La chiave di Hamsik

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Pochi minuti prima di scendere in campo, ancora bambino, l’allenatore del Jupie Podlavice gli aveva raccomandato di non essere eccessivamente accondiscendente con la propria naturale foga. “Un grande giocatore deve anzitutto guardare. Guarda la palla, Marek, guardala attentamente e assecondane i moti piu’ nascosti. Sara’ lei a dirti dove e quando dovrai muovere il corpo”. Il piccolo Hamsik, sulle rive slovacche del fiume Hron, aveva ascoltato quelle parole avvolgersi attorno ai propri polpacci e al petto minuto, quasi a raccoglierli e conservarli.

A Fuorigrotta, nell’antico tempio del calcio, è sera. Lavezzi si gira appena, sulla destra, e disegna una mezza luna trasversale, un taglio profondo lungo tutta la linea difensiva. Hamsik confida nel genio amico e attende fino a quando la sfera spunta dal cielo e svetta sulle teste di compagni ed avversari. Il pallone e’ carico di effetto, di sorprese, di imperscrutabili movimenti. Ruota e piomba ma cela al calciatore dove terminerà il suo moto. Mutano gli scenari, ma la terra che si calca, nel torrido Golfo o a Banská Bystrica gelata d’inverno, non cambia. Ascolta la palla, Marek. Prima le va incontro, con la foga del quattrenne che inseguiva un pallone ovunque si annidasse. Vorrebbe calciare subito. Vorrebbe forzarlo e piegarlo con tenacia. Poi sopraggiungono di nuovo le parole ascoltate in quei giorni. Il calcio e’ fatto di passione da districare e dipanare. Di paziente lavoro. Lo slovacco rinviene, punta i piedi, ed inizia allora a retrocedere. Ad allontanarsi. Prima a passi larghi e decisi, poi minuti e frequentissimi. Lontano dalla palla. Bisogna allontanarsene per possederla.

E’ la sfera a dettare il movimento. E Marek la asseconda, retrocede, si allunga, stende la coscia sinistra mentre il piede destro e’ conficcato come il piede di una lancia nell’erba. La palla, ora docile, fende su un lieve cuscino d'aria l’area piccola e scortica quasi il palo. Un solo tocco. Basta un solo tocco se ascolti la palla, e tutto il moto rotatorio si trasforma in energia da scagliare sull'estremo difensore spagnolo. Lo insegna la meccanica, ma un campione lo sa per istinto. E’ il primo centro contro il Villarreal. La porta e’ spalancata alla folla dei nostri desideri. Ma la chiave nella toppa l’ha infilata con perizia e sapienza Marek Hamsik.
 
Raniero Virgilio – Napolisoccer.NET

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Giornalista sportivo, appassionato di calcio e, da sempre, tifoso del Napoli. Dal 2004 partecipo al progetto Napolisoccer.NET condividendone obiettivi e speranze, con l'unica finalità di fornire ai lettori un'informazione corretta e neutrale, scevra da pregiudizi e fuori da ogni logica di interesse. Napoletano convinto, nutro amore e passione incondizionata per "Terra mia", "Napul'è" e per la maglia azzurra.

4 Commenti

  1. Un bellissimo articolo per celebrare il più grande fuoriclasse che gioca oggi nel Napoli. Sarebbe bello se potesse fare con noi la stessa carriera di Zanetti nell’Inter.

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