IL COMMENTO DI SAMPDORIA – NAPOLI

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LAMPO DI CASSANO E PER IL NAPOLI CONTINUA IL MAL DI TRASFERTA
Il Napoli torna al Marassi, impianto nel quale a giugno scorso festeggiò la promozione, ma di quella formazione in campo c’è il solo Grava che nell’occasione porta i gradi di capitano. Stavolta però a differenza della gara di andata sono gli azzurri a presentarsi rabberciati, non c’è la linea difensiva titolare e si ritrovano con una inedita mediana dove Blasi e Mannini garantiscono più fluidità di manovra sulle fasce e Pazienza, che non ha caratteristiche aggressive, dovrebbe essere deputato per lo più alla cucitura ed alla ricerca di geometrie. La partita non è proprio piacevole, nervosa e contratta per entrambe le squadre, ma se la mette però in tasca la Samp, con un lampo di classe di Cassano che rompe l’equilibrio al 76° dando il “la” all’azione del vantaggio blucerchiato. Cassano, sì, proprio lui, il talento di Bari vecchia, che in estate tutti rifiutavano, Marino compreso, l’unico col dna geniale, forse l’unico in grado di dare una svolta a quelle partite imbrigliate da esasperati tatticismi che ingessano come nella fattispecie lo spettacolo. Le due formazioni, infatti, giocano con lo stesso modulo ed il ritmo si mantiene basso per quasi tutto il primo tempo, con il Napoli che parte corto e più raccolto davanti a Gianello, giusto il tempo per prendere le misure ai doriani che  intanto provano a sfondare dalla parte di Grava dove Maggio si da un gran da fare coadiuvato dalle sovrapposizioni di Campagnaro, difensore argentino dotato di buon palleggio e da spiccate capacità offensive. Proprio da quella parte arriva il primo sussulto della partita quando Maggio trova la linea di fondo ed tenta di ingannare Gianello con un lungolinea sul quale accorre Blasi che libera anticipando l’intervento giudicato falloso di Bellucci. Il Napoli pian piano cresce, si alza sfruttando l’asse destro dove agisce proprio Blasi a far da diga ed a trovare anche il fondo per qualche cross, ma il conforto viene dai fraseggi che gli azzurri riescono ad imbastire in questa fase di gara, grazie anche al maggior tasso tecnico schierato in mediana da Reja e ciò innervosisce non poco i padroni di casa sui quali piovono i continui rimbrotti di un Mazzarri arrabbiatissimo. Nessun guizzo però fino al 41° quando Bellucci filtra in area un buon pallone per Cassano che trova però l’opposizione di Gianello al suo sinistro in corsa. La ripresa si mantiene sullo stesso equilibrio tattico che fa spesso orgia a centrocampo, solo che i doriani riescono meglio a convogliare le energie nervose e provano a chiudere gli azzurri nella propria metà campo tentando con maggior decisione la via della rete, così ci prova ancora Cassano che nonostante l’allungo non riesce a concludere bene un suggerimento in profondità di Palombo, poi ci riprova in rovesciata Sala a conclusione di un’azione prolungatasi oltremodo in area azzurra. Il Napoli non riesce a trovare profondità, non tira in porta, Zalayeta non preoccupa la linea difensiva doriana e Lavezzi nonostante il gran da fare non trova mai uno spunto forse stanco per gli straordinari infrasettimanali, Reja allora sostituisce un opaco Hamsik inserendo Bogliacino, ma la musica è la stessa ed il ritmo non cambia. Così più o meno sarebbe anche per la Samp e mentre Mazzarri cerca di mischiare le carte pensando di sostituire Del Vecchio (altro “buco nell’acqua” di Marino) è proprio quest’ultimo a  sbloccargli la gara perché c’è Cassano ispirato di fantasia a mettere Bellucci nelle condizioni di battere a rete, solo che l’ex azzurro calcia sulla traversa prima che sia proprio Del Vecchio a trovare il tap-in vincente. Non c’è veemenza nella reazione azzurra, eccezion fatta per una girata dal dischetto che capita tra i piedi di Bogliacino e che poteva trovar miglior sorte invece di finire centralmente tra le braccia di Castellazzi, così i padroni di casa piazzano il più classico degli uno-due a cui il Napoli si concede ultimamente con troppa facilità, segno è che psicologicamente ci trascina scorie ancora non rimosse. Così è ancora Del Vecchio a far male raccogliendo un lancio al centro dell’area si ritrova comodamente solo tanto da poter servire di petto  Franceschini che lascia partire il diagonale che s’insacca nell’angolo opposto e sigilla definitivamente il match . Nel giro di cinque minuti sono così messe a nudo le velleità della difesa azzurra che aveva tenuto per due terzi di gara, durante i quali Santacroce aveva particolarmente brillato per aver saputo opporsi con corretto atletismo alle “furbate” di un Cassano oggi molto brioso. Il Napoli torna mesto a casa e subisce la terza sconfitta consecutiva fuori dalle mura domestiche confermando quel mal di trasferta che neanche le medicine recuperate durante il mercato di riparazione hanno lenito. Alla squadra appare sempre più evidente la mancanza di un ragioniere nella zona nevralgica del campo che dia ritmo ed appoggio agli inserimenti dai lati e di una punta che non faccia solo salire la squadra ma che sappia semplicemente come la si butta dentro, come quei centravanti vecchia maniera. C’è da dire però che attualmente lì davanti Zalayeta e Lavezzi pare proprio che siano troppo scollati e che abbiano dimenticato le intese dei momenti migliori, forse sarebbe il caso che Reja, con qualche ripassatina infrasettimanale, si dedichi con maggior preoccupazione a trovare le giuste soluzioni perché chi non segna non vince ed ultimamente le reti azzurre hanno avuto il sapore che solo alla casualità si può assegnare.

Antonello Greco                                                                                       

                                                                                               Le  Pagelle di NapoliSoccer.NET



2 Commenti

  1. Ragazzi onore al merito a Reja per essere riuscito a coniare un nuovo modulo il 3 7 0…. peccato però che, come dice Antonello Greco, che le partite si vincono se si fanno goals….

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