chiusura e per questo non scevro da qualche responsabilità. Al Napoli in questa fase è mancato il ragionamento, il passo di gara e la fase di possesso, dimostrando di non avere apprezzabili alternative rispetto al solito lancio lungo alla ricerca di Denis o Lavezzi. Il Genoa invece si è affidato prevalentemente ad una manovra corale, accerchiante dalle fasce dove operavano Sculli e Palladino per poi cercare la finalizzazione del “Principe” Milito. Nel tentativo di dare più solidità alla difesa Reja in avvio di ripresa inserisce Contini per Santacroce, peraltro già ammonito ed in affanno sul suo lato dove và a posizionarsi poi Aronica, ma di fatto l’eccessivo uso del turn over lì dietro lascia evidenti tracce di una mancanza di sincronismo, laddove in un modo o nell’altro la presenza di Blasi, oggi in panca, ha sempre garantito filtro e muscoli. Il Genoa, che per mentalità è squadra aggressiva, poco votata a difendersi come dimostrano i risultati ottenuti fuori casa, guadagna sempre più campo e raccoglie i meritati frutti andando in vantaggio al 52° con Palladino che insacca raso al palo, grazie al tocco liberatorio di uno scatenato Milito, sul quale è vano il tentativo di contenimento di Rinaudo. La partita potrebbe girare bene per gli azzurri perché al 55° una chiara occasione da gol portata da Lavezzi con una incontenibile serpentina fin dalla mediana viene interrotta al limite da Rossi al quale Dondarini mostra il rosso, così col Genoa in 10 Reja cerca le dovute correzioni tattiche inserendo Montervino per il fischiatissimo (ex blucerchiato) Maggio e Pià per Pazienza. I risultati non danno però ragione al tecnico goriziano che vede la sua squadra ancora subire la verve di Milito, partita di gran tecnica e cuore la sua, tant’è che prima al 72° manda un avviso, quando devia la sfera verso la porta di Gianello subendo poi la deviazione in angolo di Rinaudo, e poi un minuto dopo non perdona quando sotto misura raccoglie un perfetto invito di Juric e di testa fulmina sul tempo ancora una volta il diretto avversario e poi Gianello. Il 3-1 scuote il Napoli che non vuole dar segni di resa e più per veemenza fisica che per ordine tecnico accorcia le distanze grazie Denis che raccoglie il suggerimento di Maggio si libera di Biava ed insacca dove Rubinho non può arrivare. Poi all’83° Rinaudo fa da torre per Montervino che a botta sicura spara verso lo specchio della porta solo che trova in traiettoria la testa di Criscito. Non finiscono qui i colpi di scena di una partita palpitante per intensità, bellissima per spettacolarità e generosa in termini di reti, perché il Genoa allo scadere resta addirittura in nove per effetto del fallo su Lavezzi di Papastathopoulos sul quale Dondarini non può che sventolare al greco il secondo giallo e quindi il rosso, così il Napoli cerca un rimedio alla prima sconfitta in campionato gettando il cuore oltre l’ostacolo ed al 93° Denis interpreta bene l’incornata verso il sette alla destra di Rubinho, il portiere brasiliano del Genoa incredibilmente trova lo slancio per andare ad impattare la sfera con la punta delle dita e salvare definitivamente il risultato. Per il Napoli si materializza così la prima sconfitta in campionato, una sconfitta sulla quale ci sarebbe tutto e niente da dire, perché se da una parte il Genoa è stato più concreto e cinico, dall’altra il Napoli, con gara immediatamente in discesa, ha un bel pò da recriminare per non aver subito chiuso il match nella prima mezz’ora di gioco, quando la verve di Lavezzi e la puntualità di Denis avrebbero potuto fare la differenza. Poi man mano persa la lucidità e con essa la possibilità di leggere meglio la manovra, ha gettato alle ortiche la possibilità di vincere ed andare in testa alla classifica. Una squadra dall’immenso potenziale che non riesce ad esprimersi come dovrebbe, una rosa che non dà più alibi a Reja per sua stessa ammissione, ma nella quale oggi ha impressionato comunque, oltre all’esplosività di Lavezzi, Gargano: sembra avere un cuore doppio racchiuso in quattro polmoni supportati da otto gambe da motorino perpetuo… un polipo rubapalloni in pratica. Rimane da ottimizzare il tutto, perchè
Reja, infatti, non è sembrato più lucido dei suoi ragazzi, forse paga interiormente ancora la schermaglia di Lisbona che lo ha visto attore insieme a Lavezzi, oggi a tratti devastante ma al quale il tecnico non riesce a trovargli una posizione fluida affinché il Pocho possa rimanere sempre nel vivo della manovra azzurra, evitandogli inutili quanto costosi abbassamenti. Nè in realtà sono apparsi efficaci i cambi effettuati, Pià, non lo scopriamo oggi, risulta evanescente, poco convincente quanto inutile, invece, l’inserimento di Montervino, meglio sarebbe stato tentare la carta Zalayeta con Denis. Se però la sconfitta col Benfica era un indizio quella di oggi si rivela di fatto una prova, che non concede alibi al fatto che qualcosa nel meccanismo cerebrale di alcuni si è rotta e la lacunosa quanto ostinata ricerca del turn over, potrebbe essere la causa, perchè se è vero che Reja ha due elementi per ruolo è altrettanto vero che esistono tra le varie coppie differenze tecniche notevoli che in serie A spesso fanno la differenza, e non sempre a tuo favore. Perciò, quando si vince tutto bene, ma quando si perde, magari a bocce ferme, è giusto fare analisi, serie, approfondite ed equilibrate, per poi ripartire più compatti di prima, perchè nel prossimo turno casalingo ci attende una Juve ferita in quanto affondata oggi al Comunale dal grintoso Palermo di Ballardini. Uno per tutti e tutti per uno!
Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.Net

