Napoli tris a San Siro, Inter tramortita.

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Valanga azzurra. Il Napoli fa l'Inter e le rifila un secco 3-0, una delle sconfitte più pesant idi sempre inflitta dal ciuccio al biscione in casa propria."Jamme, jamme, 'ncoppe jamme jà!". Prendete la funicolare e salite con noi su in paradiso, serpenti e diavoli sono stati scacciati nel fuoco degli inferi! Sei punti su sei contro le milanesi nel girone d'andata sono un bottino che neanche il Napoli di Maradona era riuscito a strappar via, qui si riscrive la storia e s'accende un sogno tutto azzurro, da godere e da gustare lentamente per due settimane, considerata la prossima sosta del campionato.

E' la maturità di una squadra che non s'è mai disunita consapevole della sua forza dei propri mezzi un lavoro di gruppo che ha retto la forza d'urto comandata da Ranieri fin dai primi minuti per intimidire gli azzurri. Il neo allenatore dei nerazzurri conosceva molto bene le attitudini e le qualità fin qui espresse dagli uomini di Mazzarri avendo potuto seguire da commentatore televisivo i partenopei per i quali aveva avuto a Manchester parole d'elogio ed ha preferito perciò spingere forte sull'acceleratore fin dall'inizio per cercare un immediato vantaggio. Ranieri sapeva bene che la condizione fisica dei suoi avrebbe corso qualche pericolo contro la tenuta degli azzurri, già in forma Champions, consapevole anche del fatto che per le registrazioni tattiche la sua squadra ha ancora bisogno della migliore forma che i suoi ragazzi devono ancora raggiungere, la sosta gli arriva a fagiolo. Per venti minuti circa l'Inter ci riesce a mettere alle corde gli azzurri che non riescono a portare dovuta pressione all'impostazione del gioco avversario che man mano vede affievolire la propulsione iniziale ed i partenopei guadagnano metri affacciandosi in più occasioni davanti alla porta di Julio Cesar.

Sembra una partita di altri tempi con marcature a vista e ricerca continua dell'uno contro uno per saltare l'uomo come nel dna dei padroni di casa. Il Napoli non trova grandi spazi e frequenti sono le aperture di gioco con repentini cambi sulle fasce per superare il muro centrale guidato da Cambiasso e Zanetti, mentre risulta poco efficace la posizione centrale di Lavezzi che a sua volta, invece, trova buoni spazi per scaricare la sua potenza solo sulle corsie laterali.  Al 40° la svolta della partita con la decisione arbitrale che assegna al Napoli il rigore e manda per il secondo giallo Obi negli spogliatoi. L’Inter s’infuria. Ma Obi è gia stato ammonito e spinge Maggio che cade rovinosamente in area, per Rocchi è nuovamente giallo ed assegna la massima punizione al Napoli. Lo calcia un ombroso Hamsik, che contro i nerazzurri non è mai riuscito a mostrare i suoi numeri e nel confermare questa pessima tradizione tutta personale se lo fa parare da Julio Cesar sulla cui respinta però piomba come un falco Hugo Campagnaro che ribatte in rete. San Siro diventa una bolgia, il nervosismo dei nerazzurri si taglia a fette per il rigore concesso con troppa leggerezza dal direttore di gara. Il fallo, a loro dire, sarebbe iniziato fuori area, anche se in realtà si è concretizzato dentro. Di conseguenza anche il secondo cartellino inflitto ad Obi sarebbe stato eccessivo. Ne fanno però le spese col giallo per proteste Zanetti e Julio Cesar che per la veemenza rischia seriamente il rosso. A stemperare gli animi ci pensa l'orologio che segna la fine di frazione. Uno spettacolo poco edificante dei padroni di casa, anche se l'errore fosse provato. Ranieri continua a protestare col quarto uomo, proprio non va giù al biscione il presunto errore arbitrale, a volte bisognerebbe essere una provinciale per capire ed accettarlo, ma quando si è abituati ad averli a favori arbitrali tutto ciò assume la forma di un boccone amaro e grosso da mandar giù. Ranieri continua a protestare pure nel tunnel degli spogliatoi e lì vi rimane per Rocchi, rosso anche per lui.

