Olimpiadi 2008: Ritmica, azzurre in finale. Protesta il dt azzurro

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La Bielorussia vola verso l’oro, la Russia risale miracolosamente e l’Italia deve vedersela con la Cina per mettere le mani su una medaglia. Si annuncia come una battaglia la finale olimpica della ginnastica ritmica: al termine dei due round, ieri con le funi e oggi con cerchi e clavette, la nazionale che quattro anni fa aveva vinto l’argento ad Atene, a Pechino non ha certo la strada spianata. E’ a pari merito con le padrone di casa, stesso punteggio complessivo (34.525) ma con le asiatiche comunque avanti nella valutazione dell’esecuzione. L’Italia ha ancora qualcosa da recriminare, perche’ le cinesi non sono state certo impeccabili, avendo perso un cerchio durante l’esercizio. Ma anche l’Italia ha sporcato la performance, con una clavetta finita sul tappeto e riacciuffata senza troppi danni. Ma il verdetto della giuria non fa stare serene le azzurre, che hanno gia’ visto la Russia, ieri virtualmente fuori dal podio, risalire senza affanni la china. Il rischio e’ che al posto dell’Italia sul podio ci salga la Cina, per l’ultimo posto disponibile buono per la medaglia (se oro e argento finiscono a Bielorussia e Russia). ”C’e’ stata un’eccessiva generosita’ nel valutare l’esecuzione di chi e’ venuto dopo di noi – la protesta del dt azzurro, Marina Piazza -. Per me neppure la Bielorussia, che comunque merita di essere in testa, e’ stata cosi’ perfetta come dicono i numeri. Figuriamoci Russia e Cina. Ho sempre ammirato le composizioni russe ma oggi hanno commesso qualche imprecisione di troppo. E’ davvero inammissibile che l’esecuzione della Cina, con una perdita e tanta confusione, sia superiore a quella dell’Italia, nonostante anche le nostre abbiano perso una clavetta. In base alla somma dell’esecuzioni odierne con quelle di ieri siamo dietro alle cinesi”. ”Purtroppo non c’e’ una giuria che possa valutare la giuria” dicono le ragazze. Domenica si torna in gara: l’Italia sara’ penultima nelle funi e quarta nella prova di cerchi e clavette. Ma si riparte da zero.
Fonte: ANSA



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