Storia di un gol perfetto

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Sono passati ventiquattro minuti del secondo tempo, l’aria rarefatta dell’Etihad stadium sembra aspettare una sola scintilla che illumini ed infiammi i sobborghi di Rowsley Street. L’undici partenopeo, nelle casacche metalliche coniate e vestite per la prima notte europea, ha tenuto con pazienza il campo senza rinunciare a mostrare i denti aguzzi quando la sorte glielo ha concesso, con ferocia sfrontata ma poca fortuna. D’improvviso, mentre gli uomini di Mazzarri si contraggono come una molla nella propria trequarti per ricacciare l’attacco avversario senza lasciarsi sopraffare dalla paura, la marea compatta dei Citizens si infarange inaspettatamente sulla muraglia napoletana, si fende. Si illumina un varco, si mostra un fianco. Tutto e’ pronto per far scoccare la scintilla.
Da un disimpengo inglese oltremodo supponente, sporge e risale Maggio, palla al piede, col passo sicuro di chi potra’ correre per ore. L’aria si elettrizza all’istante e la squadra si distende fulminea, come un polmone elastico. Si allunga, ma mantiene il giusto equilibrio, contenendo le distanze, mantenendo le proporzioni. Come sa il pescatore che riavvolge il proprio mulinello, serve una progressione ordinata e geometrica. Quando l’azzurro e’ sulla mediana, un tridente si e’ gia’ allineato in tempi brevissimi, punta la porta del City e si incunea. La difesa inglese, di contro, e’ come un centometrista che ha inciampato sui propri piedi nel tentativo di correre a ritroso: sbilanciata sulla propria sinistra, retrocede in velocita’ per recuperare le posizioni scoperte, ma la rapidita’ con la quale i partenopei si aprono a ventaglio senza incepparsi fa mancare il fiato per organizzare la difesa.
Maggio procede al centro, due compagni lo accompagnano a destra e a sinistra. Ed e’ qui che sembra sorgere l’opportunita’ migliore: il campo si presenta libero davanti e la porta puo’ spalancarsi di fronte, pronta ad essere violata. Maggio non da’ a intendere dove lascera’ sfilare la palla. Fa montare il dubbio nella difesa di casa, ed il dubbio divora senza pieta’ la coppia centrale del City, che ondeggia come una banderuola mentre ora Cavani sembra inserirsi con decisione a destra. E’ il momento adatto, e’ proprio l’incertezza che Maggio vuole scovare. Il laterale azzurro attende, fin quando sembra quasi sia troppo tardi, i due della compagine padrona di casa si sovrappongono, finendo fatalmente con l’annullarsi a vicenda, fino a lasciare che la palla filtri, calibrata al millimetro, sul pronto tocco di prima del Matador. L’uruguagio sottoscrive con distaccata eleganza, quella con la quale firmavano i signori di un tempi i contratti piu’ ricchi, adusi a tanto bene.
Nell’aria rarefatta dell’Etihad stadium, alla prima in Champions, il Napoli non ha solo giocato una partita intensa e spettacolare. Ha anche impartito una magistrale lezione di eleganza calcistica. E’ stata una scintilla, e si sono infiammati in milioni.
 

Raniero Virgilio – Napolisoccer.NET

3 Commenti

  1. grandissima prova dei ragazzi con questo risultato possiamo giocarcela anche noi, e se la fortuna ci assiste possiamo qualificarci ai quarti.
    un solo grido FORZA NAPOLI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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