Il Commento di Roma – Napoli

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Si riaccendono i riflettori sul campionato di calcio e lo scenario dell’Olimpico si riapre con la malinconica assenza del presidentissimo giallorosso Sensi, sulla poltroncina vuota del quale viene posto un fascio di fiori alla sua memoria. Lo stadio applaude commosso per qualche minuto. Il giovane Napoli, ormai cresciuto in termini di esperienza e caratura tecnica è atteso alla prova del nove dopo la buona fase di preparazione che ha proiettato gli azzurri dall’Intertoto all’Uefa nall’attesa sfida col Benfica. Attesa in particolar modo è la prestazione del duo d’attacco tutto argentino Lavezzi – Denis, la Roma non può contare su capitan Totti e Perrotta, mentre debuttano oggi in serie A Vitale, Denis, Riise e Julio Baptista. La colonnina di mercurio segna 34° e la gara inizia al piccolo trotto per non intaccare immeditamente le preziose energie che per i padroni di casa sono alquanto flebili per via di una preparazione iniziata tardi rispetto agli azzurri che dimostrano fin da subito maggor freschezza atletica. Non manca da entrambe le parti pressing sui portatori di palla alla ricerca di verticalizzazioni che maggiormente in chiave giallorossa scuotono l’Olimpico, come al 16°, quando Aquilani non trova la puntale coordinazione sulla profondità cercata in area da Cicinho. Il Napoli è però contratto ed allora ci pensa Mexes a portare pericolo alla porta di Doni costretto ad un allungo felino per evitare un clamoroso autogol del centrale francese, così prende coraggio Hamsik che prova la conclusione dalla distanza con Doni a far sempre buona guardia. Al 29° la prima svolta della partita, De Rossi raccoglie un difettoso rinvio di Santacroce, che lamenta un intervento irregolare di un avversario, il capitano giallorosso vede e scodella a centro area per Aquilani che elegantemente raccoglie di petto e di destro infila Iezzo in uscita. Doccia fredda per gli azzurri che cercano una maggiore velocità di manovra fin qui inespressa, Hamsik sul suo lato rimane in ombra inquanto poco supportato da Vitale, assente in fase di spinta laterale, e gli unici spunti  li cerca Lavezzi ma con poca fortuna tranne un cross per la testa Denis che colpisce spedendo sopra la traversa. E’ allora la Roma che cerca di capitalizzare l’empasse  ospite  e Vucinic sul finire del tempo spreca un delizioso assist di Aquilani facendosi a neutralizzare la palla del possibile radoppio da un attento Iezzo.
Nella ripresa ritorna in campo un Napoli col piglio diverso, consapevole di non aver ancora espresso in pieno tutto il suo potenziale, giocando in maniera più fluida dove la memoria geometrica del centrocampo risalta con netta evidenza. Dieci minuti di fuoco azzurro, infatti, seccano le gambe giallorosse e la saliva di Spalletti che si agita nervosamente dalla nuova collocazione della panchina collocata al di là della pista di atletica. Al 48° Gargano sfiora su punizione dal limite l’incrocio alla destra di Doni, al 50° Denis libera il sinistro che si spegne di pochissimo a lato. Un minuto dopo si accende la luce di Ezequiel Lavezzi, fresca medaglia d’oro Olmpica, che beve in dribbling tre "birilli" giallorossi, peccato per la conclusione che sibila il palo alla sinistra di un esterrefatto Doni che rimane di fatto ingessato. La foga azzurra trova al 52° interprete in Hamsik che gira sottomisura a lato un cross di Gargano, sciolto da obblighi di marcatura dalla posizione che Reja assegna a Blasi, al centro davanti alla difesa in modo da far sprigionare al cenrocampista uruguagio tutto il suo dinamismo. Al 54° il fattaccio: Santacroce ferma il contropiede  dei padroni di casa commettendo fallo su Vucinic, seconda ammonizione di Rizzoli (che non ha usato però lo stesso metro in precedenza con Mexes su Denis) e  doccia anticipata per il difensore  italo-brasiliano. L’inferiorità numerica  carica maggiormente gli azzurri che  sospinti da una migliore condizione fisica aumentano la pressione e trovano il pareggio con Hamsik, bravo a trovare il tap-in vincente in rovesciata dopo aver colpito sottomisura la traversa su asist di Denis. La partita s’infiamma per un pò, Cicinho da buona posizione tarda la conclusione e si fa deviare in angolo da Contini la battuta quasi a colpo sicuro davanti a Iezzo. Spalletti cerca la chiave di volta con i cambi, allora dentro Menez per Cicinho e Tonetto per Riise, mentre Reja registra meglio la difesa inserendo Rinaudo per un timido Vitale a colmare il vuoto lasciato sulla destra da Santacroce. A venti dal termine, in 10, il Napoli tira il fiato e si arrocca davanti alla difesa cercando le ripartenze letali di Gargano e Lavezzi, i due sudamericani non smentiscono le loro peculiarità ed al 77° confezionano una palla gol che Lavezzi a tu per tu con l’estremo giallorosso si fa neutralizzare miracolosamente da Doni. Poi un minuto dopo percussione di Pazienza in area, Gargano va al tiro che trova però l’inopportuna, quasi involontaria, deviazione a lato del Tanque. Gli ultimi minuti del match sono l’occasione che Reja regala a Zalajeta che rleva un Denis alquanto provato mentre la Roma prova a fare il massimo sforzo per fa sua la partita, De Rossi spara nel mucchio in area e trava sulla traiettoria Aquilani che non sa far meglio che mandare la palla sopra alla traversa ad un passo da Iezzo. Ancora De Rossi trova la testa di Okaka, che ha rilevato all’81° Baptista, ma Iezzo va in presa sicura. Lavezzi tenta l’ultimo affondo, supera Juan e si presenta defilato davanti a Doni che compie l’ennesimo miracolo sul diagonale del campione olimpico ed infine le ostilità in pratica si chiudono allo scadere quando Menez, il debuttante francesino ex Monaco, s’incarta davanti a Iezzo facendo sfumare definitivamente le ultime chance della banda Spalletti. Un pareggio più che meritato dagli azzurri che sopraffatti nel primo tempo dai padroni di casa non si sono fatti intimidire nel secondo nonostante l’inferiorità numerica, ma consci dell’evidente superiorità fisica in termini di preparazione hanno saputo reagire alle avversità tecniche e tornano a casa forse con una punta di rammarico per non aver sfruttato le numerose occasioni concesse da De Rossi & C. Ciò però fa ben sperare per le prossime partite che vedranno impegnata la compagine partenopea con squadre del calibro di Fiorentina, Benfica e Juventus. Buona la prima dunque, mentre l’anatroccolo azzurro sembra diventato cigno, ma anche questo avrà bisogno del conforto e della conferma del "signore del tempo".

Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.NET

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