Alla scoperta del Panionios

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La formazione greca gioca con un 4-5-1 trasformabile in 4-4-1-1 con rapide folate offensive sulle fasce.
I giocatori più rappresentativi sono Choutos, Makos e Kumordzi

Domenica prossima alle ore 18 il Napoli giocherà il primo decisivo incontro del terzo turno delll’Intertoto nel catino da 12mila posti del Panionios. Il Napoli ha incontrato finora due squadre greche nelle competizioni internazionali: l’Olympiakos Pireo e il Paok Salonicco. Entrambe sono state affrontate in Coppa Uefa ed eliminate dagli azzurri. Gli azzurri incrociarono nel primo turno dell’edizione 1979-80 l’Olympiakos: l’andata si svolse al San Paolo e finì con un netto 2-0, gol di Damiani e Agostinelli. Il ritorno si svolse in un clima da corrida allo stadio Karaiskaki del Pireo (la città dove sorge il porto che serve Atene) e il Napoli perse 1-0 con gol di Karavitis, ma passò il turno. L’altro precedente riguarda il primo turno della Coppa Uefa 1988-89 contro il Paok: fu l’inizio dell’esaltante cammino che portò gli azzurri alla conquista del trofeo. L’andata al San Paolo terminò 1-0 con un gol su rigore di Maradona: al ritorno si concluse 1-1 con reti di Careca e Skartados.
Il Panionios è tra i club della Grecia meno celebri e meno dotati tecnicamente. Il suo tipo di gioco è molto atletico, volto più a distruggere la manovra avversaria che a impostare quella propria. E’ una formazione giovane e ha pochi giocatori di rilievo: il più importante è l’attaccante Lampros Choutos, vecchia conoscenza del calcio italiano che ha militato per alcuni anni nella Roma e tra il 2004 e il 2007 nell’Inter. Nel giro della nazionale greca è il centrocampista Grigorios Makos: è stato nell’Under 21 e ha esordito in quella maggiore nel febbraio scorso nella vittoriosa (1-0) amichevole contro la Repubblica Ceca. Altro nazionale è il ghanese Bennard Kumordzi, esterno offensivo di 23 anni.
Non avendo a disposizione giocatori che possono fare la differenza, l’allenatore tedesco Ewald Lienen schiera la squadra con un 4-5-1, che è incentrato sulle folate offensive sulle fasce, eseguite soprattutto dai due cursori Skoufalis a destra e da Kumordzi a sinistra. Insomma, è una manovra rapida e ficcante in contropiede, che è molto efficace: domenica scorsa l’Ofk Belgrado, squadra molto lenta e impacciata, è stato messo in grande difficoltà da questo tipo di gioco. Spesso lo schieramento nel corso della partita si trasforma in un 4-4-1-1, con Barkoglu che è una sorta di jolly. Spesso si sgancia dalla sua posizione di centrocampista centrale per svolgere il supporto a Choutos in fase offensiva, effettuando assist soprattutto nella parte centrale della metà campo avversaria, oppure per svolgere il ruolo di seconda punta effettiva. Molto probabilmente la partita si deciderà a centrocampo, con il duello tra i cinque centrocampisti del Napoli e quelli del Panionios. Gli azzurri dovranno bloccare il gioco del Panionios soprattutto … (continua a leggere l’articolo su: http://marcoliguori.blogspot.com/2008/07/alla-scoperta-del-panionios.html)

Marco Liguori



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