Ad Afragola apre il quarto shop dei tifosi ed il traffico va in tilt per Blasi e Contini

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Entro un mese il Napoli inizierà a vendere i prodotti sponsorizzati sul suo sito. Per il giorno del lancio un’autentica chicca che farà impazzire i tifosi e soprattutto i collezionisti di tutto ciò che porta la N del Napoli. Con tiratura limitata e solo tramite internet saranno venduti pochi capi di abbigliamento: 1.000 t-shirt e felpe e 300 giubbini della Diadora. Niente se si pensa al numero incredibile di tifosi che seguono il Napoli nel mondo. Sarà l’inizio della commercializzazione sul sito degli articoli che la società licenzierà con il marchio-Napoli. «Un modo per acquistare prodotti originali, per evitare quelli contraffatti», dice Alessandro Formisano, responsabile dell’ufficio marketing che vede lievitare gli incassi della società. La decisione è stata presa anche perché è in atto un autentico boom di richieste e di vendite dei prodotti messi sul mercato, quasi tutti a prezzi contenuti. Sono migliaia, ad esempio, coloro che premono sul Napoli perché chiuda il contratto che permetta di vedere quanto prima le partite in streaming. È l’effetto del ritorno del Napoli in A, ma anche dei buoni risultati che stanno ottenendo Lavezzi e compagni. Qualche esempio. Le trentaseimila maglie da gioco, tra quelle ufficiali e le repliche (identiche alle originali, ma confezionate con materiali differenti e messe sul mercato ad un costo inferiore), venticinquemila tute, ventimila palloni, migliaia di portachiavi, borse, portamonete, portafogli. Un boom per la Diadora. «La produzione è alta, le richieste di più», dicono i funzionari dell’azienda di Caerano di San Marco. Le maglie più richieste? Quelle di Lavezzi, Cannavaro, Hamsik, Calaiò e Zalayeta. Un boom anche per un’altra azienda che ha deciso di unire il suo nome a quello del Napoli: la trevigiana Astoria vini. Migliaia e migliaia le bottiglie personalizzate con i colori azzurri: un vino veneto (una cuvèe di prosecco e chardonnay) e uno campano griffati Napoli. È andato esaurito anche il calendario del Napoli 2008, mentre i responsabili del marketing e del merchandising del club stanno valutando le offerte che giungono da altri settori: scuola, telefonia, case automobilistiche e informatica.

Fonte: Il Mattino (Vittorio Raio)

2 Commenti

  1. questa è la direzione dell’industria calcistica e dela sta dimostrando di essere uno d’avanguardia a fatti e non a parole……..però una schiacciata sull’acceleratore dei fatti male non sarebbe

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