Dove eravamo rimasti?

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Come gli habitué del loggione sanno bene, le prime al teatro dell’opera dicono poco della reale qualita’ di un direttore d’orchestra, o del talento dei singoli esecutori. E’ tuttavia inutile nascondere che la partenza decisa della compagine azzurra trasmetta una sensazione di autorevolezza che la piazza napoletana non assapora da tempo, ma non ha mai completamente dimenticato. C’e’ l’estro quasi irrisorio nel piede dell’avanti argentino, la tempestiva gagliardia del gregario, il colpo di lucchetto finale di uno dei migliori centrocampisti in circolazione. Una tela intessuta senza mai soffrire davvero, e una terna che rallegra per la caparbia volonta’ della societa’ di non cedere i propri pezzi pregiati.
E’ solo l’inizio, ma il tema del campionato gia’ si intravede: un calcio nazionale divenuto in breve tempo povero di mezzi e di idee, nel quale il blasone e la storia contano sempre meno e sempre piu’ la capacita’ di raccogliere e investire come formiche. E dove le carte sembrano poter davvero sparigliarsi: le formiche d’Europa – dove gli indebitamenti milionari di alcuni club sembrano destare ancora pochi scandali – possono trasformasi facilmente nelle regine nazionali. La societa’ partenopea non si e’ lasciata travoglere, ha saputo scalare la vetta contro tutte le opinioni e tutti i poteri. Come e piu’ dello scorso anno, ora possono essere l’oculatezza degli investimenti e la lungimiranza della pianificazione le chiavi per dominare le prossime partite.
La trasferta di Cesena dice poco. Ma quel poco che serve. La struttura della squadra e’ rodata e in piedi, gli innesti devono lavorare per integrarsi, non per ricostruire. Gli impegni si sono moltiplicati, ma la potenza evocatrice delle competizioni puo' solo fare del bene ad un gruppo in costante maturazione. I reparti non sono tutti completi neanche stavolta, e l’allenatore dovra’ dimostrare di aver imparato a riporre un minimo di fiducia in piu’ in qualche soluzione alternativa al solito modulo. Ma questo trittico iniziale in campo ospite mostra le zanne da tigre davanti a docili micini – nessuno si faccia irretire dalle feste colorate e le pur meritorie inaugurazioni di nuovi stadi: sara’ solo il campo a svelare i bluff e scovare i migliori. Stavolta l’aria sembra poter promettere bene.
 

Raniero Virgilio – Napolisoccer.NET 

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