Calcio: Serie A e B, Diritti TV in chiaro e Radio invenduti

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I 42 club di A e B si lamentano delle offerte troppo basse di Rai e Mediaset, Rai e Mediaset si lamentano per le richieste troppo alte dei 42 club di A e B e, alla fine, ci rimetteranno i 16 milioni di famiglie che non hanno alcun decoder, satellitare o digitale terrestre: a meno di sorprese nei prossimi giorni, i campionati di calcio partiranno infatti senza copertura televisiva in chiaro e radiofonica, dopo che l’assemblea straordinaria della Lega Calcio ha rifiutato le offerte arrivate dalle emittenti televisive. La prevista situazione di stallo si e’ quindi puntualmente verificata in una riunione con tanti assenti illustri, a partire dal convalescente presidente di Lega Antonio Matarrese, ma che si e’ chiusa rapidamente con il voto unanime di tutti i club presenti: alle condizioni attuali di Rai e Mediaset, i diritti del calcio in chiaro resteranno invenduti e quindi si potranno vedere solo gli 8′ previsti dal diritto di cronaca (4′ per la A e 4′ per la B) garantiti da immagini della Lega, che potranno essere mandate in onda solo nei telegiornali dalle 20.30 per le partite pomeridiane e dalle 24 per quelle serali. Domenica prossima, quindi, potrebbero non esserci ’90/o minuto’, ‘La domenica sportiva’, ‘Controcampo’ e neanche ‘Tutto il calcio minuto per minuto’ perche’ la Lega ha deciso di vendere tutto il ‘prodotto-pallone’ insieme, senza scorporare neanche i diritti radiofonici. L’offerta di 20,5 milioni fatta dalla Rai per gli highlights della serie A e’ stata giudicata assolutamente troppo bassa per un prodotto che fino all’anno scorso portava nelle casse della Lega circa 70 milioni: ”Siamo disposti a scendere rispetto a quanto prendevamo – spiega Adriano Galliani, che ha presieduto l’assemblea odierna – perche’ ci rendiamo conto delle buone ragioni di Rai e Mediaset quando dicono che il valore del calcio in chiaro e’ diminuito. Ma e’ l’entita’ di questa offerta che e’ assolutamente fuori luogo e fuori posto”. Dalla Lega si aspettano di incassare circa il doppio di quanto offerto finora dalle tv, ma se le cifre rimarranno queste ”non si vedra’ piu’ il calcio in chiaro”, assicura Galliani che si augura che ”la Rai usi piu’ buonsenso. Per la B da 8 milioni sono scesi a 1, per la radio da 2,5 a 2 ma il canone non e’ certo diminuito”. Matarrese si dice fiducioso (”Troveremo un accordo con la Rai”) ma il margine di trattativa sembra ridotto, come conferma Marco Bogarelli, presidente di Infront, l’advisor che affianca la Lega in questa vendita: ”Rispetto alle posizioni iniziali, un leggero sforzo c’e’ stato da parte di Rai e Mediaset, ma siamo ancora molto distanti”.
Fonte: Ansa

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