Ciclismo: Riccò “Tornerò più forte di prima”

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Il "cobra" respinge qualsiasi accusa

”Tornero’ e tornero’ piu’ forte di prima. Domani andro’ dal mio avvocato, cominceremo a difenderci. Chiedero’ le controanalisi”. Dopo quasi due ore di interrogatorio nella Procura di Foix, tra le 15 e le 16.45, Riccardo Ricco’ riparte. Davanti al magistrato, l’emiliano si e’ professato innocente. Il controllo effettuato dopo la quarta tappa del Tour de France ha evidenziato la presenza di Epo nelle urine del 24enne. ”Mi hanno perquisito la borsa, non hanno trovato niente a parte le vitamine che usiamo tutti”, dice lui in un’intervista alla Rai. Il ‘cobra’ indossa una felpa nera, senza logo e nome della Saunier Duval, che non e’ piu’ la sua squadra. Ricco’ e’ stato licenziato. ”Era logico”, dice lui. A fornire altri elementi e’ il procuratore di Foix, Antoine Leroy. ”Il corridore -dice- nega fermamente di aver assunto Epo e non fornisce alcuna spiegazione relativa alla presenza di Epo nelle sue urine l’8 luglio. Nega di aver assunto queste sostanze o qualsiasi altro prodotto proibito in Francia. Quindi, respinge le accuse che gli vengono mosse”. Nell’albergo perquisito ieri dalla polizia sarebbero state trovate siringhe e apparecchiature mediche ma non sostanze illecite. All’incriminazione che portera’ ad un processo si aggiunge l’atto d’accusa formulato dalla Saunier Duval. La squadra, che giovedi’ si e’ ritirata dalla corsa, e’ al centro di una bufera. Le voci relative ad altri casi di doping si inseguono. I sospetti si concentrano in particolare su Leonardo Piepoli: anche lui, come Ricco’, viene licenziato. Sul 36enne non pesa nessun controllo positivo, ma secondo il team si puo’ parlare ugualmente di ”violazione del codice etico”. ”Non sono riuscito ad ottenere risposte concrete da Piepoli”, dice il general manager Mauro Gianetti spiegando il drastico provvedimento. ”Non voglio piu’ avere dubbi. Noi non stiamo ogni minuto con i nostri corridori, non possiamo sapere tutto: ora non voglio piu’ dare fiducia. Preferisco sbagliare perche’ sono troppo severo, non perche’ sono troppo buono. Non ho avuto le risposte che volevo, ecco spiegato il licenziamento” dice il dirigente. ”Il mio intervento nei confronti di Piepoli e’ legato a dubbi personali che, al momento, non ho nei confronti di Juan Jose’ Cobo”, aggiunge riferendosi alle indiscrezioni relative ad altri casi di doping nella squadra. ”Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione in merito”. Dopo la positivita’ di Ricco’, il destino del team e’ tutto da decifrare. ”Lo sponsor e’ deluso, amareggiato -aggiunge-. Vuole vedere fino a che punto e’ coinvolta la squadra. Io sono convinto che nessuno nel team, ad alto o medio livello, inciti un corridore ad utilizzare sostanze dopanti. E’ difficile accettare che il nostro futuro non dipenda dalle nostre azioni. E’ prematuro parlare di chiusura dell’attivita’, ma e’ anche prematuro parlare di voglia di continuare. Meccanici e massaggiatori chiedono di andare avanti, ma c’e’ paura: non c’e’ piu’ fiducia nei corridori”.

 

Fonte:Adnkronos

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