Nella ripresa gli azzurri gestiscono l'uomo in più ed aspettano l'Inter che presto finisce la birra e si ferma sulle gambe, il Napoli che è una macchina da guerra subito capitalizza la situazione favorevole e mette Maggio nelle condizioni di anticipare Nagatomo davanti a Julio Cesar cui rifila un perfetto pallonetto che significa raddoppio!  I tifosi partenopei presenti sugli spalti di San Siro vanno in estasi, l'orgia collettiva fa intonare il canto, parte l'inno napoletano "Oje vita oje vita mia" che viene però fischiato dalla sponda nerazzurra. Ma gli azzurri sempre più sicuri governano il gioco, mettono i padroni di casa sotto, giocano al gatto col topo  fanno addirittura il torello. E' l'apoteosi che neanche il gol mancato a porta vuota da Zuniga riesce a stemperare. Gargano da solo va a pressare tutta la difesa nerazzurra, stanca ed incapace di sorreggere il gioco come aveva fatto nel primo tempo ed allora appare più chiara la ragione tattica impartita dal  proprio mister: Ranieri forse sbaglia a caricare troppo i suoi che su di giri non trovano Mourinho a governarne gli animi. Così il nervosismo prima e la stanchgezza poi giocano un brutto scherzo all'Inter che concede spazi ad un Napoli concentrato e battagliero che non molla un centimetro e porta a tre le marcature con Hamsik che grazie ad una buona verticalizzazione sfrutta gli spazi centrali per trafiggere l'estremo nerazzurro. A bocce ferme vien da dire che i nerazzurri se avessero avuto un atteggiamento più responsabile, da squadra forte e consapevole del proprio tasso tecnico avrebbero potuto riprendere tranquillamente la partita, ma la storia non sempre si ripete: l'anno scorso debuttò a San Siro Leonardo che ne rifilò tre proprio agli azzurri che oggi restituiscono con gli interessi il tris al povero Ranieri.

Cinquanta sono i gol che festeggia oggi Marek Hamsik in maglia azzurra, come il numeri di candeline spente stasera da Mazzarri che continua il giro delle sostituzioni cominciato ad inizio ripresa inserendo Mascara per un deludente Pandev  e regalando poi una manciata di minuti al ventiquattrenne debuttante Chavez. Il tutto tra migliaia di olè che arrivano dagli spalti, quelli tinti d'azzurro e con i partenopei, quelli in campo, a compiere l'impresa: espugnato il Meazza dopo ben 17 stagioni, ma in fondo De Laurentiis lo sapeva che era la volta buona, l'aveva detto che a lui il 17 porta bene. Signori, stasera … champagne!

 

dal Meazza, Antonello Greco – Redazione Napolisoccer.NET

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6 Commenti

  1. E’ vero il rigore non c’era ma quante volte è successo al Napoli? Non ho mai visto un allenatore scatenarsi come Ranieri contro un errore arbitrale sostenuto a spada tratta dai media. Si vede che le grandi sono troppo abituate a essere trattate bene dagli arbitri. A parte questo ho viso un grandissimo Napoli cresciuto in convinzione e personalità. Ad un certo momento del secondo tempo ho contato 35 passaggi consecutivi dei partenopei!! Inler stà diventando il fulcro della squadra, forte fisicamente e tecnicamente e lui che ha fatto fare il dalto di qualità. Forza Napoli

  2. Ranieri è solo un perdente….
    Il napoli contro la fiorentina doveva lamentare un rigore vistoso e non l’ha fatto.
    Ieri hanno selezionato solo gli episodi che facevano comodo a loro, e poi l’arbitro rocchi è un servo del milan (quindi se la devono prendere con loro non con noi).
    Forza Napoli e W il Regno delle due Sicilie.

  3. e’ da tanti anni che squadre come inter, juve e milan beneficiano dei favori di arbitri chiaramente di parte!! hanno vinto tanti scudetti molto dubbi a discapito delle cosidette “piccole”… l’anno in cui c’era mou fu a tratti scandaloso.. e i media? a stento ne parlavano!
    ieri sera invece, sky, rai e merdaset sembrava non avessero altro argomento.. per non parlare della caduta di stile del sig.moratti o ancor peggio di ranieri!!
    e cosa avremmo dovuto dire noi domenica scorsa allora!!? la verita’ e’ che insistono ancora col voler snobbare la grande prestazione del napoli!!
    non si rassegnano al fatto che c’e’ un nuovo sceriffo in citta’ e il vento sta cambiando!!
    di questo non finiro’ mai di ringraziare abbastanza la societa’ ed il ns. grande presidente!! forza napoli!!!!!

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