Cannavaro: “Orgoglioso del mio Napoli!”

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cannavaroeuropa-league02È la bandiera della squadra azzurra dal 2006, ha vissuto la serie B con un Napoli che stava tentando di risorgere dalle ceneri di un fallimento, ha visto i sogni mano a mano prendere corpo ed oggi finalmente con fierezza può dire di essere uno degli artefici di quel miracolo chiamato Champions. Paolo Cannavaro è la colonna portante della squadra partenopea, ha resistito a critiche ed intemperanze dei tifosi sempre solo e soltanto per amore del suo Napoli. Proprio al capitano azzurro, Uefa.com ha dedicato un servizio. Ecco quanto evidenziato da NapoliSoccer.Net:  “Sono estremamente orgoglioso di far parte di una squadra con un passato così importante e allo stesso tempo così difficile, con il fallimento e le retrocessioni. Adesso c’è una società nuova che ha grandi progetti e far parte di un grande progetto può far solo piacere. Io sono napoletano, per me è difficile trovare le parole per spiegare che cosa si prova ad avere la fascia di capitano quando a Napoli ci sei cresciuto e sei un tifoso azzurro fin da bambino. Sono venuto a Napoli in Serie B, l’impertivo era uno solo: la promozione nella massima serie. Tuttavia quello era l’anno della retrocessione di Juventus e Genoa. Quella non era un qualsiasi campionato cadetto, ma una vera Serie A, c’erano squadre fortissime. L’obiettivo era la promozione a tutti i costi e abbiamo dominato il campionato insieme alla Juventus fino alla fine grazie ad un grande gruppo. Quell’anno abbiamo fatto un miracolo, perché anche se eravamo il Napoli, non è stato affatto facile. I primi anni in Serie A sono stati di adattamento, anche se abbiamo fatto Intertoto e Coppa Uefa, sono stati anni importanti. Negli ultimi due anni c’è stato il salto di qualità, abbiamo espresso davvero il massimo della nuova società. Grazie al mister e alla società abbiamo creato un gruppo forte, un gruppo con voglia di vincere e di farsi valere su tutti i campi, in casa e fuori casa. Questa credo sia una cosa importante. Mazzarri ci ha dato organizzazione di gioco, responsabilità, ci ha fatto credere di più in noi stessi in un momento poco brillante per la squadra. Noi lo abbiamo seguito e lui è stato bravo a mettere a posto la squadra: ha saputo mettere ciascuno nel ruolo più adatto, inoltre ci ha dato quella carica giusta che un allenatore deve saper trasmettere. Gli dobbiamo molto, tanto è grazie a lui. Sono due mesi che la città non vede l’ora che inizi la Champions che qui manca da 21 anni. Oggi la competizione è diversa, non c’è più la sfida diretta ma ci sono i gironi, la strada è più lunga e c’è grande attesa da parte della società, dei tifosi e anche di noi giocatori”.

Redazione NapoliSoccer.Net – fonte: Uefa.com

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