4 Commenti

  1. Non capisco perchè dai commenti emersi in altri articoli:
    -Giannello improvvisamente sia diventato un brocco…Secondo me è un ottimo portiere e Reja fa bene a utilizzarlo (anzi a me Navarro contro il Benfica all’andata non mi era proprio piaciuto; l’avevo trovato non molto sicuro su alcune parate)
    -non sia piaciuto lo scambio Santacroce – Contini (Santacroce era un po’ troppo “caldo” e strepitava alla “Blasi”. Secondo me Reja ha fatto benissimo)

    Se proprio devo dire qualcosa è su Pazienza che non mi piace proprio, non dà solidità e non capisco perchè Reja si ostini a metterlo in campo dal 1° minuto.
    Comunque FORZA NAPOLI! Sempre

  2. Carissimi fratelli partenopei, vorrei mettere i puntini sulle i: Gianello non è esente da colpe sul primo gol (non si è allungato a sufficienza, Iezzo ci sarebbe arrivato) e sul terzo gol (riguardatelo attentamente: c’era il tempo per l’uscita ed invece se n’è rimasto imbabolato tra i pali). Detto questo anche la difesa su tutti e tre i gol di ieri ha lasciato fare agli avversari quello che volevano. E pensare che con un pò più di fortuna e senza quegli incredibili errori arbitrali, avremmo almeno pareggiato. Il Pocho ha dimostrato che è in forma strepitosa (gravissimo errore toglierlo a Lisbona), Denis sta aggiustando sempre più la mira e Gargano è uomo ovunque. Altro appunto negativo: vedo Hasmik un pò in calo, ma forse è anche fisiologico. Ieri ero incazzato nero, perchè non meritavamo una sconfitta del genere, ma oggi guardo avanti e dico: abbiamo una grande possibilità di rifarci alla prossima con la Juve. E con una prova d’orgoglio, saliremmo di nuovo in alto e smaltiremmo le sbornie delle ultime due partite.
    Forza ragazzi, forza azzurri, sempre e comunque con VOI!!!!!!!!

  3. NAPOLIDIPENDENTE SE ABBIAMO PERSO IL RESPONSABILE è GIANNELLO NN HA MAI DATO SICUREZZA ALLA DIFESA E TRA LUI E NAVARRO SCELGO NAVARRO AD OKKI KIUSI…..ANKE XKè CON IL BENFICA FUORI CASA GIANNELLO HA FATTO I SUOI ERRORI SPECIE SUL PRIMO GOAL PRESO SUL SUO PALO…ABBIAMO PERSO CON IL GENOA XKè LORO A DIFFERENZA NOSTRA HANNO UN PORTIERE

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