Mazzarri, la crescita ed il bisogno di vincere

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mazzarri-12-02-2011

 

Non eravamo campioni ieri, nè brocchi oggi, ma c’è una via di mezzo, una ragione, una verità da leggere senza falsi pudori. Al di la degli episodi il Napoli paga una certa inesperienza che non consente di giocare con una certa continuità a determinati livelli. L’ombra di Hamsik o la stanchezza di Cavani non sono l’alibi perfetto dietro il quale nascondersi perché quasi tutti i panchinari azzurri non avrebbero avuto difficoltà a trovar posto in questo Parma, Cristiano Lucarelli compreso, visto che i ducali sono stati per qualche anno i “proprietari” delle sue prestazioni.

LA CRESCITA – Gli ottimi risultati in Champions e la contemporanea vittoria contro le big milanesi nel campionato nostrano sono il sinonimo di una grande crescita, rappresentano sicuramente una dimostrazione delle grandi potenzialità raggiunte in questi ultimi due anni dalla squadra, che sotto la guida di Mazzarri non ha mai interrotto il continuo processo di maturazione cominciato nell’ottobre di due anni fa. Da Dimaro in su, poi, con il solo innesto di Inler tra i titolari, ha ottenuto performance del tutto inaspettate, uno stacco che ha impressionato sia in Italia che all’estero, parola di Ranieri, di Mancini e di Garrido. Non bisogna neanche dimenticare che già alcuni mesi fa la stampa inglese accese i suoi riflettori sul gioco degli azzurri, così come Pep Guardiola, l’allenatore degli extraterrestri del Barça si è personalmente interessato alla tattica di Walterone. Ma Campionato e Champions sono un fardello ancora pesante per questi ragazzi. I più tecnici, quelli che hanno ancora notevoli margini di crescita sono ancora relativamente giovani rispetto alla maturità media di un calciatore ed essendosi affacciati da poco sulla ribalta del calcio conta, quello che fa vetrina, quello giocato a certi livelli, la completa maturazione generale è ancor tutta da vedere.

MAZZARRI – Contestualmente, però, va detto che, oltre le salutari sconfitte, si matura conseguendo i buoni risultati e per questo il Napoli ha bisogno vincere, magari elevando maggiormente il tasso tecnico in qualche ruolo specifico e della rosa più in generale. Così come anche Mazzarri deve continuare il suo progetto personale di crescita tecnica e trovare adeguate soluzioni tattiche per ottimizzare al massimo il rendimento della sua fuoriserie. Bisognerebbe individuare gli uomini giusti quali più perfetti interpreti di un progetto coerente alle necessità immediate, che riescano a contribuire ad un'idea di gioco un pò più completa, più universale. Non si può giocare in un solo modo: se le avversarie hanno un buon stratega in panchina, se ti chiudono le fasce, se ti marcano a uomo e se creano densità in mezzo al campo non è che il calcio finisca qui. Per Mazzarri, forse, sì, svilendo il calcio alla sola questione arbitrale. Il fischietto bergamasco Mazzoleni ha indubbiamente condotto la gara in maniera opinabile, ma di fronte, il Napoli, che giocava in casa, aveva pur sempre il Parma, mica la Juve degli Agnelli.
Caro Walter, così rischi di fare ancora la figura del piagnone … e con te tutta Napoli. 
 

 

 

Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.Net
(riproduzione riservata)

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Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.

5 Commenti

  1. Anche l’anno scorso faticammo in casa all’inizio del campionato (ricordo le sconfitte con chievo e milan), però poi la situazione volse al meglio e tutti sappiamo com’è andata a finire. Ora ci godiamo tutti la musichetta della champions, e scusarte se è poco.
    Ho sempre molta fiducia nella squadra e nella società e non sarà certo una partita persa a farmi cambiare idea. Anche perchè non ho visto dei giocatori in disfatta. Il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto.

  2. perchè quando si perde tutti addosso al Presidente e/o all’allenatore? La Roma per Bojan che certo non è un Etoo ha speso circa 12 milioni e 24 o 28 ne dovrà versare per il riscatto. Una prospettiva del genere fa sorridere come una barzelletta il ns. presidente e fa bene a sorridere perchè si vince anche perdendo e non con i faccendieri pieni di grana alle spalle siano essi americani o sceicchi. Vorrei vedere Mancini alla corte di DeLa. senza pecunia.

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