De Laurentiis: “Non mi preoccupa il 5-0, mi fido di Mazzarri”

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delaurentis-luglio-2011-2E' stato un ko che ci farà crescere Il Barcellona è troppo forte.

Il presidente del Napoli, Aurelio De laurentiis, ai microfoni del "Corriere dello Sport" ha analizzato la sconfitta del suo Napoli contro il Barcellona. Di seguito l'articolo sintetizzato da Napolisoccer.NET.

Il viaggio nel futuro è una panoramica a trecentosessanta gradi da memorizzare con gli occhi fissi come telecamere e il data base della memoria che registra, elabora, pro­getta: e in quel pianeta Bar­ça, l’universo calcistico abi­tato da marziani, i dettagli e i particolari rappresentano la sintesi di una rivoluzione da muovere con piccoli pas­si: «Tutto molto bello, qui c’è l’evoluzione. Ma noi pos­siamo fare altrettanto. Il Barcellona ha i trofei, ma il Napoli ha la sua storia, che poi è anche storia del cal­cio. E quando dico che un giorno noi vorremmo essere come loro, non esagero».

FULL IMMERSION – Il calcio os­servato dal buco della ser­ratura è un concentrato di luoghi comuni, di interpre­tazioni vaghe o (persino) di leggende metropolitane: ma l’Università del football, vi­visezionata nelle viscere, è la cartina di tornasole che Aurelio De Laurentiis scru­ta al termine di una giorna­ta di full immersion tra la Ciutat Esportiva – e dunque la Cantera – e il Museo, tra il Camp Nou e i segreti mai confessati di un club con il quale è esplosa simpatia ed è emersa l’empatia: «Un esempio, ci mancherebbe: però crede che anche Napo­li abbia le potenzialità per diventare una potenza. Nel nostro piccolo, in sette anni, qualcosa abbiamo fatto. Ma io in testa ho talmente tante idee. Io so di avere tifosi im­pagabili, e a loro dico di nonfarsi condizionare dal 5- 0 del Gamper».

NOI COME IL REAL – Il tour nel mito comprende la radio­grafia completa di un pro­cesso imprenditoriale-cul­turale che merita approfon­dimento e il De Laurentiis curiosone che ha scelto di capire e se ne è andato con il dg Fassone – ma pure con l’architetto, Gundi Wid­mann – a fare una gita in Barça, nella sua agenda personale infila "post it" che comprendono input sulla cantera strappati a Guiller­mo Amor e strategie socie­tarie confessate da Andoni Zubizarreta, prima di intru­folarsi tra le fontanelle del bilancio, conversando con il reponsabile del marketing, Laurent Colette: «I numeri sono giganteschi, però que­st’anno il Barcellona sarà costretto a chiudere con un lieve passivo; noi, e credo sia un merito, riusciamo a definire il bilancio in attivo. Ciò non significa che siamo più bravi, ci mancherebbe: ma che siamo attenti al no­stro processo di crescita. I risultati vanno letti a tutto campo, anche e soprattutto dal punto di vista finanzia­rio: perché i conti garanti­scono il futuro della società. La sconfitta di lunedì non mi allarma, anzi ai ragazzi ho detto di stare tranquilli e di far coraggio a Britos: pu­re il Real Madrid ne prese cinque, in gara vera. E allo­ra, filosoficamente, possia­mo già sentirci al livello dei blancos...».
 

Redazione Napolisoccer.NET (Fonte: Corriere dello Sport)

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Giornalista sportivo, appassionato di calcio e, da sempre, tifoso del Napoli. Dal 2004 partecipo al progetto Napolisoccer.NET condividendone obiettivi e speranze, con l'unica finalità di fornire ai lettori un'informazione corretta e neutrale, scevra da pregiudizi e fuori da ogni logica di interesse. Napoletano convinto, nutro amore e passione incondizionata per "Terra mia", "Napul'è" e per la maglia azzurra.

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