Megaride Basket Napoli: Una sconfitta che può far crescere

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Se era prevedibile che Airola giocasse con il coltello tra i denti, gli uomini di Massaro dimostrano al di là del risultato, che anche i loro denti serrano strettamente la lama.
Sono partite in cui l'eserienza gioca un ruolo fondamentale e un arbitraggio molto (troppo) fiscale, limita tantissimo i giovani della Megaride esaltando i giocatori esperti di Airola, come Mascolo, Smorra e Riccio che ai tiri liberi fanno la differenza.
Finisce con la sconfitta della squadra napoletana che chiude la gara con un passivo di 10 punti (96-86), dopo aver tenuto testa ai beneventani fino a due minuti dalla sirena.  
"Non siamo riusciti a trovare continuità in attacco. Abbiamo pagato l’inesperienza in molti frangenti di gara, facendoci trovare poco concentrati in difesa. Gli avversari sono stati bravi a capire la gestione della gara adottata dall’arbitraggio, mentre i nostri ragazzi si sono lasciati innervosire troppo da questo modo di amministrare l’incontro." Questo il commento a fine gara di coach Massaro.
Alla fine della partita, i direttori di gara avranno fischiato ben 74 falli, due antisportivi al solo Cristiano, la cui gara finisce prima dell'ultimo quarto.
Note positive: la Megaride c'è. Lo dicono i 39 punti (e soprattutto la prestazione) di Tammaro, la gara intelligente di Mangani e Tredici. La partita di ieri sera, andando oltre la sconfitta, è una iniezione d'esperienza che sicuramente tornerà utile ai ragazzi di coach Massaro.

Il Tabellino:

Pallacanestro Città di AirolaMegaride Basket Napoli 96-86

Parziali: 22-17; 45-39; 64-64; 96-86.

Pallacanestro Città di Airola
Falzarano D. 12, Iannarilli N. 3, Marsicano G., Del Vecchio A. 6, Smorra F. 16, Mascolo G. 27, De Sisto G. 8, Ruggiero E. , Riccio F. 18, Albarella F., Niccolai L. 6.
Coach Esposito Pierluigi

Megaride Basket Napoli
D’Angelo G., Cristiano V. 7, Mangani D. 15, Arena R. 3, Tredici G. 13, Morgillo I. 2, Domenicone L. 2,Conte L. 5, Cannavale G., Tammaro C. 39.
Coach Massaro Massimo
 

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Napoletano, scrittore, impara a leggere prima di riuscire a dire "a cuoppo cupo poco pepe cape, poco pepe cape a cuoppo cupo" e tutti gli altri scioglilingua in napoletano che gli insegnava suo padre. La passione per il calcio risale al nonno paterno del quale porta il nome.


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